Better Call Saul, stagione 3: foto, trailer, cose da sapere

Lo sfortunato e geniale avvocato di Breaking Bad torna con 10 episodi inediti

Eugenio Spagnuolo

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Chissà se Breaking Bad avrà mai un sequel. Intanto quel che è certo è che ha un prequel: Better Call Saul, dall'11 aprile su Netflix con la terza stagione (un episodio a settimana). Al centro della storia c’è Saul Goodman, lo scaltro avvocato di Walter Hill, prima che perdesse la sua innocenza. Ma la storia per ritmo e narrazione si distacca abbastanza dall'originale. Come ha scritto Vox: “Se Breaking Bad è, essenzialmente, una tragedia shakespeariana di un uomo buono distrutto dal suo tragico errore, che lo ha ridotto al peggio di sé, Better Call Saul è, in fondo, una tragedia greca, di una figura impotente catturata nella morsa del destino e sballottato dagli dei. In questo caso gli dei sono autori televisivi, che senza pietà lo trascinano verso il luogo dove sarà quando lo incontriamo in Breaking Bad“.

 

Che cosa vedremo
Nel primo episodio Jimmy è circondato dai guai, conosce il misterioso Gus Fring e si ritrova in un mondo di nuove e interessanti opportunità…

Perché guardarla

Perché sì. Perché racconta meravigliosamente la lotta epica tra un uomo e il suo destino. Se Breaking Bad è la vicenda di un buono che ha scelto di assecondare il suo lato malvagio, Better Call Saul è il suo opposto: Jimmy McGill è un ex cattivo, che cerca disperatamente, di superare quella parte di sé, e diventare “buono”. Ci riuscirà?
Perché no. Perché non ne potete più della desolazione di Albuquerque, New Mexico, set della serie come già lo era stato per Breaking Bad.

Il cast
Al centro c’è sempre lui, l’ottimo Bob Odenkirk. Con Jonathan Banks, Michael McKean, Rhea Seahorn, Patrick Fabian, Michael Mando rispettivamente nei ruoli di Jimmy McGill, Mike Ehrmantraut, Chuck McGill, Kim Wexler, Howard Hamlin e Nacho Varga.

Gli autori
Come Breaking Bad, Better Call Saul è stata ideata da Vince Gilligan e Peter Gould.

Che cosa hanno scritto
"Rispetto a Breaking Bad, il ritmo è un po' più veloce e non c'è più tanto umorismo. Ma il livello di ambizione è molto simile". (Wall Street Journal).

"Perché seguirla? Perché la scrittura, con i suoi spostamenti repentini dal dramma alla commedia e lo sguardo benevolo sui suoi personaggi maldestri, è davvero grandiosa. Perché la serie è un piacere visivo costante, coi suoi strani primi piani di serbatoi d'acqua e le sue ampie inquadrature di paesaggi desertici. E poi perché Odenkirk è eccezionale". (Robert Bianco, Usa Today).

Il trailer


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