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Juve, il piano B: Capello, Gasperini o Benitez

Senza Conte ecco chi sono i candidati più credibili per la panchina bianconera

Nessun club per Fabio Capello che però in Inghilterra ha allenato la squadra più importante, la nazionale, dal 2008 al 2011. – Credits: ANSA

Potevano essere 3 mesi, saranno probabilmente di più, dai 4 ai 6. La Disciplinare ha detto no alla proposta di patteggiamento presentata ieri dai legali di Conte. Nelle prossime ore, la difesa del tecnico bianconero dovrà decidere la strategia da seguire per rispondere alla dura presa di posizione da parte della commissione presieduta dal giudice Artico. Comunque vada, non sarà un successo. Perché ora Conte rischia di rimanere fuori dai giochi fino alla fine del 2012.

Proprio così, calendario alla mano, l’allenatore della Juventus potrebbe saltare buona parte del girone di andata del campionato (il 16 dicembre è prevista la 17esima giornata, il 22 la 18esima) e la prima fase a gruppi della Champions League, perché la sesta e ultima gara del mini torneo che consegna il pass per gli ottavi è fissata per le serate del 4 e 5 dicembre. Senza parlare della Coppa Italia, che fa esordire le 8 teste di serie negli ottavi di finale, in programma il 12 dicembre. Insomma, vero che chi andrebbe in panchina al posto di Conte potrebbe seguire via etere le sue raccomandazioni, ma un conto è mettere una toppa al guaio per 3 mesi, un altro è prolungare l’agonia per il doppio (o quasi) del tempo.

Da qui, ecco che si fa strada il piano B del club di Andrea Agnelli, di cui si parla da tempo e che già aveva espresso alcune indicazioni. La Juve è con Conte, ma non può permettersi di buttare alle ortiche un’intera stagione, quella del rilancio a livello internazionale. E allora, pronti e via, a Torino si comincia a valutare la possibilità di consegnare la squadra a un altro tecnico, credibile e affidabile, sia sotto il profilo dei numeri sia per l’esperienza nelle gare che contano in Europa.

Fabio Capello, il primo candidato della lista, ha già scelto la Russia. Certo, l’incarico di ct di una nazionale non è vincolante nel quotidiano e potrebbero esserci i margini per discutere di un suo impegno part-time in Serie A, tuttavia a oggi sembra assai difficile pensare che l’ipotesi possa concretizzarsi. Capello è uomo da dentro o fuori, non ha mai accettato di sposare una causa senza avere sotto mano tutti i dettagli del caso. Due settimane fa ha scelto di tornare a mettersi in corsa con un’altra nazionale. Soltanto una proposta stellare potrebbe spingerlo a fare dietrofront e chiedere la rescissione con la Russia per dedicarsi anima e cuore alle cose di casa Juve. Se Agnelli chiama, lui risponde. Anche soltanto per declinare l’invito con un “no, grazie”. Qualcuno è convinto che il passo sia già stato fatto.

Le altre strade portano a soluzioni tra loro diversissime. Se la Juve volesse puntare su un tecnico italiano, potrebbe bussare alla porta di Gian Piero Gasperini, oggi commentatore di RaiSport e ieri tecnico per poco più di un mese dell’Inter di Moratti. Abita a due passi da Torino e alla maglia bianconera è legato per trascorsi di tutto rispetto (9 anni come tecnico delle giovanili). Propone un calcio diverso ma non diversissimo da quello di Conte ed è pressoché certo che sarebbe felicissimo e pure di più di diventare il nuovo leader della Juventus.

Ipotesi numero 2, Delio Rossi. Da uno squalificato all’altro. Conte deve ancora cominciare, Rossi ha appena finito. I tre mesi inflitti dal giudice sportivo per il pugno assestato sul volto del suo ex giocatore Ljajic scadono oggi. L’ex mister di Lazio, Palermo e Fiorentina nelle ultime stagioni ha fatto bene. Non è la prima scelta, ma potrebbe rappresentare la sorpresa dell’ultima ora. Per la serie, o lui o Baroni, il tecnico della Primavera bianconera.

Ipotesi numero 3, Rafa Benitez. La Juve l’ha certo a lungo prima di scegliere Conte. Poi, si è fatta avanti l’Inter, che gli ha offerto mari e monti per accettare l’incarico di guidare la squadra. L’esperienza non è durata tantissimo. Per alcuni, Benitez è stata una delle tante vittime del dopo Mourinho. E’ un tecnico di grande esperienza internazionale e non può aver dimenticato in un paio di mesi come si allena una squadra che punta a fare bene in Champions League. Per un paio di settimane, pare sia stato cercato anche dalla famiglia Garrone, che avrebbe voluto metterlo a capo del progetto Sampdoria. Ma la richiesta dello spagnolo era troppo alta. Probabile che quella della Juve potrebbe accontentarlo.

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