Francesco Canino

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Era la sera del 13 gennaio 1992 quando andò in onda la prima edizione del Tg5. Alla conduzione c'era un giovane Enrico Mentana, le cassette erano guaste e non partivano i servizi ma dopo quell'inizio incerto, il telegiornale dell'ammiraglia Mediaset ha preso il largo, è diventato uno dei capisaldi dell'informazione televisiva e oggi compie 25 anni di vita. «Il Tg5 ha allargato la possibilità di scelta degli italiani e costretto gli altri a migliorarsi», osserva il direttore Clemente J. Mimun, che domani sera celebrerà il quarto di secolo del tiggì in uno speciale condotto da Paolo Bonolis

Buon compleanno Tg5, 25 anni di storia della tv
Enrico Mentana, Emilio Carelli, Lamberto Sposini, Cristina Parodi, Clemente J. Mimun e Cesara Buonamici. È questo il nucleo centrale dei fondatori del Tg5, ma vanno ricordati altri giornalisti che il grande pubblico ha imparato a conoscere e apprezzare, da Andrea Pamparana a Siria Magri, passando per Toni Capuozzo e Giacomo Crosa. Un gruppo di professionisti, tutti intorno ai quarant'anni, che crearono dal nulla il Tg5, scuotendo e cambiando per sempre l'informazione televisiva italiana. «Ha provocato un terremoto di cui hanno beneficiato tutti in tv», spiega all'Ansa Mimun. «Il Tg5 ha costretto gli altri a migliorarsi, a uscire dal linguaggio paludato di allora».

La primissa edizione? Un mezzo disastro. «Alla conduzione c'era Mentana: non partivano i servizi, le cassette erano guaste. Enrico, da esordiente, ha avuto nervi d'acciaio. Pensavamo che sarebbe finita lì, che non avremmo avuto prove d'appello». Invece il giorno dopo i dati d'ascolto furono incredibili: gli esordienti avevano battuto il Tg1 al primo colpo. Nel corso di questi 25 anni la gara dello share ha visto clamorosi testa a testa e persino incredibili sorpassi sulla corazzata di Rai 1. Grazie soprattutto alla cronaca e al linguaggio nuovo, più vicino al grande pubblico, il telegiornale di Canale 5 ha saputo costruirsi una credibilità e imporre il suo spazio nel mare dell'informazione tv. Complici anche le intuizioni di Silvio Berlusconi: «Al di là di ogni retropensiero o pregiudizio era da subito l’editore ideale: per lui contavano i risultati e la capacità di costruirsi una credibilità per dimostrare che Mediaset era editorialmente matura».

Mentana, Rosella e Mimun alla direzione
In un quarto di secolo sono solo tre i direttori che si sono alternati alla guida del Tg5, un vero record rispetto ai ripetuti cambi al vertice dei tiggì Rai. Il primo direttore fu Enrico Mentana - che all'epoca aveva appena 36 anni - in carica dal 13 gennaio 1991 all'11 novembre del 2004, sostituito poi da Carlo Rossella. Il 3 luglio del 2007 a Rossella subentrò come direttore Clemente J. Mimun, tra i fondatori del Tg5, che nel frattempo diresse in Rai il Tg1, Rai Parlamento e il Tg1.

Lo speciale condotto da Bonolis
Sabato sera, dopo C'è posta per te, andrà in onda uno speciale per celebrare il 25 anni del Tg5 che sarà condotto da Paolo Bonolis. Per l'occasione, nello studio si ritroveranno con Mimun per raccontare questo quarto di secolo di informazione anche Enrico Mentana e Carlo Rossella. «Mentana ricorda che Berlusconi ebbe la capacità visionaria di fare un nuovo telegiornale, un gommone di Greenpeace che assaltava le corazzate», anticipa Mimun a Il Giornale. In 25 anni di storia il Tg5 è cresciuto, ha intaccato gli ascolti dei competitor ed è primo sul target commerciale, ovvero il pubblico tra 15 e 64 anni. «Tra le varie edizioni raccogliamo 14 milioni di spettatori al giorno». Auguri e lunga vita al Tg5. 

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