Televisione

The Voice: ultime audizioni tra momenti cult e retorica da talent

Sono sedici i concorrenti che ogni coach ha in squadra. Dalla prossima settimana cominceranno i duelli per decidere chi proseguirà verso i live e la finale

Fabio Troiano The Voice

Terminate le audizioni al buio, si passa alle Battle: tre puntate di duelli a colpi di canzoni per scegliere i concorrenti che approderanno ai live – Credits: (Ufficio Stampa)

E’ andata in scena ieri sera la quarta e ultima puntata delle blind audition di The Voice. “Non siamo mica qui a pettinare le Barbie”, dice un sovraeccitato Piero Pelù. Peccato, perché a un certo punto la tentazione di cercarsi un diversivo era fortissima. Sarà che l’effetto novità delle audizioni al buio è svanito da un pezzo o che la lunghezza delle puntate è a tratti estenuante. Il talent resta ben confezionato, va detto, tanto che gli ascolti reggono. Da giovedì prossimo però si cambia registro per passare alle Battle: tre puntate di sfide a colpi di duelli con al centro del mega studio di Via Mecenate un ring. Cosa succederà? Lo vedremo. Intanto ricapitoliamo la serata di ieri.

NOEMI NON HA L’ETA’. “Se verrai con me…”. Poi la frase finitela come vi pare. Noemi l’ha declinata in tutte le maniere possibili ma in definitiva il senso era sempre lo stesso: sono io la pischella del gruppo, cari colleghi coach. Da leggersi sempre con una buona dose d’ironia, per carità. “Ti auguro di arrivarci alla nostra età” le risponde sorniona Raffaella Carrà, meravigliosa in versione Zia Mame festish. “Certo, Noemi è quella che meglio conosce i meccanismi del talent”, le riconosce Riccardo Cocciante. Attenzione alle strategie della piccola di casa. Previste sorprese.

I BRACCIALI DI RAFFA. Dopo ore e ore di registrazione, i primi cedimenti: Raffaella Carrà struca el boton con un eccesso di vigore e le parte uno dei bracciali-fendenti. Poco dopo le si incastrano col guantino di pelle rubato a Karl Lagerfeld e per sciogliere l’intreccio interviene Pelù. Poi il soccorso è reciproco: El Diablo, troppo entusiasta mentre ascolta Donato Perrone, smonta letteralmente un pezzo di sedia rotante e ci vogliono le mani fatate della Carrà per rimetterla a posto. “Ah, questi uomini…”, dice sconsolata.

MOMENTO CARRAMBA. Poteva forse mancare il momento “Cocciante riconosci il concorrente”? Certo che no. Questa volta la sua vecchia conoscente arriva dall’America, si chiama Francesca Bellenis e pare la cugina della mitologica Ana Betz (cercatela se non sapete chi è, perché ne vale la pena): il Maestro si gira e la identifica. Carramba che sorpresa, “con lei abbiamo scambiato…”. Che cosa, non si saprà mai. La Bellenis ovviamente sceglie la squadra di Cocciante e Raffa sbotta: “Se lo sapevo facevo iscrivere mia cugina”. Unica.

ECCESSO DI RETORICA (DA TALENT). Piccolo sunto da backstage. Tra parenti e amici in festa, lacrime e Fabio Troiano versione confessore, non manca mai un: “Non riuscirei a vivere senza musica”, “Quando canto vedo tutti i colori”, “La musica mi ha salvato”, “Quando salgo sul palco, dò il meglio di me”, “Sono nato per fare questo mestiere”, “So qui perché voglio mettermi in gioco”. Certo, un po’ di liturgia da talent ci sta ma tanta retorica, tutta assieme, è davvero troppa. Roba da intervento immediato di qualunque autorità di garanzia.

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