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Michele Ferrari, Alex Schwazer, Carolina Kostner e il Paese delle meraviglie

Dopo la notizia di Panorama dell'incontro tra il medico ferrarese, il marciatore e la pattinatrice, si è aperto un ciclo di giustificazioni e smentite proprie di un Paese come il nostro. Dove tutto passa per diverso da quello che è

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Carolina Kostner (Credits: AP Photo/Chris Carlson)

Che piroette. Ieri abbiamo anticipato (la notizia si trova sul numero di Panorama in edicola da oggi, giovedì 23 agosto) che a un incontro del marciatore Alex Schwazer con il "dottore-inibito-a-vita" Michele Ferrari, sospettato di stregoneria sportiva, c’era anche Carolina Kostner, la pattinatrice che sino a ieri volteggiava nel Paese delle meraviglie.

Immaginate la scena. Siamo nel 2010: Carolina accompagna il suo Alex a Sesto San Giovanni. La corsa va male. Molto male e il suo fidanzato deve essere di umore pessimo. O forse peggio. Sappiamo dalla madre di lui che il suo stato psicologico in quel momento è sul depresso e che addirittura farnetica di buttarsi giù dalla finestra. Ebbene, Carolina vive a fianco di un ragazzo del genere. Ed è il 1° maggio. Giorno in cui non lavora nessuno. Tranne Alex che corre. E male. E allora? Il giovanotto sulla strada del ritorno ha un appuntamento in un autogrill con un "tecnico che seguiva le sue tabelle d’allenamento" ricorda Carolina adesso.

Un tecnico che il campione olimpionico in carica deve incontrare in un’area di sosta, dentro a un camper, il primo maggio. Beh, il rendez-vous sarebbe sembrato losco a chiunque. E invece no, la nostra assicura di non aver trovato la cosa sospetta e di non aver chiesto chiarimenti. Oggi però, dopo la rivelazione di Panorama, molti giornalisti sui principali quotidiani hanno iniziato a interrogarsi sul vero ruolo di Carolina, la libellula del ghiaccio dalla lacrima di cristallo che tanto sarebbe piaciuta a Lewis Carroll, l’inventore di Alice. Per esempio Gaia Piccardi, firma del Corriere della sera, le pone una "semplice domanda": "Talmente accecata dall’amore da non pretendere spiegazioni, oggi, è difficile da credere. Chi incontri? Perché? E perché in un posteggio come chi ha qualcosa da nascondere? E quel nome, Michele Ferrari, davvero non ti ha detto nulla? E ancora: come è stato possibile bersi quell’altra balla colossale delle fiale di epo nel frigo travestite da vitamina B12?".

Dubbi che Carolina nella conferenza stampa di martedì 14 agosto non ha dovuto chiarire, mentre ieri, dopo aver ammesso l’incontro, ha trovato titolisti pronti a sottolineare la parte meno interessante della sua ultima versione: "Mai avuto a che fare con Ferrari". Per i siti dei principali giornali era più importante la smentita che non smentiva nulla, della notizia confermata dalla stessa Carolina: l’incontro con Ferrari, un medico "wanted", a livello sportivo, da dieci anni. Infatti viene automaticamente squalificato il tesserato di qualsiasi federazione sportiva italiana (e da luglio anche di quelle statunitensi) che lo incontra.

Ma Carolina pare non sapesse nulla di un personaggio tanto pericoloso per chi, come lei, fa sport a livello agonistico. Certo questo vale in Italia, non nel Paese delle meraviglie. Lo stesso dove sembrano vivere Ferrari e il suo avvocato, Dario Bolognesi. Che ieri hanno smentito l’intervista a Panorama. "Non ho mai detto a nessuno di aver visto Carolina Kostner. Credo sia una fonte giornaslitica" ha provato a rettificare (a metà) il primo. Mentre il secondo ha raddoppiato: "Ci sono notizie che trapelano in maniera illegale dalla procura di Padova".

Bolognesi, non soddisfatto, ieri sera, era quasi notte, alle ore 22 e 40 minuti, ha scritto a Panorama via posta elettronica: "Con riferimento alla vostra email in data 21 agosto, Vi comunico che il dottor Michele Ferrari mi ha incaricato di informarVi di non rilasciare interviste. Cordiali saluti".

I due forse non avevano ascoltato l’audio, disponibile già da qualche ora sul nostro sito : c’era la voce del "medico-inibito-a-vita" Ferrari, che racconta al cronista di Panorama, appoggiato al cancello della sua casa di Ferrara, l’incontro con "Carolina". Ma forse nel Paese delle meraviglie un giornalista che si qualifica come tale, fa delle domande e ottiene delle risposte non sta facendo un’intervista, ma una visita di cortesia. Imperdonabile non aver portato una bottiglia di vino.

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