Televisione

Perché Simone ha vinto MasterChef

Il suo menù degustazione fatto di sapori semplici e dalla sua terra ha convinto i quattro giudici a scapito della più innovativa Kateryna

Simone è il settimo MasterChef d'Italia

Barbara Massaro

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Montecosaro è un comune da settemila anime in provincia di Macerata, nel cuore delle Marche. Fa parte della lista dei borghi più belli d'Italia con la sua superficie di 8 chilometri per 3,5 ed è una delle tante perle che la nostra penisola custodisce. Eppure fino a ieri sera non erano in tanti a conoscerne ubicazione e fascino. Per capire perché è stato Simone Scipioni, 20 anni, a vincere la settima edizione di MasterChef Italia bisogna proprio partire da Montecosaro, il suo paese.

In quella che è stata di sicuro l'edizione più internazionale del talent culinario grazie alla presenza di un gran numero di concorrenti stranieri (l'ucraina Kateryina arrivata seconda, ma anche la dominicana Joayda, il musicista blues José e la giapponese Eri) e di prove multieniche ha vinto il ragazzo di campagna, il "giovane vecchio" che ha creduto nei sapori semplici di una volta, nel legame col territorio in un epoca multiglobale, in quel piccolo borgo antico dal quale viene e al quale sogna di tornare per aprire lì, vicino a casa della mamma e accanto agli amici di sempre, il suo ristorante.

"Mi faranno patrono" ha detto Simone ancora storidito dopo la proclamazione del suo nome al titolo di settimo MasterChef d'Italia. Simone ha portato avanti il suo percorso con umiltà, garbo e costanza senza la tracotanza di un Alberto o il manierismo di Kateryna cercando d'imparare da tutti senza arrendersi alla fatica. 

Mistery allo specchio

Il giorno della finalissima è stato all'insegna di chi si era e di dove si è arrivati e infatti i tre finalisti, Alberto, Kateryina e Simone, sotto l'ultima Mistery hanno trovato uno specchio. "Lo specchio è sincero - spiegano i giudici - e riflette la sincertià del vostro volto. Con questo piatto dovete riuscire a raccontare la vostra anima. Quello che vediamo oggi in voi è talento, caparbietà, responsabilità e anche un po' di paura, mettete tutto questo nel piatto".

Nonostante lo splendido impiattamento di Alberto con la sua seppia e patate rivisitata con l'aiuto persino del sifone e il filetto di maiale in crosta di pistacchi presentato da Simone sono stati i ravioli di seppia aperti con marmellata di ribes su brodetto di funghi di Kateryna a vincere. "Grazie" le dirà Cannavacciuolo assaggiando il piatto e conferendo a Kateryna il titolo di prima superfinalista dell'edizione. 

Invention Test stellato

A sfidarsi per conquistare l'ultimo posto disponibile per la finalissima sono dunque stati Alberto e Simone in una staffetta stellata che mai si era vista a MastrChef.

Il primo a entrare nella classe è stato Pino Cuttaia, due stelle Michelin per il suo La Madia a Licata che ha presentato un uovo di seppia geniale che Alberto e Simone avrebbero dovuto replicare alla perfezione prima di andare all'assaggio.

E' stata poi la volta di Anthony Genovese che ha portato altre due stelle Michelin a Masterchef. Il patron de Il Pagliaccio a Roma ha presentato una creazione a base di scampi e sapori d'odor tailandese che ha messo in difficoltà Simone. E' poi arrivato chef Norbert Niederkofler, tre stelle all’hotel Rosa Alpina di San Cassiano (Bolzano) in Alta Val Badia. A MasterChef ha portato un petto d'anatra cotto sulla brace con tutto il suo profumo di montagna.

La somma dei risultati delle tre prove unita al giudizio della giuria avrebbe decretato il secondo finalista. "Grazie alla grande attenzione, energia e determinazione dimostrata nella preparazione dei piatti - parola di Barbieri - va in finale Simone".

Il menù degustazione

E così a confrontarsi nel momento più importante della stagione sono stati l'ingegnere informatico Kateryna, chef elegante e dalla grande tecnica, e il giovane studente Simone, con i suoi baffetti d'altritempi e i modi gentili e pacati.

 

Kateryna ha presentato un menù degustazione dal titolo Connubio di passato e presente spiegando di averlo concepito nel tentativo di unire la sua tradizione ucraina, i sapori del bosco e della terra con i quali è cresciuta alla passione mediterranea scoperta grazie al mare di Sorrento dove vive col marito italiano.

Simone invece dalla sua Montecosaro non si è mai staccato e il suo menù degustazione ha per titolo: S=MC2 dove S sta per Simone e MC al quadrato indica MasterChef e Montecosaro: i suoi punti di partenza e di arrivo. "A me non manca la grinta - spiega - è solo che ho molto rispetto per il posto in cui mi trovo".

I due finalisti in due ore e mezzo di tempo dovevano presentare un doppio antipasto, un primo a testa, un secondo e un dolce.

Il primo a uscire è stato Simone con un piatto chiamato Quello che non strozza ingrassa: delle olive all’ascolana ripiene di ciauscolo e pollo con concassé di pomodori, vaniglia e aneto cui ha risposto Kateryna con Mia piccola festa: dei gamberi affumicati su letto di crema di topinamburg e aceto balsamico. Meno equilibrate le olive dei gamberi cui l'aceto balsamico dava un tocco in più.

Il secondo antipasto proposto da Simone è stato quello che Cannavacciuolo ha definito il piatto della serata: Guarda come vongolo: un gazpacho di sedano, mela e peperone verde con tzatziki e vongole affumicate.

Ha risposto Kateryina con La mia infanzia: tomolo d'acqua dolce con brodetto di funghi.

Pasta ripiena per i primi piatti per entrambi gli sfidanti. Simone con Il cappellaccio matto: dei cappellacci ripieni di melanzane perline con fonduta leggera di parmigiano, olio al basilico e polvere di pomodoro e Kateryna con La mia scoperta: ravioli ripieni di ricotta di capra con scampi crudi e infuso di barbabietola.

Prima del dolce è stata la volta dei secondi piatti: Voulez vous Quaglier avec moi?: un piatto fatto con petto di quaglia cotto nel burro chiarificato con foie gras, spinacino e timo su salsa olandese di Simone contro Rana pescatrice e asparago. Purtroppo il pesce era crudo e forse è stato questo l'errore che ha definito la sconfitta di Kateryina. I concorrenti, come dolce hanno presentato due crumble: Lampone e mandorla per Kateryina e Dolce far niente ("Perchè dopo questo mi riposo" spiegherà Simone): una pasta di meringa sbriciolata, mousse di ricotta e burrata e salsa di pesche cotte in vasocottura al rosmarino.

A fine prova i giudici si sono ritirati per prendere la decisione più importante e, dopo una manciata di minuti, chef Barbieri, che ha sempre avuto una malcelata propensione per Simone ha proclamato il vincitore dell'edizione: Simone Scipioni che porta a casa (a Montecosaro ovviamente) 100.000 euro in gettoni d'oro e la possibilità di pubblicare il suo primo libro di ricette. A consolare Kateryna ci ha pensato chef Klugmann che alla ragazza ha detto: "D'ora in poi potrai cucinare ogni giorno della tua vita. Questa fine è solo un nuovo inizio".

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