Serie TV

Il Commissario con Emilio Solfrizzi, su Rai1

Le due puntate ripercorrono la vicenda umana e professionale del commissario Luigi Calabresi ucciso dai terroristi il 17 maggio del 1972

Emilio Solfrizzi sul set – Credits: Rai

Si chiama "Gli anni spezzati" la collana composta da tre miniserie, targate Raifiction, finalizzate ad approfondire e raccontare gli anni Settanta. La prima, dal titolo Il Commissario, va in onda questa sera e domani, in prime time su Rai1. La seconda ha per titolo Il giudice ed è prevista, sempre sulla prima rete di viale Mazzini, il 14 e il 15 gennaio. L'ultima L'ingenere, conclude la trilogia a va in onda il 27 e il 28 gennaio.

Il Commissario è basato sulla storia di Luigi Calabrese, vice responsabile della squadra politica della questura di Milano  che, nel 1969, con la strage di piazza Fontana, si trovò ad affrontare l'inizio della strategia della tensione. Nel cast, nel ruolo del protagonista, c'è Emilio Solfrizzi. A dare il volto alla moglie, Gemma Capra, è invece Luisa Ranieri. La regia è di Graziano Diana.

Lo scopo della miniserie è far conoscere anche al pubblico più giovane aspetti ancora non del tutto approfonditi, del nostro più recente passato, sottolinea il regista. Per raggiungere l'obiettivo abbiamo scelto di raccontare gli anni Settanta che hanno sconvolto l'Italia, dal punto di vista di chi ha lottano strenuamente per cercare di salvare la Repubblica e le istituzioni. Perciò i protagonisti sono portatori di valori sani che, in tempi di odio politico, di violenza e di intolleranza, hanno cercato un approccio moderato e pacificatore.

Tra questi c'è sicuramente il Commissario Calabresi ex vice responsabile della squadra politica della questura di Milano. Fu assassinato dai terroristi il 17 maggio 1972. Era appena uscito da casa e stava recandosi alla sua auto. Lo freddarono alle spalle cinque colpi di arma da fuoco. La storia televisiva inizia un giorno del 1969. Alla caserma Cadorna viene assegnato un giovane militare Claudio Boccia. Ha un carattere sveglio e deciso, mostra freddezza e caparbietà nel suo lavoro, ma soprattutto indipendenza. Per queste caratteristiche viene notato da Luigi Calabresi che lo annovera nella sua squadra. E' il periodo più turbolento e destabilizzante: sono iniziate a scoppiare le bombe contro le sedi istituzionali dello Stato e le indagini sui gruppi anarchici sono coordinate in prima persona dallo stesso Calabresi. Anche Claudio Boccia intuisce subito di trovarsi di fronte un poliziotto differente, non violento, sagace, dai modi gentili e dagli atteggiamenti cordiali. Capisce che Calabresi è un legittimista, che vuole evitare la forza e cerca un dialogo con tutti. Il Commissario, intanto, conosce bene Giuseppe Pinelli, ferroviere e presidente del circolo anarchico La Ghisolfa mentre procede con le indagini.

Calabresi affida a Boccia un delicato incarico "sotto copertura" in un locale notturno frequentato da gruppi anarchici vicini a Giangiacomo Feltrinelli, il notissimo editore al centro delle inchieste. Proprio in questo locale l'aiutante di Calabresi conosce una giovane donna. Si tratta di una musicista proveniente da ambienti vicini alla più dura contestazione del tempo. Tra i due inizia un rapporto che va al di là dell'amicizia. Ma presto Boccia è costretto a ricredersi: nel suo lavoro non c'è spazio per i sentimenti, come gli dimostra chiaramente il comportamento della ragazza.

In un'atmosfera di grande tensione, che ricrea quella degli anni sotto osservazione, la storia procede. Fino al momento in cui Calabresi viene incaricato di indagare sul suo amico Pinelli, sospettato di un coinvolgimento nelle attività del sovversivo Pietro Valpreda. Infatti il 12 dicembre del 1969 una bomba era esplosa dentro la Banca Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana provocando la morte di 17 persone. Vennero accusati gli anarchici. Il capo dell'ufficio politico da cui Calabresi dipende, vuole portare a Roma un risultato concreto nello svolgimento delle indagini e ordina al suo sottoposto di interrogare ancora Pinelli che continua a professarsi innocente e estraneo alla strage. La morte di Pinelli, caduto dalla finestra dell'ufficio nel quale si svolgeva l'interrogatorio, è l'evento drammatico che segna la condanna a morte di Calabresi, accusato di aver ucciso l'anarchico.

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