Televisione

Paola Perego: "La mia estate di lavoro tra tv e radio"

Intervista alla conduttrice, al timone del Premio Bellissario e del nuovo format Non disturbare. Paola Perego debutterà anche su Radio 2 Rai

Paola Perego

Francesco Canino

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Dopo le polemiche dello scorso anno, sto vivendo una seconda giovinezza professionale”. È un’estate di lavoro e nuovi progetti, tutti al femminile, quella che attende Paola Perego, impegnata in un’inedita triplete lavorativa. La presentatrice sarà infatti alla conduzione della trentesima edizione del Premio Bellissario, poi debutterà con un format tutto nuovo – Non disturbare, in seconda serata su Rai 1, prodotto dalla Stand by me di Simona Ercolani– in cui intervisterà in chiave originale dodici protagoniste dello spettacolo e, per finire, da luglio si cimenterà per la prima volta in radio. Ecco cos’ha raccontato, in anteprima, a Panorama.it.

Paola, martedì 19 giugno condurrà il Premio Bellisario, in onda su Rai 2 in seconda serata, durante il quale verranno premiate le eccellenze femminili italiane.

Sono molto onorata di essere stata scelta per condurre la trentesima edizione. Sul palco accoglierò molte “donne ad alta quota”, che hanno raggiunto il vertice nei loro ambiti professionali, come fece Marisa Bellisario: fu la prima donna manager italiana, lavorò in Olivetti, risanò la Italet e si batté per la meritocrazia e la parità tra uomo e donna.

Chi sono i premiati?

Premieremo tra le altre Lucia Annunziata, Paola Cortellesi, la direttrice di Studio Aperto Anna Maria Broggiato e Federica Mogherini. Anche i premiatori saranno nomi importanti, da Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, che ha promosso la legge sulla parità di genere, al commissario Europeo Antonio Tajani, Gianni Letta e Fedele Confalonieri.

Nell’elenco dei premiatori c’è anche Andrea Fabiano, attuale direttore di Rai 2. Fu lui a chiudere il suo programma Parliamone Sabato, dopo la polemica sulla “celebre” lista delle donne dell’est. Le fa strano ritrovarlo?

Il direttore Fabiano premierà Michela Moioli, campionessa olimpica di snowboard cross ai Giochi olimpici di Pyeongchang. Diciamo che ritrovarci a distanza di un anno da quell’episodio, è la dimostrazione che sia lui che io siamo stati delle pedine nelle mani di altri giocatori. Non ho rancori nei suoi confronti.

Ha raccontato di essere stata molto ferita, anche psicologicamente, dalla chiusura del programma. Oggi ha metabolizzato quel momento?

Sì. Sono stata accusata di sessismo e delle peggiori nefandezze, non tenendo in conto quello che ho fatto a favore delle donne nella mia carriera e nella vita privata. Ma non sarebbe accaduto nulla se chi sollevò quel polverone avesse guardato bene puntata: io le donne dell’est le stavo difendendo.

Quell'episodio ha cambiato il suo approccio al lavoro?

Al di là del dolore e della gogna mediatica subita, oggi faccio questo lavoro in maniera più disincantata e con una leggerezza per me inedita. Non sono ostaggio degli ascolti, mi mostro al pubblico per quella che sono. Sto vivendo una seconda fase della mia vita lavorativa: oggi sono libera di scegliere.

Tornando al premio Bellisario e alla “questione femminile”, la solidarietà tra donne esiste? Perché in molti ricordano che tra le prime ad attaccarla ci furono due donne: la presidente Rai Monica Maggioni e Laura Boldrini.

A una certa età si mettono da parte rivalità e competizione e si può essere solidali. Al netto delle loro critiche, moltissime donne si sono schierate dalla mia parte, penso ad esempio a Simona Ventura, con cui non c’era un’amicizia profonda, o Rita Dalla Chiesa. Non era facile esporsi pubblicamente per me in quel momento.

È vero che anche Fabrizio Frizzi le è stato vicino?

Fabrizio è stata la persona che mi ha dato il coraggio che mi mancava. Registravo nello studio accanto al suo quando sono tornata in tv con Superbrain. “Fabrizio, ho il panico”, gli dicevo. “Se ce la faccio io, ce la puoi fare anche tu”, mi supportava lui. Era già molto malato eppure ha dimostrato una professionalità unica fino all’ultimo minuto. In fondo ciò che è successo a me è una fesseria.

A proposito di Superbrain: tornerà la prossima stagione?

Sì, faremo sei nuove puntate. Pur avendo una controprogrammazione forte, gli ascolti sono stati buoni, attorno ai 4 milioni. Al di là dei numeri, per me era importante sul piano psicologico. 

Intanto la sua sarà un’estate di lavoro con progetti tutti al femminile. A cominciare da Al posto del cuore, che segna il suo debutto in radio.


 

Seguo da qualche anno la scrittrice Laura Campiglio, che ha un blog e una rubrica in cui risponde ai lettori sui temi sentimentali in maniera cinica e ironica. L’ho contattata e abbiamo proposto il progetto a Radio 2 Rai. Il primo giorno Laura mi ha detto: “Meno male che ci sei tu che hai fatto la radio”. In realtà è la mia prima volta in trentacinque anni di carriera.

Come funziona il programma?

Laura risponde alle lettere, poi racconteremo l’amore e le relazioni con una serie di ospiti, dall’esperto di neuroscienze alla sessuologa, fino a Bettina Zagnoli, esperta italiana di sex toys. Diremo tutto quello che le donne non dicono e in faremo l’analisi di una canzone famosa, raccontando curiosità e retroscena. Andremo in onda a luglio e agosto, il sabato e la domenica dalle 11 alle 12.

Il 25 giugno debutta invece Non disturbare, nuovo format che porta le interviste, tutte al femminile - da Barbara Palombelli a Nunzia De Girolamo - in una stanza di albergo.

Attraverso gli oggetti queste donne famose hanno nel loro trolley parte un’intervista confidenziale tra vita privata a e lavorativa, con tutta la forza e la fragilità delle intervistate. Sarà per via dell’ambiente caldo e intimo, ma in ogni puntata sono venute fuori cose mai dette prime.

L’ospite che più di tutte l’ha stupita?

Tutte a dire il vero, da Simona Ventura a Paola Ferrari. Mi ha stupito la reazione degli operatori e della troupe dopo l’intervista a Barbara Palombelli, che è stata molto commovente. “Non ce l’aspettavamo così la Palombelli”, mi hanno detto. Io poi ho voluto Andrea Delogu perché trovo sia bravissima e preparata, ha l’istinto giusto e tra di noi è nata una bella empatia: abbiamo un sacco di cose in comune.

Cosa l’ha colpita di questa nuova esperienza?

Il fatto che anch’io mi sia messa in discussione, perché è come se parlassi con un’amica. Non è un’intervista, è un flusso di coscienza a due che fa scaturire un’atmosfera stranissima. Mi consegnano i loro telefoni ed io leggo i messaggi che arrivano durante la registrazione, percependo in certi casi imbarazzi e timori, come nel film Perfetti sconosciuti.

C’è una donna italiana che vorrebbe intervistare?

La presidente del Senato, Elisabetta Alberta Casellati, che martedì riceverà il Premio Bellisario. Mi piacerebbe scoprire le paure, le ansie e le gioie della prima donna a ricoprire la seconda carica dello Stato.

Laura Boldrini la intervisterebbe?

No, perché non saprei essere obiettiva. Pensi che ci siamo conosciute anni fa al Quirinale, durante una giornata contro la violenza. Non recrimino la sua opinione su Parliamone Sabato, sia chiaro: mi ha solo dato fastidio che mi abbia attaccato senza informarsi su ciò che era realmente accaduto. Ma il passato è passato e io ho già voltato pagina.

Per saperne di più: 

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