Hitchcock, era lui il vero Maya

Nei giorni scorsi è stato diffuso in rete il trailer di Bates Motel, telefilm che intende far da prequel (oggi si dice così) alla vita di Norman Bates, ovvero il protagonista di Psycho, ovvero Anthony Perkins, ovvero colui …Leggi tutto

Nei giorni scorsi è stato diffuso in rete il trailer di Bates Motel, telefilm che intende far da prequel (oggi si dice così) alla vita di Norman Bates, ovvero il protagonista di Psycho, ovvero Anthony Perkins, ovvero colui che uccide Janet Leigh a trenta minuti di film – non lo consideriamo più uno spoiler (oggi si dice così), vero?

Tra un paio di mesi uscirà in Italia Hitchcock, che racconta il regista del titolo relativamente a un momento preciso: la lavorazione di Psycho, appunto, dove Scarlett Johansson fa Janet Leigh che muore a trenta minuti di film. Alfred Hitchcock invece lo fa Anthony Hopkins, che sembra Manlio Dovì del Bagaglino.

Non c’è nessuna ricorrenza, nessun anniversario, solo l’altra sera ho rivisto Psycho per la millemillesima volta. E, in questa giornata di presunti Maya, ripensavo al fatto che quel film è stato la vera fine del mondo come lo avevamo (lo avevano) conosciuto. La protagonista che muore a trenta minuti di film (forse il concetto non era passato), il sangue e i cadaveri come nessuno li aveva mai visti, la paura come nessuno l’aveva mai sentita, il rapporto madre-figlio come nessuno l’aveva mai raccontato, forse solo Quel mostro di suocera con Jane Fonda molti anni più avanti.

«Drama is life with the dull bits cut out». Parlando di cinema, Hitchcock diceva più o meno che il dramma è la vita con le parti noiose tagliate. Per raccontarlo oggi, quel genio Maya, sono invece rimaste solo le parti noiose.

 

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