Roma e gli striscioni della vergogna contro la madre di Ciro Esposito
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Roma e gli striscioni della vergogna contro la madre di Ciro Esposito
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Roma e gli striscioni della vergogna contro la madre di Ciro Esposito

Scritte per accusarla di speculare sulla morte del figlio. Lei: "Orribili, Dio cambi i cuori dei tifosi"

Alla fine il bilancio può anche essere sufficiente, nel senso che non c'è stato alcuno scontro e anche i (pochi) tifosi napoletani saliti fino all'Olimpico sono tornati a casa in un clima di apparente normalità. Dopo il pomeriggio di Roma-Napoli, però, c'è poco da sorridere e molto da lavorare per gli uomini della Digos della Capitale, impegnati a cercare di identificare i responsabili dell'esposizione della lunga serie di striscioni offensivi nei confronti di Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, morto in seguito agli scontri dello scorso 3 maggio. Una ferita che non si è rimarginata e che preoccupa considerando come la finale della Coppa Italia a Roma (ancora) potrebbe vedere protagonista ancora la squadra di Benitez.

Le scritte esposte contro Antonella Leardi, però, non sono passate inosservate e non poteva essere diversamente. Una vergogna così come avevano guastato la partita d'andata quelli della curva napoletana, con le minacce di vendetta. La domanda che sorge spontanea, pur conoscendo i meccanismi che regolano le curve, è come in una giornata con controlli al massimo livello siano potuti entrare allo stadio, sia che siano stati fabbricati sul posto, sia che fossero stati scritti in precedenza. Buchi nella sicurezza inaccettabili vista la contingenza, con un migliaio di agenti impegnati a garantire che tutto andasse liscio e oltre 700 steward all'interno dell'Olimpico.

La madre di Ciro Esposito ha visto tutto dalla tv e non l'ha presa bene: "Affido chi ha scritto quegli striscioni nelle mani di Dio affinche' possa cambiare il loro cuore - ha detto -. Ho visto la partita in tv, mi sono sentita ferita da quelle parole, fa male sentire dire cose orribili su un figlio che si e' perso''. La politica stigmatizza e il sindaco Marino, pur complimentadosi per la gestione dell'ordine pubblico, ha attaccato: "Resta un unico rammarico in questa bella giornata di sport: alcuni striscioni offensivi nei confronti della famiglia di Ciro Esposito e della città di Napoli, un gesto che condanno fermamente e dal quale sono sicuro la maggioranza dei tifosi giallorossi si dissoceraà rapidamente". Non è detto accada visto il clima.


Gli striscioni della vergogna all'Olimpico

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Gli striscioni contro la madre di Ciro Esposito
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