Televisione

Costantino della Gherardesca: "Vi racconto Pechino Express 7"

Intervista al conduttore dell'adventure game di Rai 2, al via da giovedì 20 settembre. Costantino della Gherardesca parla del "caso" Brigliadori

Costantino della Gherardesca

Francesco Canino

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È il viaggio più estremo di sempre quello che le otto coppie di Pechino Express 7 si preparano ad affrontare. L’adventure game di Rai 2 sbarca infatti in Africa, con un percorso tutto nuovo di oltre 15 mila chilometri dal Marocco al Sudafrica durato sei settimane. Al timone della gara più avvincente della tv italiana, c’è sempre Costantino della Gherardesca, che racconta a Panorama.it i momenti più intensi e inattesi della settima edizione del programma, al via da giovedì 20 settembre.

Costantino, partiamo dalla novità più grande, il percorso. Pechino è un programma complicato da realizzare: ci sono state delle difficoltà in più visto che il “tracciato” africano è totalmente nuovo? 

Il percorso sarà il più difficile nella storia di Pechino Express. Dopo il Marocco, i concorrenti dovranno attraversare la Tanzania, e non passeranno quasi mai per luoghi dove i turisti vanno a fare i Safari ma percorreranno la nazione attraversando villaggi tribali e savana. Chiaramente, rispetto a paesi molto sviluppati da un punto di vista logistico, come la Tailandia o la Malesia, i viaggiatori dovranno sforzarsi di più per raggiungere i traguardi. Verranno messi a dura prova, sia fisicamente che psicologicamente. 

Qual è in assoluto il momento più bello che hai vissuto realizzando questa edizione?

Il momento più bello da vedere per i telespettatori sarà sicuramente l’arrivo nella costa del Sudafrica, nell’estremo sud del continente, dove si vedranno dei paesaggi spettacolari. Io sono rimasto folgorato.

E il momento più complicato?

Sia per i concorrenti che per noi della produzione, sarà la Tanzania rurale. È stato molto difficile girare lì, ma il pubblico a casa vedrà delle situazioni televisivamente inedite e straordinarie. 

La pagella di Costantino. Qual è la coppia rivelazione di questa edizione? E i concorrenti che non conoscevi e che ti hanno colpito? 

Non voglio sbilanciarmi troppo e sembrare di favorire qualche coppia. Nel mio ruolo devo rimanere, per quanto riesco, abbastanza imparziale. Ci sono dei viaggiatori però la cui simpatia sarà innegabile dal primo minuto: penso a Francisco Porcella il surfista, le Signore della TV, Tommy Kuti…ma anche la squilibratissima Paola Caruso

Capitolo Eleonora Brigliadori, convitata di pietra della settima stagione. Domanda netta, risposta netta: per dribblare ogni polemica, non sarebbe stato sufficiente non includerla nel cast sin dall’inizio, visto che le sue “teorie” filosofiche sono note da tempo? 

 

Sicuramente hai ragione, se non fosse stata presa in considerazione come concorrente si sarebbero evitate le polemiche. Certo, non è che volevamo prenderla per condurre un programma di divulgazione, ma comunque bisogna stare attenti al fenomeno estremamente contemporaneo della disinformazione spacciata per teoria scientifica. 

Tu sei stato d’accordo con la decisione di escluderla a pochi giorni dalla partenza?

Sì. Io ho fatto anche il testimonial per una campagna Unicef per vaccinare i bambini nei paesi in via di sviluppo, beccandomi all’epoca delle critiche. Le mie posizioni sono sempre state chiare: sono totalmente dalla parte della scienza e della medicina. La Rai ha fatto una scelta responsabile e ha preso una posizione degna del servizio pubblico.   

Questione ascolti. Il giovedì sera la sfida è tosta: da una parte c’è la fiction di Rai 1, dall’altra X Factor. In particolare quest’ultimo, non rischia di rosicchiare share visto che il target è simile? 

Pechino ha un pubblico leale, e non ho dubbi sulla qualità del prodotto. Vedremo quali saranno le contingenze e a cosa porteranno il giorno della messa in onda. Sicuramente chi guarderà il programma si divertirà.  

Dopo Pechino ti aspetta Apri e Vinci, il nuovo social quiz di Rai 2. Che cosa dobbiamo aspettarci da questo programma? 

È un quiz che però sarà itinerante, e quindi oltre alla dinamica del gioco si potranno vedere tante realtà diverse, in tutta Italia. Per questo sarà molto allegro e coinvolgente, anche per chi non ama il genere, perché ogni puntata aprirà degli scorci sulla società italiana, raccontando storie, famiglie, luoghi. 

Il paradosso è che il conduttore più “radical chic”, con una sterzata ultra pop entrerà nelle case dei concorrenti. L’etichetta di “radical chic” ti fa inorridire o ti diverte? 

Mi chiamano radical chic da sempre, anche prima che diventasse l’insulto più gettonato dei social. A me diverte, non ci vedo niente di male, e diciamolo: non mi sono mai preso tanto sul serio. 

In tv hai fatto tante cose e molto diverse tra loro, senza mai sottrarti al rischio critiche. C’è un genere televisivo che ti piacerebbe sperimentare? 

Quello che mi piace della televisione, è soprattutto raccontare il mondo. Ma la mia perversione in futuro sarebbe di riproporre il varietà comico: uno spazio di leggerezza, una pagliacciata senza inibizioni. 

Ultima domanda: il tuo grande sogno professionale, qual è? 

Riuscire a tenere viva l’ironia, anche nel clima d’indignazione e di rabbia che ultimamente domina i media. 

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