Antonino Cannavacciuolo: "Vi racconto la seconda edizione di Cucine da incubo"

Al via dal 7 maggio la nuova edizione del cooking show di FoxLife. L'obiettivo dello chef è quello di risollevare le sorti di dieci ristoranti 

Antonino Cannavacciuolo

Sono più di 1.300 i ristoranti contattati durante le selezioni: solo dieci quelli scelti per il programma – Credits: (Ufficio Stampa FoxLife)

Francesco Canino

-

Antonino Cannavacciuolo sta per tornare. Il pluristellato chef del ristorante Villa Crespi di Orta San Giulio sta per tornare al timone di Cucine da incubo, con il suo bagaglio di passionalità mista a gran carisma: dal 7 maggio - ogni mercoledì alle 21 su FoxLife - s'impegnerà per salvare dieci ristoranti dall’orlo del fallimento e proverà a bissare il successo della prima edizione del cooking show (lanciato da Gordon Ramsey) che l’ha incoronato come uno degli chef più popolari e amati dal grande pubblico.

LO CHEF PIU’ AMATO. Complici i suoi addios stracult, le generose “pacche” sulle spalle dei cuochi svogliati e le leggendarie sfuriate, ad Antonino Cannavacciuolo sono bastati pochi mesi per diventare una star del piccolo schermo (con annesso grande seguito di followers sul web). “Preparate i fazzoletti”, ha minacciato bonario all’anteprima della seconda serie per la stampa. In fondo allo chef è capitato diverse volte di commuoversi sul set, soprattutto al momento del congedo finale. “Del resto in cucina si crea un’alchimia strana. Forse perché è il cibo stesso a creare emozione - ha spiegato – Il percorso della ricetta, la storia del piatto, la ricerca e l’abbinamento degli ingredienti: le persone che capiscono di cibo, cogliendo tutti questi aspetti, non possono non emozionarsi”.

L’INCUBO PIU’ GRANDE. E prima di vedere la puntata, strepitosa, girata al ristorante Il golfo di Mondello (a Milano in zona Loreto), il super chef ha raccontato uno dei peggiori incubi vissuti girando la seconda stagione. C’è infatti chi è riuscito a fare persino peggio del celebre “coniglio acido”, visto nella scorsa edizione. “Personalmente non conoscevo le verdure grigliate surgelate e sono state una pessima scoperta: in un ristorante dove abbiamo girato, il cuoco le rifilava ai suoi clienti e la cosa grave è che a pochi metri da lì avevano un meraviglioso orto. Lo considero una cosa grave, persino peggio del coniglio acido – ha accusato Cannavacciuolo - Con i prodotti in busta perdi tutta l’emozione, l’odore, l’accarezzamento dei prodotti e il racconto che c’è dietro ad ogni piatto”.

TUTTI I NUMERI DELLO SHOW. E’ una macchina complessa il cooking show di FoxLife e solo per realizzare una puntata, occorrono 72 ore di registrazione. Per arrivare ai dieci ristoranti selezionati per la seconda stagione, alla produzione ci sono voluti nove mesi di selezioni - da luglio 2013 a marzo 2014 - partendo da 1.361 locali e 213 autocandidature di ristoratori in crisi o sull’orlo del fallimento. Da lì è cominciata la scrematura e dagli 81 ristoranti che hanno partecipato ai casting definitivi, si è arrivati ai dieci finali. Per un totale di oltre 18 mila chilometri percorsi, dal Boja Faus di Torino al U Patrino di Messina. Immutato il meccanismo. Il primo giorno Cannavacciulo assaggia alcune portate e conosce il personale, poi ispeziona le cucine, dove incontra il cuoco: da quest’anno diventerà una sorta di “motivatore” di tutto lo staff e in ogni puntata, dopo aver ridisegnato il menù e rimesso in sesto gli animi, si procederà al make over del locale. Poi, il gran finale: riapertura del ristorante, completamente rinnovato, e infine il congedo del super chef con l’immancabile addios!

© Riproduzione Riservata

Commenti