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Un Vinitaly molto pop

Sono tante le novità in occasione del Vinitaly 2013. Solo etichette e annate? Non proprio, come ha dimostrato l’insolito, ma simpatico, binomio enologico tra Rocco Siffredi e il pilota Jarno Trulli. Il pop sbarca al Vinitaly anche in chiave …Leggi tutto

 

Sono tante le novità in occasione del Vinitaly 2013. Solo etichette e annate? Non proprio, come ha dimostrato l’insolito, ma simpatico, binomio enologico tra Rocco Siffredi e il pilota Jarno Trulli.

Il pop sbarca al Vinitaly anche in chiave più consapevole, grazie ad un pubblico sempre più informato, che sceglie (era ora!) non solo con lo sguardo ma soprattutto con il proprio gusto, decidendo di dedicarsi alla scoperta di vitigni e territori meno blasonati, anche se per questo non meno interessanti.

Etna, Valtellina e Maremma sono i nomi di alcune tra le nuove sfumature territoriali più convincenti, tanto tra i vitigni bianchi quanto tra quelli a bacca rossa. Luoghi di grande interesse, come hanno capito anche alcuni tra i marchi storici dell’enologia italiana che nel tempo hanno affiancato i piccoli produttori di territorio. Un esempio? Per fortuna sono molti di più.

Dal sapido Vermentino di Maremma prodotto da Banfi, chiamato La Pettegola (www.castellobanfi.it), passando per il goloso Lambrusco Il Solco (100% Salamino) della cantina Paltrinieri (www.cantinapaltrinieri.it), senza dimenticare il vino Simbiotico, ottenuto da vitigni autoctoni in tre differenti territori dall’arcipelago Muratori (www.arcipelagomuratori.it), e terminando con la succosa Feteasca Neagra (residente in zona molto prima della venuta dei romani) dell’azienda Rumena, di proprietà italiana, Petro Vaselo (www.petrovaselo.com).

In ottica straniera va sottolineato come la popolarità del Vinitaly sia sempre più in ascesa, come testimonia la ricca partecipazione di numerose aziende che, proprio in questa occasione, hanno deciso di presentare, attraverso i rispettivi importatori, le proprie novità al grande pubblico.

Quali? La gamma di bollicine prodotte da Charles Heidsieck (www.philarmonica.it) oppure il nuovo millesimo (2000) dello champagne cuvée Sir Winston Churchill prodotto da Pol Roger (www.heres.it). Non sono mancanti neppure i nostri brindisi, capitanati dal lancio della nuova Cuvée Annamaria Clementi Rosè 2005 (100% Pinot Nero) di Ca’ del Bosco. Molto migliorati, soprattutto sul fronte bevibilità, numerosi produttori attenti al territorio (non limitiamoli con l’etichetta di biologico e/o biodinamico) con numerose etichette interessanti. Dai vini di Alessandro Dettori sino alla Barbera, senza solfiti ma soprattutto senza ipocrisie commerciali, prodotta da Gianluca Morino (www.cascinagaritina.com).

Ma il Vinitaly non è stata una manifestazione soltanto di sorsi ma anche di parole. Impossibile non citare quelle scritte da Laura di Cosimo e Cinzia Benzi sul Sauternes. La pubblicazione, a cura dell’editore Gribaudo, mette in luce tutti gli aspetti, compresi quelli gastronomici, di un vino dolce dal nome tanto famoso ma, sotto tanti punti di vista, ancora poco conosciuto dalle nostre parti.

Dopo tante uscite, purtroppo, un’uscita di scena: quella di Franco Biondi Santi. Chi era? Se non lo sapete, credo, farete molta fatica a comprendere veramente cosa sia il vino………

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