Capelli: "Ora Domenicali dovrà mantenere l'equilibrio in squadra..."

Raikkonen torna in Ferrari con diverse incognite: come andrà al fianco di Alonso? Risponde Ivan Capelli

Alonso e Raikkonen sorridono assieme (Credits: WILLIAM WEST/AFP/Getty Images)

Riccardo Vetere

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La burrasca ha travolto tutti spazzando via il vecchio per fare spazio al nuovo. Se di nuovo si parla, perché Kimi Raikkonen torna in Ferrari a 34 anni compiuti e un passato già marchiato dal Cavallino, con cui diventò campione del Mondo nel 2007.

Nel frattempo ne sono passati di tronchi lungo il fiume, come Felipe Massa, che timidamente ha salutato su Twitter dando di fatto l'ufficialità a un addio ormai annunciato: "Dal 2014 non guiderò più per la Ferrari. Vorrei ringraziare la squadra per tutte le vittorie e i momenti bellissimi trascorsi insieme". E di vittorie ce ne sono state perché dal 2006 - quando si vestì di rosso per sostituire Barrichello e affiancare Michael Schumacher - le soddisfazioni hanno colorato soprattutto i primi anni, proprio con Raikkonen al fianco quando arrivò anche il Mondiale costruttori, meno con Alonso, con il quale il feeling è sempre rimasto però molto buono.

La burrasca ha portato James Allison come Direttore Tecnico del Telaio e il passaggio di Pat Fry all’ingegneria. Ora il passato, gambe in spalla, torna prepotentemente indietro e diventa attualità: Massa saluta, Raikkonen torna - al fianco di Alonso -, per un dream team a due punte di diamante, con due campioni del Mondo al volante.

Sentiamo allora cosa ne pensa Ivan Capelli, tra le altre cose anche ex pilota Ferrari…

Sarà la soluzione giusta? Due cavalli di razza nella stessa squadra non sempre funzionano... 

“Beh, ci sono pro e contro. Il vantaggio sarà che entrambi spingeranno per i risultati migliori. Il contro riguarda il fatto che Domenicali dovrà mantenere l'equilibrio in squadra. Per le caratteristiche dei due piloti, Kimi poco propenso al dialogo e freddo e Fernando un cavallo di razza, possono formare un dream team”. 

Massa intanto ha già salutato e dirà addio dopo 7 stagioni. È stato un fallimento?

“No, non possiamo parlare di fallimento perché Felipe ha anche vissuto il sogno di diventare Campione del Mondo quando lottò contro Hamilton (la beffa arrivò nel 2008, ndr), poi ha anche avuto quell'incidente tremendo. Bisogna dire, però, che non è mai riuscito ad entrare in sintonia con le nuove regole e la situazione della Formula 1”.

Ha avuto la sua chance, perché la Ferrari l'ha comunque sempre confermato in questi anni...

“Dopo tanti anni ha avuto le sue chance, certamente. Con tutto il rispetto per l'uomo e la persona, ma la Ferrari ha bisogno di una seconda auto sempre a punti”.

Torna Raikkonen dopo la separazione "nebulosa" del 2010. Cosa troverà di diverso?

“Ancora non è certo il suo arrivo però (ride, ndr), ma sarebbe un ritorno importante, conosce i meccanismi di Maranello, bisogna vedere come riuscirà a lavorare con Alonso, che è il vero leader della scuderia. Io credo ci sia ancora la possibilità che arrivi Hülkenberg: sarebbe un giovane che va forte pur mantenendo intatto l'equilibrio della squadra con Alonso leader; il quale in passato ha mal digerito il rapporto con Hamilton in McLaren”.

Per il 2014 bisognerà fare i conti con diverse novità, come quella di James Allison nel ruolo di Direttore Tecnico del telaio.

“Il suo arrivo è molto importante. La tecnologia è ormai sfruttata da tutti e se riescono a copiare o ad analizzare le soluzioni che adottano gli altri, e a imitarle, non sarebbe male. In Ferrari serviva qualcuno con delle idee innovative per superare questo torpore che dura ormai da anni”.

E che vede Vettel ormai incontrastato dominatore, come a Monza.

“Il grande vantaggio della Red Bull è Adrian Newey, che ogni gara presenta delle novità che spiazzano tutti”.

E nel 2014 arrivano anche i motori turbo. Forse una coppia d'esperienza come Alonso-Raikkonen saprà affrontare meglio la novità rispetto ad altri...

“No, partono tutti da zero, senza esperienza con i motori turbo. Devono imparare tutti e un pilota vale l'altro in questo senso. Il pilota diventerà basilare nel capire l'insieme; ci sono piloti più istintivi che vanno forte non sapendo neanche come fanno e piloti che lavorano di più sugli aspetti tecnici. Questi nuovi motori sono fatti di quattro unità ben distinte: motore termico, il turbo, il Kers, e l'Ers, che è il sistema di utilizzo della potenza. Arriveranno solo 100 chilogrammi di carburante. Ci sono diverse incognite”. 

E una di queste (ora) riguarda anche la nuova coppia di casa Ferrari…

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