Calciomercato

Inter, quel mercato senza attaccanti (con Icardi al lago)

Le difficoltà a prendere Lukaku e Dzeko, il muro contro muro con l'ex capitano e Conte che attende le punte

mauro icardi inter

Giovanni Capuano

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I fatti prima di tutto. Incontrovertibili, nel senso che basta incrociare la data sul calendario alla lettura dell'elenco dei convocati di Antonio Conte per mettere in fila il momento dell'Inter sul mercato attaccanti. L'ex ct della nazionale ed ex tecnico di Juventus e Chelsea è volato in tournée con i soli Longo, Esposito, Colidio, Vergani, Politano (infortunato) e Puscas (aggregato all'ultimo) nel reparto degli attaccanti.

Considerato che all'elenco manca Lautaro Martinez, ancora in vacanza dopo la Coppa America, mentre Icardi è ad Appiano Gentile ad allenarsi da separato in casa, ne consegue che la rosa in avanti a disposizione di Conte è corta. Cortissima. Insufficiente. 

Che l'Inter e il suo allenatore avessero messo in conto di arrivare così nella seconda metà di luglio è difficile da credere, ma qui si esce dal campo dei fatti e si entra nelle supposizioni che nascono dalle frasi pronunciate dallo stesso Conte in conferenza stampa nel giorno della presentazione ("I top player servono in campo") e di Marotta ("In questa fase bisogna avere pazienza").

L'Inter continua a mostrare fiducia e serenità e anche questo è un fatto, così come il conto alla rovescia inesorabile che segna meno 37 (giorni) dall'inizio del campionato, meno 45 alla fine del mercato e meno 5 a Inter-Juventus sotto gli occhi di Zhang.

antonio conte inter

Antonio Conte nella sua prima conferenza stampa all'Inter – Credits: ANSA/TV

Icardi zero chance, Lukaku e la trattativa con lo United

L'altro fatto è che l'Inter al momento stipendia (senza utilizzarlo) un attaccante di 26 anni e da 124 gol in 219 presenze in nerazzurro. Che questo possa essere catalogato come normale gestione di una situazione difficile di mercato entra nel campo delle opinioni, tutte legittime, così come l'idea che qualunque cifra incassata dalla sua cessione sia comunque un guadagno quando un anno fa Icardi aveva una clausola da 110 milioni e un'ipotesi di lavoro con la Juventus da 50 più Higuain (a bilancio per 54).

Penultimo fatto, incotrovertibile perché basta leggere il calendario delle amichevoli, è che nei prossimi sette giorni l'Inter senza attaccanti veri incontrerà Manchester United, Juventus e Psg. Partite senza nulla in palio (anche questo è un fatto), ma che solitamente qualche indicazione la danno. 

Che Dzeko e Lukaku, obiettivi dichiarati dallo stesso Marotta, non siano ancora giocatori dell'Inter è un fatto. Che le cose siano rese difficili oltre l'immaginato dalla contingenza di non aver monetizzato Icardi e di essere incastrati nel triangolo con Juventus e Roma, Higuain e Dzeko, è una supposizione non certificata da alcun fatto. Quindi si registrano anche le smentite e la serenità di sponda nerazzurra.

Ultimo fatto: l'Inter ha annunciato Conte il 31 maggio, ovvero 49 giorni fa (basta la calcolatrice). In quel momento solo il Napoli tra le big aveva un allenatore, le altre sono arrivate dopo. Un vantaggio che si sarebbe dovuto tradurre in programmazione e lavoro per disegnare la squadra che il tecnico, bravissimo ed esigente, ha in testa. E per la quale si lavora da almeno tre mesi. Che trovarsi 49 giorni dopo con il solo Lautaro in rosa (in vacanza) suoni strano non è un fatto ma rientra nel campo delle opinioni, quindi ognuno è libero di pensarla come vuole.

A logica è difficile immaginare che questo fosse lo scenario contemplato in primavera, alla vigilia della stagione del definitivo salto di qualità e del guanto di sfida lanciato alla Juve. Il tempo per terminare l'opera resta. Quello per formulare giudizi definitivi pure, ma arrivati fin qui non è tempo sprecato nemmeno mettere in ordine i fatti. Separati dalle opinioni.

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