Televisione

X Factor 12, Anastasio: "Basta etichette, sono un libero pensatore"

Intervista al vincitore del talent show di Sky Uno, che risponde alle polemiche sulle sue simpatie politiche. Anastasio ha trionfato col 70% dei voti

XF12 Anastasio

Francesco Canino

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"Non mi etichettate: sono un libero pensatore". Appena il tempo di trionfare a X Factor 12 e Anastasio – il vincitore più annunciato delle ultime edizioni del talent di Sky Uno – è già costretto ad affrontare le prime polemiche. Alla vigilia della finalissima, la più vista di sempre con 2 milioni e 824 mila spettatori, sono emerse le sue presunte simpatie per Salvini, CasaPound e la destra trumpiana, che hanno tenuto banco per ore sui social. Un chiacchiericcio che non ha oscurato il suo trionfo, anche di vendite, visto che il suo inedito La fine del mondo, era singolo d’oro già prima dell’ultima puntata.

Anastasio, illuminaci: nelle ultime ore non si parla che delle tue simpatie politiche a trazione sovranista. È così?

Mi fa sorridere tutta questa situazione. È fuffa completa ciò che è stato rilanciato da certi siti. Sono un libero pensatore e non penso di poter essere additato come fascista per un like ad una pagina Facebook che utilizzo per tenermi informato. Ho scritto un brano sull’allenatore Maurizio Sarri, idolo della sinistra, ma non sono comunista.

Sì, ma non hai risposto: sei di destra o di sinistra?

Alle ultime elezioni ho votato scheda bianca. Ma davvero ancora stiamo a parlare di fascismo e comunismo? C’è un caos politico completo, la destra difende i lavoratori, la sinistra parla di temi fino a poco tempo fa ascrivibili alla destra. Non mi sento di etichettarmi: per me può dire una cosa giusta Renzi così come Matteo Salvini ma guardo alla cosa che viene detta, non a chi la dice. Lo ripeto: sono un libero pensatore.  

“Nel cesso ho disegnato un'altra svastica”, si legge nel testo di una tua canzone, Un adolescente. Quell’adolescente è Marco Anastasio?

Bisogna contestualizzarlo quel testo. Parla di un adolescente che fa la svastica per gioco, non perché è nazista. Posso essere io come tanti altri adolescenti. Quel brano parla del proibito e gli è stata data un’interpretazione sbagliata”.

Polemiche a parte, come hai affrontato la finale al Forum di Assago?

Su quel palco hai due possibilità: o ti carichi o la prendi con la paura. Io ho scelto la prima.

L’hai sentito il peso di arrivare all’ultima puntata da vincitore annunciato?

Non ho mai sentito la pressione perché quando salgo sul palco c’è solo il pubblico e la musica: tutto il resto si spegne.

Dai l'impressione di essere imperturbabile: ma sentire cantare il tuo inedito da tutto il pubblico ti ha colpito?

Mi ha impressionato. E il fatto che sia già disco d’oro mi fa piacere: a quanto pare la comunicazione è stata efficace.

Anastasio è un rapper o un cantautore?

 

Secondo me le etichette non funzionano troppo. Sono un cantautore perché scrivo i miei testi, ma faccio rap dunque sono anche un rapper. Di quelli che swaggano, però.

Hai iniziato a fare freestyle tre anni fa. Cos’è che ha fatto scattare la scintilla?

Mi sono appassionato al rap quando ero ragazzino e la gente diceva “ma cos’è questa roba?”. La prima cosa che mi ha attratto sono state le sonorità e la potenza della comunicazione: per questo sono fiero di aver portato sul palco le mie parole.

Con Mara Maionchi, il tuo giudice, è scattata subito l’alchimia.

Mara mi ha capito al volo e questo mi ha permesso di esprimermi a pieno: mi ha dato quasi carta bianca e umanamente è stato un rapporto sano. Ci vogliamo bene.

Ti senti cambiato dopo X Factor?

Ogni esperienza che faccio mi cambia ma ho sempre cercato di non dimenticare chi sono. Per ora sto vivendo lo shock della gente che mi chiede le foto.

Poco prima della proclamazione hai mostrato il tatuaggio di Maradona, uno dei tuoi idoli. Cosa ti piace di lui?

È un rivoluzionario e io subisco molto il fascino della rivoluzione. Era genio e sregolatezza alla massima potenza, rappresenta al meglio Napoli. 

Sanremo è uno dei tuoi sogni?

Non lo escludo per il futuro ma sono appena uscito da una competizione e non ne farei un’altra subito.

Per chi tifavi?

Per i Bowland. Li stimo molto e tra di noi c’era una bella alchimia, tanto che abbiamo realizzato un duetto (disponibile sulle piattaforme, ndr) poche ore dopo essere entrati nel loft.

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