Roma-Inter e l'assurda partita lunga 84 giorni

Si rivedranno in campo il 17 aprile. Colpa di Cellino e dei nuovi rapporti di forza in Lega

Roma-Inter Tim 5

La Curva Sud per Roma-Inter di Coppa Italia – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Il terzo tempo di Roma-Inter durerà una vita: 84 giorni esatti, tanti ne passeranno prima che Zeman e Stramaccioni possano giocarsi il secondo atto della semifinale di Coppa Italia dopo l'antipasto di ieri sera e la vittoria dei giallorossi per 2-1. Salutarsi e dirsi addio, insomma. O, comunque, un arrivederci bello lungo senza poter prevedere cosa sarà delle due squadre quando il 17 aprile torneranno a guardarsi negli occhi.

Tutta colpa di Cellino e della sua protesta in Lega per lo spostamento di Roma-Cagliari. Tutta colpa del rugby, che occuperà per alcuni sabati l'Olimpico. Tutta colpa dell'incapacità organizzativa del calcio italiano perché è difficile sostenere che una semifinale giocata a distanza di 84 giorni conservi una regolarità di fondo.

La vicenda dello slittamento del ritorno di San Siro dal 30 gennaio al 17 aprile è nota ma merita comunque di essere ricordata. E' successo tutto nelle ore febbrili delle rielezione di Beretta a presidente e del blitz che ha messo un pezzo dei club che contano fuori dal Consiglio di via Rosellini. Cellino protestava e alla fine ha avuto ragione.

O, meglio, come dicono i maligni, ha incassato la prima cambiale della rielezione di Beretta che lo ha portato nel Consiglio in rappresentanza del suo Cagliari. Calendario di Coppa Italia riscritto in meno di tre ore dall’esito dello scrutinio e  

Roma-Cagliari di campionato in programma all’Olimpico era stata anticipata al 1° febbraio per lasciare lo stadio poi libero per il Sei Nazioni. Solo che la qualificazione della Roma alle semifinali di Coppa Italia (ritorno il 30 gennaio a San Siro contro l’Inter) aveva imposto lo slittamento a fine febbraio.

“Atto gravissimo che rischia di falsare la competizione” aveva scritto Cellino in un comunicato di fuoco, insensibile a precedenti e forte – non senza ragione – del fatto che se un club non ha lo stadio disponibile al massimo deve giocare in campo neutro esattamente come capitato al suo Cagliari contro la Juventus.

Alla fine la Lega Calcio gli ha dato ragione, ma il rimedio è peggio del guaio iniziale. Roma-Cagliari di campionato resta in cartellone il 1° febbraio ore 20,45 e a traslocare è la gara di ritorno della Coppa Italia. Quando? Esattamente 84 giorni dopo quella d’andata: 23 gennaio – 17 aprile. Altro che regolarità di una manifestazione…

E in Lega incrociano le dita che all’Inter non venga in mente di andare avanti in Europa League. Accadesse sarebbe un vero guaio perché andrebbe a occupare l’unico buco libero tra quarti e semifinali, costringendo i nerazzurri a un tour de force di 4 partite (Cagliari-Roma in Coppa Italia-Parma e semifinale d’andata) in 11 giorni alla faccia del tifo comune per le italiane in Europa.

Non si hanno notizie di proteste da parte dell’Inter. Del resto nel nuovo Consiglio Cellino c’è, Moratti no e nemmeno la Roma. Costretti a guardare dal buco della serratura e ad aspettare 84 giorni prima di giocarsi un posto nella finale di Coppa Italia.

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