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Marcia: l'ombra del doping su 3 ori russi a Londra e Pechino

Il vincitore della 50 km nei Giochi 2012 e quelli della 20 km maschile e femminile alle Olimpiadi 2008 sospesi dalla Iaaf

Più l'ombra del doping che il luccichio dell'oro sulle medaglie conquistate dai tre marciatori russi Sergei Kirdyapkin (primo a Londra 2012 nei 50 km), Valery Borhcin e Olga Kaniskina (vincitori rispettivamente della 20 km maschile e femminile a Pechino 2008).

I tre campioni olimpici sono infatti stati sospesi dalla Iaaf per anomalie dei loro "passaporto biologici", come ha reso noto il portavoce Chris Turner, precisando che i marciatori fanno parte di un gruppo di cinque atleti russi sotto osservazione dalla fine del 2012: gli altri due marciatori sospettati di doping per manipolazione sul sangue sono Sergei Bakulin e Vladimir Kanaykin, oro e argento ai Mondiali di Daegu 2011, per i quali il procedimento di inchiesta è però ancora in corso.

Al momento, a rischiare la revoca della medaglia è solo Sergei Kirdyapkin, con l'oro di Londra che potrebbe così finire al collo dell'australiano Jared Tallent, mentre non sarebbe presi provvedimenti per i Giochi di Pechino 2008 poiché il "passaporto biologico", con le relative sanzioni, è stato ufficialmente introdotto nel 2009.

L'ultima indagine della Iaaf evidenzia un dato poco edificante per la marcia russa: 16 dei 17 campioni olimpici (uomini e donne) dell'ultima decade sono infatti poi stati squalificati o sono comunque finiti sotto inchiesta per doping.

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