Inghilterra: l'ombra di Mancini su Hodgson

Chiuso il rapporto con il Galatasaray, il tecnico italiano punta alla panchina dei Tre Leoni. E gli azzurri potrebbero anche dargli una mano...

Roberto Mancini sulla panchina dell'Inghilterra? Lo stile british c'è tutto... – Credits: Getty Images.

Nicolò Schira

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Un addio lungo otto mesi. Tanto è durata l'avventura di Roberto Mancini al Galatasaray. Una separazione forzata e voluta dal tecnico jesino, stufo del mancato appoggio della dirigenza turca: le promesse fatte all'ex trainer di Inter e Manchester City al momento del suo insediamento a Istanbul lo scorso autunno sono state infatti totalmente disattese.

A gennaio il Mancio voleva ingaggiare elementi come Peluso o Astori per la difesa, Guarin a centrocampo e Lavezzi in attacco. In queste settimane lo scenario si è ripetuto e altrettanto costanti sono stati i "no" del patron Unal Aysal per lo stopper brasiliano Rhodolfo, per il centrocampista Calhanoglu dell'Amburgo e per Fabio Quagliarella. Mancini voleva giocatori emergenti e si sarebbe "accontentato" anche di uno fra Gabbiadini e Okaka, mentre il club turco voleva elementi dal nome blasonato in grado di ammaliare il pubblico: attaccanti al crepuscolo della carriera come Gomis (Lione) o Eto'o (Chelsea). La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato però il mancato accordo per Inler con il Napoli, dopo che il giocatore aveva manifestato il proprio gradimento al trasferimento. Mancini ha così preferito farsi da parte, chiudendo in anticipo la propria avventura in riva al Bosforo.

Il sogno nel cassetto per l'immediato futuro è quello di allenare una grande Nazionale: lo stimola, per conoscenza della lingua e del movimento, quella dell'Inghilterra. E sedersi sulla panchina dei Tre Leoni dopo il Mondiale è per Mancini molto più di una semplice e remota aspirazione: i rapporti con la Federazione sono infatti ottimi e la stima è reciproca. Molto dipenderà ovviamente dall'esito di Brasile 2014: in caso di flop della spedizione inglese si materializzerebbe infatti l'addio inevitabile con Roy Hodgson e in quel caso la Football Association punterebbe su un tecnico vincente e di respiro internazionale. Un profilo che collima appunto perfettamente con quello di Roberto Mancini.

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