La notizia era nell'aria da qualche settimana e la conferma ufficiale è arrivata questa mattina con una conferenza stampa a Cologno Monzese: Paolo Bonolis resta a Mediaset per altri due anni e riporta in tivù tutti i titoli forti della sua carriera all'interno del Biscione. A certificare l'accordo è stato lo stesso Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, che ha anticipato i nuovi progetti e annunciato la volontà dell'azienda di spingere sulle produzioni interne. "La scelta di rimanere? Figlia delle circostanze della vita. La loro proposta è molto interessante: con Mediaset c'è un rapporto di costante e reciproco dialogo", ha spiegato il conduttore.

Paolo Bonolis resta a Mediaset
Si prennuncia un biennio piuttosto intenso per Paolo Bonolis, che resta in casa Mediaset per altri due anni e si conferma una delle star di punta del Biscione. L'obiettivo? Riproporre tutti i suoi programmi più forti, ma in chiave rinnovata e con la voglia di sperimentare nuovi linguaggi. "Il rapporto con Mediaset è consolidato: sono venuti incontro alle cose che ho chiesto di poter provare. C'è la speranza e la voglia di fare qualcosa di nuovo oltre alle cose consolidate. C’è adrenalina, è un accordo importante per me", ha spiegato il conduttore.

Il senso della vita e gli altri show
La grande novità è il ritorno de Il senso della vita, anche se con una veste completamente rinnovata e una nuova collocazione: il format, uno dei programmi più intensi e di maggior impegno di Bonolis, approderà infatti su Italia 1 in prima serata e arricchito di componenti innovative. "È una rete che ha bisogno di nuovi linguaggi, glie l’abbiamo chiesto noi di spostarsi", precisa Berlusconi. "Avrà delle profonde differenze rispetto al passato: sarà una grande novità, avrà innovazioni da prima serata", annuncia soddisfatto Bonolis.

Nell'arco dei prossimi due anni torneranno in onda tutti i brand forti del mondo di Bonolis. In palinsesto ci saranno infatti Chi ha incastrato Peter Pan?, Ciao Darwin, Scherzi a Parte, Avanti un altro - campione di ascolti nell'access prime time di Canale 5 - e ancora Music, creatura televisiva cui Bonolis tiene molto. "Voglio concentrarmi su Music, che ha una vera concorrenza ed è più stimolante". 

L'incognita Sanremo 2018
Sanremo sì, ma non dall'Ariston. Ad aleggiare sulla testa di Bonolis è il Festival del 2018: lui non chiude categoricamente la porta, Pier Silvio Berlusconi dice che “Sanremo è Sanremo e vale anche per noi che in questa settimana abbassiamo le armi, per noi non ci sarebbero problemi, dipende da quello che vuole fare l’artista", e dunque riprende quota l'ipotesi di un ritorno sul "luogo del delitto". Per Bonolis sarebbe il terzo Festival.

"Ma io non andrei gratis", ironizza dopo una domanda sulla scelta della De Filippi di fare Sanremo 2017 di rinunciare al compenso. Così come ammette che sulla scelta di restare a Mediaset ha pesato anche il tetto di 240 mila euro ai compensi degli artisti che lavorano in Rai (dal quale ammette di essere stato corteggiato). "Sanremo? È eccessivamente preso in considerazione. È un prodotto importante per la tv, ma è molto più facile fare Sanremo che fare cose nuove in un mercato tv complicato", dice il conduttore. "Per me Sanremo potrebbe essere riapprocciato se potesse cambiare veramente: all’Ariston non potrebbe cambiare, altrove mi divertirei veramente perché potrebbe cambiare anche il linguaggio visivo. Era d’accordo anche il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto: ma fanno bene a stare lì". 

Mediaset punta sull'intrattenimento
La conferenza stampa con Bonolis è stata un'occasione ghiotta per Pier Silvio Berlusconi, che ha voluto annunciare le nuove strategie televisive da qui al 2020, con Mediaset che metterà in campo un forte investimento sul fronte dell'intrattenimento. "Abbiamo la consapevolezza che la forza della tv generalista saranno i prodotti locali, pensati e ideati da chi conosce i gusti del paese. Per questo pensiamo ad un progressivo aumento dell’intrattenimento per avere su Canale 5 4/5 prodotti la settimana. La vera differenza lo fa il prodotto locale caldo: sarà un piano graduale, arriveremo a regime intorno al 2020 producendo contenuti autoprodotti", annuncia l'ad di Mediaset, supportato dal direttore di Canale 5, Giancarlo Scheri, e da Alessandro Salem, direttore generale dei contenuti Mediaset.

La questione "Parliamone sabato"
"Mi dispiace per quello che è successo. Anche in tivù si esercitano rapporti di forza", risponde Bonolis quando gli chiedono un commento sulla chiusura di Parliamone sabato. E non manca un piccolo graffio sull'intervenitismo della politica: "La Rai è tv di Stato deve far contenti tutti, è difficile quindi non ascoltare le lamentele di tutti. Il rischio? È fare una tv innocua. A Parliamone sabato non è successo niente, dietro quella chiusura ci sono altre cose: se avesse fatto il 20% di share non l’avrebbero mai chiuso. C’è un problema più grave: la rete, il web, è una forca caudina. Si ha il diritto a dire tutto, ma non si può accettare o sottomettersi a questo".  

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