Calcio

Il mondo alla rovescia della Roma: vittorie senza proclami (e senza Totti)

Un anno fa le parole di Garcia avevano danneggiato la squadra, ora il tecnico sembra aver capito la lezione

FBL-ITA-SERIEA-ROMA-JUVENTUS

Giovanni Capuano

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Un anno fa uscendo dallo Juventus Stadium (sconfitto) Rudi Garcia aveva ringhiato: "Questa partita mi ha fatto capire che quest'anno vinceremo lo scudetto". In campo la Roma aveva perso contro i bianconeri giocando bene, ma anche consumando tonnellate di energie psicologiche in proteste e recriminazioni, violini e polemiche. Era l'inizio di una stagione in cui nulla sarebbe cambiato rispetto a quella precedente: niente scudetto e progressivo spegnimento fino a rischiare il fallimento, scongiurato proprio sul filo di lana.

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Il nuovo Rudi Garcia ha visto la sua Roma travolgere la Juventus ben al di là del gollettino striminzito di vantaggio. Ritmo, gioco fluido, occasioni e una sensazione diffusa di superiorità tradotta in classifica da uno stupefacente più quattro alla sosta. Ha osservato e poi non ha mosso un muscolo: "L'anno scorso avevo fatto un proclama, quest'anno farò l'operazione contraria: non sorrido nemmeno". Detto e fatto. E in campo i suoi hanno visto dopo 30 secondi Rizzoli sbandare su una chiamata di quelle fatte apposta per dividere, hanno protestato il giusto e poi tirato dritto. Niente isterie, nemmeno per Totti lasciato in panchina a guardare gli altri.

Può darsi che alla fine il campionato rimetta le cose come erano prima, restituendo alla Juventus la testa della classifica reale e non solo virtuale, guardandola dal basso all'alto. Però il mondo alla rovescia della Roma in questo promettente mese di agosto si vede nei dettagli: poche parole, tanti fatti. Insieme alla certezza che l'ex tiranna è tornata sulla terra è la notizia della domenica che conduce alla sosta. Il mercato completerà le rose e delineerà le ambizioni, però che Allegri abbia davanti a sé un lavoro lungo e complicato per restituire le certezze sparite è un fatto e non più semplicemente un'impressione. Ricordando le fughe precoci delle ultime stagioni è una rivoluzione.

La 2a giornata in pillole

● Solo l'Inter tra le grandi arriva alla sosta a punteggio pieno e recitando per 180 minuti lo stesso copione: poco gioco, ritmo basso e colpi di Jovetic (3 gol in 2 partite) a sbrigare la pratica. Era successo contro l'Atalanta e si è ripetuto contro il Carpi. Alla ripresa c'è il derby e poi le due veronesi per un calendario che agevola non poco i sogni di Mancini.

● Sabato 12 settembre si gioca Juventus-Chievo ed è un testacoda. Attenzione, però, perchè nella parte della testa c'è il Chievo che ha rifilato alla Lazio un poker da urlo: con i 3 fatti all'Empoli si arriva a 7, miglior attacco della serie A al pari della Sampdoria. Sorprendente al pari della crisi dei biancocelesti usciti da una settimana da incubo e con l'aggravante che i veronesi non erano il Bayer Leverkusen.

● Contro l'Empoli il Milan soffre e vince (2-1), Mihajlovic sbotta ("Come se avessimo perso") e San Siro resta vuoto. Preoccupante il dato degli abbonati nell'anno in cui Berlusconi ha investito oltre 80 milioni di euro sul mercato: 17.434, ovvero attualmente il record negativo storico dell'era di Silvio.

● Il Napoli sembra prigioniero dei suoi difetti; quello di Benitez si buttava via spesso e volentieri, quello di Sarri si è fatto rimontare due volte nelle prime due giornate. Contro la Sampdoria è passato dall'esaltazione (2-0) alla depressione (2-2) mostrando limiti difensivi.

● Anche il Torino è abbonato ai ribaltoni, ma a suo favore. Dopo il Frosinone ha rimontato la Fiorentina (3-1) e vale doppio perchè successo nel match tra due delle più belle realtà dell'inizio di stagione. Cairo ha investito tanto e sta raccogliendo in fretta i primi frutti.

● Le tre neopromosse (Bologna, Frosinone e Carpi) hanno zero punti dopo 180 minuti. Sorprende l'avvio dei felsinei, sconfitti in casa dal Sassuolo che, invece, è a punteggio pieno. Le altre medio-piccole si sono mosse vincendo (Genoa e Atalanta). Alla ripresa del campionato servirà un cambio di passo per evitare che lo sbarco in A si trasformi in un incubo. Tradizione dice che le deb debbano fare risultati all'inizio perché poi...

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