Tv digitale e autoproduzioni: così Mediaset sfida la crisi

Il nuovo modello tv di Pier Silvio Berlusconi scommette anche sulla multimedialità. E nei nuovi palinsesti spunta Gianni Morandi

Credits: V. Di Cillo

Pier Silvio Berlusconi lo dice chiaro: "Da un male siamo riusciti a far nascere un bene". Il male: la crisi economica e in particolare quella dei media, "un mondo" ammette senza mezzi termini il vicepresidente Mediaset "dove è in atto un vero e proprio tsunami che sta mettendo a rischio l’intera editoria". Il bene: "Aver avuto il coraggio qui a Mediaset di mettere tutto, ma proprio tutto, in discussione. E aver costruito una macchina più snella e più efficiente senza toccare la qualità della nostra offerta editoriale". Parole pronunciate in pubblico alla tradizionale presentazione dei palinsesti d’autunno organizzata negli studi televisivi di Cologno Monzese con il presidente Fedele Confalonieri e l’amministratore delegato Giuliano Adreani.

Per dare concretezza al nuovo modello di televisione (forte produzione di programmi che non si possono vedere su altre reti), Berlusconi si sbilancia sulle cifre: "Canale 5 aumenterà le prime serate di produzione del 26 per cento sfiorando le 300 serate all’anno. Italia 1 le aumenterà addirittura dell’84 per cento. E Rete 4 arriverà a raddoppiare i prime time autoprodotti. Una rivoluzione graduale i cui primi effetti si vedranno già in autunno ma andranno in crescendo per tutto il 2014".Tra i pezzi forti della prossima stagione, le fiction Squadra Antimafia, Il XIII apostolo, Le tre rose di Eva e programmi come Italia’s Got Talent, Le Iene e Io canto. "E poi" aggiunge Pier Silvio "tante novità assolute come la miniserie Rodolfo Valentino con Gabriel Garko, uno show di Canale 5 completamente nuovo costruito dalla fabbrica delle Iene e l’evento musicale dell’anno: dall’Arena di Verona su Canale 5 un mito, due serate in diretta di Gianni Morandi".

Ma sebbene la tv in Italia, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, sia sempre più vista (4 ore e 38 minuti in media al giorno, +5,3 per cento rispetto al 2012), Mediaset ha capito da tempo che la tecnologia digitale sta cambiando abitudini e consumi degli italiani. E oggi, dice Pier Silvio, il Biscione offre al pubblico e agli investitori pubblicitari "un sistema di comunicazione multimediale che nessuno in Italia può garantire: dalla potenza dei tre canali generalisti alle nuove reti tematiche sia gratuite sia a pagamento, fino alla leadership italiana online con oltre 1 milione di video Mediaset visti ogni giorno su internet. Un sistema integrato che ogni mese raggiunge 56 milioni di italiani, praticamente l’intera popolazione adulta".

Se il mondo dei media è in pieno tsunami, Mediaset è corsa ai ripari. E la borsa sembra crederci: dall’inizio dell’anno, il valore del titolo è raddoppiato.

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