Non pretendete che i colleghi vi rispondano durante week-end e ferie

Non pretendete che i colleghi vi rispondano a chiamate, email o sms durante il week-end e le ferie. Ed evitate scene isteriche al rientro, se non siete stati nei loro pensieri: hanno una vita personale, che non avete comprato con …Leggi tutto

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No soliciting sign with a telephone

Non pretendete che i colleghi vi rispondano a chiamate, email o sms durante il week-end e le ferie. Ed evitate scene isteriche al rientro, se non siete stati nei loro pensieri: hanno una vita personale, che non avete comprato con quella lavorativa.

In diverse nazioni è proibito scrivere ai colleghi durante le ferie o le festività. In Germania Volkswagen blocca l’invio delle email aziendali mezz’ora dopo il termine dell’orario lavorativo. Deutsche Telekom, Bmw e Puma non contattano i colleghi in vacanza.

Ma scrivere in quei periodi non è grave. Pretendere una risposta prima che l’altro torni è grave! E lo sono la mail del venerdì notte, il sollecito del sabato, il rimprovero digitale della domenica e la sfuriata del lunedì.

Ehi capi, vi siete accorti di non poter esercitare il vostro potere nel week-end e vi siete sentiti soli? Se per voi il lavoro è tutto, non pretendete che lo sia per gli altri: si realizzano anche nel lavoro, ma non solo in quello!

Se non trascorrono la domenica a mandarvi email, a rivedere un Word, a rifinire frecce e riquadri di un PowerPoint, se non perdono altri gradi di vista sull’Excel che avete spedito alle 23 di venerdì, fatevene una ragione!

Fatela finita di pensare che – in quanto capi – potete disporre delle loro vite a vostro piacimento.

I vostri colleghi la domenica hanno figli con cui giocare e mogli da seguire all’Ikea, mentre guardano sul palmare la partita con Sky Go. Hanno mariti da amare, sebbene vedano 8 programmi di calcio in 1 giorno.

Hanno sonni arretrati da recuperare, amici e parenti con cui trascorrere (non, come pensate voi, perdere) del tempo. Hanno desideri, speranze e problemi.  Hanno persone ed obiettivi da conquistare, libri e film con cui sognare.

Hanno palle da rincorrere con in mano una racchetta e calci da tirare su un campo di periferia, indossando la maglia di Messi e ricordando Facchetti, Rivera o Platini.

Hanno una poesia di Alda Merini su cui riflettere, con parole che sentono proprie, come se le avessero sempre pensate, pur non avendole mai espresse in quel modo.

Hanno un tempo della leggerezza che scorre sempre molto veloce,  ed è già limitato rispetto ai bisogni delle loro anime. Non toglieteglielo, altrimenti vi odieranno e addio passione per il lavoro!

Hanno anche da oziare. Con birre e aranciate, programmi tv da ascoltare in dormiveglia, coperte sotto cui rifugiarsi su un divano invernale, tramonti marini da sorseggiare d’estate, osservando il bicchiere di rum e coca mentre il ghiaccio si scioglie. Hanno esperienze da vivere, che voi considerate da debosciati, perché non vi sembrano utili alla produttività aziendale.

Ed anche qui vi sbagliate. Perché, come ci ricorda il prof. De Masi, anche l’ozio è utile al business. Perché l’ozio spesso è creativo: un’opportunità per pensare, per staccarsi dal quotidiano, per uscire dai paradigmi che imprigionano la nostra mente e ci impediscono di ipotizzare novità di cui l’azienda ha un bisogno disperato!

L’ozio, se dosato, ci aiuta a pensare in maniera diversa, grazie alla pausa che ci concede: un fondamentale strumento di crescita individuale, utile al nostro intelletto. E di quella crescita beneficerà anche la vostra azienda, perché disporrà di persone più creative e più felici, meno standardizzate, in grado di unire agli stimoli lavorativi quelli personali, provenienti dalla vita “di là fuori”.

Quindi, se siete furbi e ci tenete al business, lasciate in pace i colleghi in ferie. Torneranno più allegri, rilassati e carichi di nuove idee, che saranno utili anche per i vostri amati PowerPoint.

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