Televisione

Grand Tour d'Italia: Zucchero racconta la sua Reggio Emilia

Il meglio della terza puntata del programma di Rete 4 condotto da Lucilla Agosti. Grand Tour d'Italia torna a settembre dopo la pausa estiva

zucchero

Francesco Canino

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Si è concluso con ottimi ascolti il primo ciclo del 2018 di Grand Tour d'Italia, il format di Rete 4 che porta in tv Panorama d'Italia. Dopo Firenze e Bergamo, il programma condotto da Lucilla Agosti ha fatto tappa a Piacenza e Reggio Emilia per incontrare i volti noti e le eccellenze del territorio, a cominciare da Zucchero Fornaciari e dall'attrice Piera Degli Esposti.

Gran Tour d'Italia, Zucchero e l'amore per l'Emilia

A Reggio Emilia non è nato soltanto il tricolore ma anche un emblema dell'Italia nel mondo, Zucchero Adelmo Fornaciari, capace di portare il suo infondfibile blues in giro per i quattro continenti. Il cantante da Guinnes dei primati - 60 milioni di dischi, primo occidentale ad esibirsi al Cremlino dopo la caduta del muro - ha conquistato il mondo con "la sua è una voce sexy come il whiskey invecchiato", come l'ha definita Bono Vox.

"Mi sento in tour da sempre", ha ammesso facendosi intervistare da Lucilla Agosti per Grand Tour d'Italia. "C'è questa sfida che mi appasiona: suonare in posti imprevedibili, come Tahiti, la Nuova Caledonia, senza dimenticare Piazza San Marco a Venezia, il prossimo luglio: è sempre stato un sogno suonare lì ma si deve avere una certa grazia per farlo". La Toscana lo ha rapito ma l'Emilia è sempre nel suo cuore. "Sono indelebili i ricordi delle passeggiate con la nonna Diamante, i pomeriggi con lo zio soprannominato Guerra e le giostre alla fiera di San Biagio". Il suo sogno? "Tornare a suonare qui, dove sono nato".

 

Le bellezze di Reggio Emilia viste da Vittorio Sgarbi 

Anche a Reggio Emilia non poteva non salire in cattedra Vittorio Sgarbi, protagonista anche quest'anno di Panorama d'Italia. "Reggio p una città integra dal punto di vista monumentale, delle chiese e dei palazzi. Il turismo è debole in Emilia, scavalca Reggio, che vive in una sorta di limbo", ha spiegato il critico d'arte nella sua immancabile chiacchierata con Raffaele Leone, il direttore di Panorama

"La si ritiene poco centrale rispetto all'arte, invece hanno lavorato qui importanti maestri del '600 e nel '900 c'è stato il primo collezionista d'arte italiano, Luigi Magnani, la cui collezione è ora in provincia di Parma. Il luogo d'arte simbolo della città? Il Santuario della Ghiara, che custodisce la Madonna di Reggio, che nell'iconografia religiosa è popolarissima". 

 

L'intervista a Piera Degli Esposti 

Paolo Sorrentino l'ha inserita tra gli artisti superiori, quelli inarrivabili, e tutti i più grandi registi italiani inseguono il privilegio di lavorare con lei. Più che un'attrice Piera Degli Esposti è un'icona assoluta. "Ho creduto sempre molto al mio talento e alla mia identità, anche quando mi hanno bocciato ai provini e all'Accademia", ha raccontato in apertura del suo incontro con Lucilla Agosti

"La forza e la determinazione me l'ha data l'Emilia. E poi Bologna, la mia città, vuol bene ai suoi figli". Impossibile per lei non ricordare l'amico Lucio Dalla: "Lucio non l'ho perso mai: ci siamo conosciuti alle elementari e siamo sempre rimasti amici. Da ragazzini abbiamo girato per i colli con la sua Lambretta. Mi faceva ridere e oggi è così presente che mi viene difficile pensare che non ci sia più". È un racconto a cuore aperto quello della Esposti, dalle bocciature ai provini al rapporto speciale con il padre, fino all'incontro con Robert Mitchum (con cui ci scappò un bacio).

Fino all'episodio inedito, con la memoria che torna indietro al 9 maggio del 1978, giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. "Mi trovavo in via Caetani per aspettare un persona: visto che non arrivava, mi poggiai su una Renault rossa per diverso tempo, poi andai via. Qualche ora dopo, al telegiornale rividi quell'auto e l'apertura del bagagliaio: fu uno shock"

 

Le ricette dello chef Gianni D'Amato

Toscano di origine da emiliano d'adozione, lo chef artista Gianni D'Amato è stato uno degli ospiti della terza puntata di Grand Tour d'Italia. "Ho girato il mondo per imparare il mestiere ma per amore e lavoro ho deciso di restare in Emilia. Aceto balsamico, parmigiano reggiano e salumi sono i tre ingredienti simbolo di questa terra". Lo chef ha coniugato la sua passione per il disegno - la creatività come spunto per nuovi piatti - e la cucina. "La ricetta è un colpo di fulmine. Ho sempre disegnato i miei piatti prima di realizzarli", ha spiegato raccontando la ricetta realizzata per Panorama d'Italia, ovvero il maialino reggiano con cicoria selvatica, birra e senape. 

Grand Tourd d'Italia torna a settembre, dopo la pausa estiva, sempre su Rete 4 con quattro puntate inedite.

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