Televisione

Alda D'Eusanio: "Riparto dall'Isola, la pensione può aspettare"

Parla l'opinionista del reality di Canale 5 condotto da Alessia Marcuzzi, al via da giovedì 24 gennaio. In studio all'Isola dei Famosi c'è anche Alba Parietti

Alda D'Eusanio Isola dei famosi 2019

Francesco Canino

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Alda è tornata, Alda is back. Altro che pensione anticipata: a 68 anni Alda D’Eusanio sbarca in prima serata su Canale 5 come opinionista dell’Isola dei Famosi 2019. Dopo il successo come “ministra” della “Repubblica delle donne” targata Chiambretti, su Rete 4, dal 24 gennaio sbarca sull’ammiraglia di Mediaset per commentare in studio con Alba Parietti il reality condotto da Alessia Marcuzzi. “Hanno voluto portare una matta in mezzo ai matti. Non so cosa ne verrà fuori. Sono curiosa”, azzarda Aldissima, raccontando a Panorama.it questa sua nuova inattesa esperienza dopo stata dimenticata da Mamma Rai.

Alda, hai detto in conferenza stampa che stavi bene in pensione. Era tutto in bluff, ammettilo.

No, al contrario. Avevo messo i remi in barca e stavo bene in pensione. Poi mi hanno richiamato Chiambretti e Irene Ghergo: devo a loro la rinascita televisiva, visto che dopo il coma i neurologi dissero che non sarei tornata a lavorare.

Nel 2012 sei stata investita e poi sei finita in coma. Pensavi di aver chiuso con la tv?

Sì, perché dopo un’esperienza come quella che ho vissuto, il tempo diventa qualcosa di ancora più prezioso, ma in base a come lo vivi. Un mese di coma, un anno di ospedale: sono morta e rinata. Chiambretti mi ha riportato in tv e ora vivo questo momento con grande meraviglia.

All’Isola trovi Alessia Marcuzzi e Alba Parietti.

Sono entrambe donne forti, di carattere, che stimo molto. Saranno le mie badanti e mi proteggeranno da me stessa.

Dei concorrenti che idea ti sei fatta?

Non conosco nessuno, a parte Riccardo Fogli che ho avuto ospite in una mia trasmissione. Sono curiosa di vedere cosa capita: ho l’idea che i naufraghi capiranno davvero chi sono solo quando si scontreranno con le vere difficoltà.

All’Isola hai detto no come concorrente.

Me l’hanno chiesta in passato. Ma conosco le difficoltà della vita e non andrei mai a cercarne delle altre.

L’approdo a Mediaset lo consideri una rivincita nei confronti della Rai?

 

Non è né una rivincita né una rivalsa. La considero una rinascita.

Ti manca la Rai?

Lavorare in Rai comporta grandi difficoltà: dipende esclusivamente dalla politica, se non appartieni a una squadra, a un gruppo o un partito, è davvero dura.

Negli ultimi anni con te la Rai è stata più “matrigna” che mamma…

Dopo un episodio accaduto a La vita in diretta, per tre anni non mi hanno fatto mettere piede in Rai. È stata una scorrettezza.

Della nuova dirigenza che pensi?

La direttrice di Rai 1, Teresa De Santis, l’ho conosciuta poco ma mi sembra in gamba e capace. Non conosco il direttore di Rai 3, Stefano Coletta, ma mi piace perché ha mantenuto un carattere alla rete ed è andata avanti dando spazio a tutte quelle storie e ai quei lati della realtà che gli altri canali ignorano.

Carlo Freccero lo conosci bene, visto che è stato il tuo direttore a Rai 2.

A Freccero devo il mio successo: è stato lui a consentirmi di fare Al posto tuo e mi ha dato libertà, nonostante i mille attacchi che venivano fatti a me e al programma.

E se Freccero ti richiamasse?

Tesoro, la storia non si fa con i sé e con i ma.

A proposito di Rai e polemiche: che idea ti sei fatta degli attacchi a Claudio Baglioni sul tema migranti?

Chiunque trovi l’occasione per potersi esprimere, deve poterlo farlo. Purtroppo la Rai non ti dà questa possibilità, perché c’è sempre qualcuno che è contro quello che tu dici: la libertà di pensiero e di espressione del proprio pensiero sono fondamentali, all’interno di qualsiasi tipo di contenitore. Compresa l’Isola dei famosi, dove penso di essere libera di dire ciò che voglio, più che a Porta a Porta, ad esempio.

Ma quelle “sono solo canzonette”, dice qualcuno.

La canzone è uno strumento di comunicazione, lo è sempre stato. Non si capisce perché Baglioni, che fa quelle battaglie da sempre, non debba poter esprimere la sua solidarietà o dire ciò che pensa. Claudio ha fatto bene.

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