Calcio

Serie B e Lega Pro a rischio slittamento

Calcioscommesse, ripescaggi e criteri economici non permetteranno di avere organici definitivi per i campionati prima di fine agosto. Sempre più probabile un rinvio o un taglio delle squadre.

Brescia Calcio v Reggina Calcio - Serie B

Gianluca Ferraris

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L’incertezza è destinata a durare ancora e potrebbe pure provocare un problematico slittamento delle prime giornate dei campionati di serie B e LegaPro, visto il limbo all’interno del quale si muovono molte società. Addirittura, secondo quanto risulta a Panorama.it, la soluzione più gettonata in questo momento pare essere un ulteriore ridimensionamento della ex serie C, che potrebbe vedere assottigliati i suoi tre gironi da 20 a 18 o 19 squadre. Merito (o demerito) dei ripescaggi, che in combinata con la solita estate di processi e fallimenti stanno complicando non poco le scelte della Figc e quelle dei singoli presidenti.

Al momento l’unica certezza è quella della riammissione fra i cadetti del Brescia, che rimpiazza il fallito Parma costretto a ripartire dai dilettanti. I biancazzurri hanno preceduto Cittadella e Lecce in una graduatoria che ha suscitato qualche polemica, non tanto per l’ordine finale quanto perchè questo fosse stato determinato da nuovi parametri già molto osteggiati al momento della loro introduzione nel 2014: classifica finale dell'ultimo campionato, tradizione sportiva della città e numero medio degli spettatori delle ultime cinque stagioni. A ciò si aggiunga il fatto che per presentare istanza di ripescaggio, in questa prima fase, era necessario versare alla Lega calcio 1,8 milioni di euro, dei quali un milione a fondo perduto: fattore che ha scoraggiato altri appellanti.

Non finisce qui, tuttavia, perché per conoscere l’organico completo della serie B dovremo aspettare ancora parecchi giorni. Due squadre teoricamente al via, Catania e Teramo, andranno a processo per il calcioscommesse rispettivamente l’11 e il 12 agosto, e anche se non hanno molte speranze (specie la prima) di salvarsi, per essere sicuri della loro retrocessione (in LegaPro? In D? Ancora più in basso) occorrerà aspettare almeno i primi due gradi di giudizio, che nonostante le rassicurazioni del procuratore federale Stefano Palazzi sulla celerità dei procedimenti sportivi difficilmente si sbloccheranno entro la fine del mese, proprio quando dovrebbero partire i campionati. Ecco perchè ai piani alti di via Po non si esclude un rinvio: non solo per riscrivere il calendario ma anche per dare la possibilità a chi si vedrà assegnata una categoria diversa da quella assegnata di “fare mercato”.

La retrocessione quasi certa degli etnei libererebbe in ogni caso un posto che verrebbe riempito, con questa volta con il criterio dello scorrimento in classifica, dalla Virtus Entella, che non a caso sta allestendo una squadra da categoria superiore. Un'eventuale condanna del neopromosso Teramo, invece, farebbe felice l’Ascoli.

Ancora più intricata la situazione in LegaPro, dove al balletto di esclusioni e ripescaggi della serie superiore si aggiungono i problemi pratici di una dozzina di società e altri procedimenti pendenti:  già in fase di iscrizione sono stati registrati diversi forfait (compresi quelli di nobili decadute come Reggina, Venezia e Varese) che hanno ridotto il numero complessivo di società da 60 a 51. Volate più su, come detto, Brescia e probabilmente pure Entella e Ascoli, ci sono da assegnare altri 9 posti nell’ultimo gadino professionistico. Ma sono più di quamnte siano le effettive domande di ripescaggio perchè anche in questo caso la Figc aveva imposto per gli appellanti un contributo a fondo perduto di 500 mila euro che alcune squadre (Forlì, Sambenedettese e Gubbio) si sono rifiutate di versare. Altri tre aventi diritto (Taranto, Viterbese e Monopoli) non hanno presentato sufficienti garanzie fidejussorie e così in pista restano solo AlbinoLeffe, Pordenone e Seregno. Ma, anche qui, a complicare le cose è il calcioscommesse: Savona, Torres e Vigor Lamezia rischiano infatti la retrocessione. L'organico completo a 60 squadre, a due settimane dal via, resta una chimera. 

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