L'Ucraina lascia Sochi? Tutti i boicottaggi alle Olimpiadi

Mentre da Kiev arrivano notizie sempre più tragiche, la delegazione olimpica smentisce l'addio. Ma c'è chi è già partito per protesta... I precedenti nella storia dei Giochi 

 

Campionissimo del salto con l'asta e oggi presidente della delegazione olimpica dell'Ucraina a Sochi 2014, Sergei Bubka è intervenuto sulle voci di un addio dell'intera squadra ai Giochi in seguito alla tragica situazione che si sta sempre più delineando a Kiev: "Siamo profondamente preoccupati per i tragici eventi e per la violenza in Ucraina", ha detto Bubka. "Ogni membro della nostra delegazione è rimasto colpito, ma continueremo a partecipare ai Giochi sperando di risollevare lo spirito dei nostri connazionali tornati a casa". Si attendono ovviamente ulteriori sviluppi nelle prossime ore, mentre la bandiera dell'Ucraina al villaggio olimpico è stata listata a lutto. 

Non è la questa prima volta che la politica macchia le Olimpiadi. Ecco cos'è successo in passato...

Regno Unito e Svizzera sono le uniche due nazioni che hanno partecipato a tutte le Olimpiadi estive. Tutti gli altri Stati (escludendo quelli che ai tempi di Atene 1896 non erano ancora indipendenti o che ora non lo sono più o quelli, come l'Italia, che hanno rinunciato ai Giochi "folcloristici" di Saint Louis 1904) hanno perso una o più edizioni per via dei boicottaggi, una pratica molto diffusa tra il 1936 e il 1988. Scopriamo insieme la storia di queste azioni dimostrative.

BERLINO 1936 - In segno di protesta contro la politica di Adolf Hitler la Spagna e l'Unione Sovietica decidono di non partecipare. A Barcellona viene organizzata una contromanifestazione - l'Olimpiade Popolare - annullata a causa dello scoppio della guerra civile.

MELBOURNE 1956 - L'Egitto, l'Iraq e il Libano non prendono parte all'evento per via della Crisi di Suez (l'invasione del Canale da parte di Francia, Israele e Regno Unito). L'Olanda e la Spagna rinunciano dopo la repressione della rivoluzione ungherese da parte dell'Unione Sovietica. La Svizzera gareggia solo nelle prove di equitazione disputate a Stoccolma e conquista una medaglia di bronzo. A due settimane dal via dei Giochi annuncia il boicottaggio anche la Cina, che non riconosce il governo di Taiwan ammesso dal Comitato Olimpico.

MONTRÉAL 1976 - 28 nazioni (tra cui l'Algeria, la Libia e la Tunisia) non si presentano in Canada per protesta contro il Cio, che rifiuta di escludere la Nuova Zelanda dopo che gli All Blacks hanno partecipato ad un tour di rugby in Sudafrica (nazione non ammessa ai Giochi dal 1964 al 1988 per via dell'apartheid). Sia la Cina che Taiwan non gareggiano: nessuno dei due Paesi riconosce la legittimità dell'altro.

MOSCA 1980 - 65 nazioni del "blocco occidentale" (come il Canada, la Norvegia e gli USA) non partecipano in risposta all'invasione dell'Afghanistan da parte dell'Unione Sovietica. Altri Stati protestano in maniera più "soft": ad esempio l'Italia rinuncia ad inviare atleti appartenenti a gruppi militari e sfila con la bandiera del Comitato Olimpico.

LOS ANGELES 1984 - Circa venti nazioni legate al "blocco sovietico" (tra cui la Cecoslovacchia, la Germania Est e l'Unione Sovietica) non prendono parte ai Giochi in California: la motivazione ufficiale è la "mancanza di sicurezza" sul suolo statunitense mentre in realtà si tratta di una risposta al boicottaggio occidentale di quattro anni prima. L'Iran rinuncia per via dell'interferenza americana in Medio Oriente e in America Latina, la Libia per ragioni simili.

SEUL 1988 - La Corea del Nord (supportata da Cuba, Etiopia e Nicaragua) rinuncia ai Giochi dopo che il Cio non accoglie la richiesta del Paese di ospitare la metà degli eventi.

© Riproduzione Riservata

Commenti