Quando i quattro giudici, a pochi minuti dalla proclamazione del sesto MasterChef d'Italia si sono chiesti: "Chi è che ha più talento?". La risposta non poteva che essere: Valerio, il vincitore più giovane, creativo e dinamico della storia del talent culinario.

A 18 anni Valerio Braschi, romagnolo doc dalla lingua lunga e dall'adrenalina adolescenziale, ha sbaragliato Gloria Enrico, barista di 25 anni e Cristina Nicolini, 26 anni, avvocato di San Marino. E' stata la prima finale a tre della storia del talent, ma i concorrenti se la meritavano tutta.

Mistery fantasia

L'ultima Mistery box dell'edizione di quest'anno è iniziata, come nella migliore tradizione, con l'in bocca al lupo di parenti e famigliari dei tre aspiranti chef. In un breve video sono stati ricordati i piatti di famiglia, quelli cucinati tra le mura domestiche o legati a ricordi di vita vissuta.

"Questi piatti - ha spiegato chef Cracco - vi devono essere d'ispirazione. Negli ultimi tre mesi avete appreso tecniche e preparazioni nuove e ora, nella ultima Mistery, dovete dimostrare come siete passati da quello che eravate a quello che siete ora". E poi ha aggiunto: "E' l'ultimo rischio che potete correre senza conseguenze".

E così i tre finalisti ci hanno provato. Cristina ha proposto un rombo con scaloppa di foie gras; Gloria ha rilanciato con petto e coscia di quaglia ripieni e Valerio ha realizzato un risotto con tartare di gamberi. Il diciottenne ha iniziato la serata col piede giusto e ha vinto guadagnando il vantaggio dell'ultimo Invention Test.

Invention etica e responsabile

In cucina non si butta via niente. "In Italia - ha spiegato chef Barbieri - c'è una grande tradizione di valorizzazione del cibo e il recupero degli scarti deve essere un impegno morale ed etico per tutti gli chef".

Valerio, però, mai si sarebbe aspettato di trovarsi di fronte a piatti stellati ottenuti con acqua di ceci, croste di gorgonzola, teste di gamberi, pane vecchio e bucce di patate. Eppure così è stato. A presentare tre piatti da vero gourmet realizzati utilizzando solo scarti di cucina sono stati tre chef del calibro di Igles Corelli, Pietro Leeman e Matias Perdomo.

Corelli ha proposto dei palloncini fritti composti da avanzi di risotto, bucce di rapa e zenzero, patata bollita, teste di gambero e pane secco di Altamura.

Il guru della cucina vegetariana Pietro Leeman, invece, ha inventato un fritto leggero di bucce di verdura con maionese di miso su acqua di melanzana e pomodoro.

Straordinario il piatto di Perdomo - un finto mont blanc - che, sotto la cloche aveva a disposizione solo bucce di gorgonzola, acqua di vegetazione di ceci e mais, pelle di pollo, bucce di limone, gambe di prezzemolo e buccia di cipolla. A Valerio il compito di scegliere il piatto per se stesso e per le avversarie.

Il giovane ha deciso di cimentarsi con i palloncini di Corelli mentre ha assegnato il fritto di Leeman a Gloria e il mont blanc di spuma di crosta di zola a Cristina.

I tre aspiranti chef se la sono cavata egregiamente tanto che i giudici non se la sono sentita di mandare a casa uno di loro decidendo così di dar luogo alla prima finale a tre della storia del talent culinario.

Il menù degustazione

L'ultimo capitolo della sesta edizione di MasterChef si è svolto tra le mura della MasterClass col tifo di una balconata composta dagli ex concorrenti e dalle famiglie dei finalisti.

"Proporre un menù degustazione - ha spiegato ancora una volta chef Cracco alla sua ultima apparizione a MasterChef prima di svestire i panni di giudice - per uno chef è un banco di prova e significa mostrare chi si è davvero. Sono i piatti che parlano, non i cuochi: ricordatevelo".

Il consiglio per tutti è quello di non perdere la lucidità e di affrontare la prova con metodo e determinazione.

Il primo menù proposto è quello di Gloria che ha deciso di chiamarlo Pazzamente ligure: una rivisitazione in chiave moderna delle tradizioni dei suoi luoghi d'origine tra cima alla genovese, pansotti con sugo di noci, risotto alle erbe, coniglio alla ligure e pandolce genovese rivisitato.

Cristina, invece, ha titolato il suo L'eleganza della semplicità con sapori di mare molto delicati che ben hanno rappresentato la più sobria, educata e ponderata tra le concorrenti dell'edizione. Fantasia, creatività e ottimi impiattamenti sono stati il fil rouge del meù di Cristina che ha esordito con una rosa di seppia con gelato di squaquerone, strozzapreti al sapore di mare, sandwich di triglia, ghiacciolino di mango e passion fruit per chiudere con pannacotta e morbido di lamponi.

Il guizzo di genio è, però, arrivato da Valerio che ha chiamato il suo menù Valerio.18.

Forti influenze asiatiche e sapiente combinazione nell'uso di tecniche tradizionali e novità apprese durante il percorso di MasterChef.

Un menù ricco e pretenzioso: ad alto rischio. Se Valerio avesse sbagliato qualcosa sarebbe stato un disastro: ma lui non l'ha fatto e, portata dopo portata, ha mostrato un distacco netto dalle due avversarie in termini di idee, tecniche, complessità nella preparazione e risultato finale.

E' stato il suo il primo piatto che ha rotto il ghiaccio dopo la prima ora e mezzo d'attesa e chef Cannavacciulo lo ha accolto così: "Se questo è il livello stasera ci divertiamo".

Si trattava di plancton con capasanta calda e scaglie di cioccolato che ha lasciato tutti a bocca aperta. Valerio ha poi proseguito con una tartare di pesce su farro croccante e spuma di riccio. Ha poi ulteriormente alzato il livello con ravioli asiatici ripieni di spalla di maiale e gelatina di udon per poi proseguire con back cod in oliocottura e un semifreddo che forse è stato l'unico piatto non del tutto convincente.

I tre finalisti se la sono giocata fino all'ultimo anche se, fin dalle prime portate, è stato piuttosto chiaro che la gara era tutta tra Cristina e Valerio per tecnica e creatività.

Il dibattito tra i giudici, al termine del servizio, è stato lungo e complesso e per arrivare al risultato finale  ci sono voluti parecchi minuti ma quando chef Cracco ha chiesto agli altri: "La domanda che ci dobbiamo fare è: chi ha più talento?" La risposta non poteva che essere: Valerio!

Tutti d'accordo

Pubblico a casa, compagni in balconata, social network e opinione pubblica per una volta sono stati quasi tutti d'accordo con i giudici levando il cappello di fronte a questo ragazzotto dall'aspetto disordinato e dalla parlantina fin troppo sboccata che ha dimostrato come talento e passione siano l'alfa e l'omega per farsi strada nel mondo. "Ci ho sempre creduto - ha urlato Valerio - a 18 anni vincere MasterChef si può".

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