MotoGP

MotoGp, Gp Giappone: Marquez è il campione del mondo 2016

Sulla pista di Motegi, il pilota spagnolo della Honda vince gara e campionato approfittando della caduta di Rossi e Lorenzo

marquez

Dario Pelizzari

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Marc Marquez è campione del mondo per la quinta volta in carriera, la terza nella MotoGp. In Giappone, sulla pista di Motegi, il campione spagnolo di anni 23 approfitta dell'harakiri delle due Yamaha e sale sul gradino più alto del podio nell'unico gran premio che non era ancora riuscito a vincere nella MotoGp. A tre gare dalla conclusione del campionato e con 75 punti ancora in palio, la classifica dice Marquez 273, Rossi 196 e Lorenzo 182. Marquez sopra tutti, grazie al capitombolo giapponese della premiata coppia Yamaha, ma anche e soprattutto a un nuovo modo di intendere le corse, più saggio e meno irruento, aggressivo alla bisogna e delicato, quasi ragioniere, quando i numeri non gli consentivano di lottare per il primo posto. Da fuoriclasse vero, insomma. 

 

Cinque titoli in sette anni. La vittoria come abitudine, il trionfo come piacevolissima intuizione di una vita spesa a dettare legge sulle due ruote. In 68 gran premi nella MotoGp ha messo da parte la bellezza di 28 vittorie e 36 pole position, un percorso netto da brividi, eccezionale perché virtuoso e ai limiti del possibile. Da giovane promessa in cerca di gloria a uomo (meglio, ragazzo) da battere. Gara per gara, stagione dopo stagione, Marquez e la Honda, un binomio da fuochi d'artificio, praticamente inaffondabile. E se è vero che dopo i saliscendi del campionato 2015, con le scaramucce da matita rossa con il Vale nazionale fuori e dentro la pista, l'entusiasmo nei suoi confronti si era raffreddato e non poco, gli va ora riconosciuto il giusto merito per una supremazia che nel 2016 non ha mai subito evidenti battute d'arresto.

 

Rossi ci credeva e ha provato fino in fondo a strappargli di mano quel titolo che pareva suo già dopo le prime corse, ma il campione di Cervera ha imparato col tempo a incassare e ad amministrare. A conoscere il confine tra prodezza e follia. Tra lo spingere senza domani, sempre e comunque, all'accelerare con prudenza, perché il risultato finale vale più di piccole gioie di tappa. Marquez era atterrato in Giappone con l'idea di raccogliere il necessario per vincere il titolo, nulla di più, almeno sulla carta. Pronti e via e si è trovato davanti alle Yamaha di Lorenzo e Rossi, che gli hanno cucito sul petto la terza stella della MotoGp con cadute inattese e dunque reboanti. Oggi è la sua festa. Tutti in piedi per gli applausi. 

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