Calcio

Premier League: i perché dell'esonero di Guidolin e Di Matteo

Andrea Pettinello, ideatore della pagina facebook "Il calcio inglese", spiega il flop dei due tecnici italiani oltremanica

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Matteo Politanò

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Doppia brutta notizia per gli italiani che lavorano nel calcio inglese. Francesco Guidolin e Roberto Di Matteo, rispettivamente alla guida di Swansea e Aston Villa, sono stati esonerati dopo l'ultimo week end. Lo Swansea di Guidolin è stato battuto per 2-1 in casa dal Liverpool mentre l'Aston Villa per 2-0 dal Preston in Championship (serie B inglese), un doppio flop che ha decretato i cambi alla guida. 


Abbiamo analizzato gli esoneri con Andrea Pettinello, ideatore della pagina Facebook "Il calcio inglese" (dalla quale è stato creato anche il sito www.footballpints.com) diventata in pochi anni uno dei principali riferimenti per gli appassionati di calcio inglese in Italia. 

Doppio esonero per Di Matteo e Guidolin, cosa non ha funzionato per i due italiani? 

"Credo che Guidolin abbia pagato il calendario difficile, lo Swansea ha iniziato affrontando in serie tante big come Chelsea, Manchester City e Liverpool. Era partito bene e credo meritasse più tempo. È stato in carica 265 giorni, lo scorso anno ha salvato lo Swansea integrandosi bene nella nuova realtà del calcio inglese. Dopo appena sette partite esonerarlo è stata una scelta prematura, in pochi altri potrebbero fare meglio con una squadra come lo Swansea".

Cosa gli è mancato? 

"Prima di tutto i giocatori. In estate gli hanno venduto Ashley Williams, il capitano. È arrivato Llorente che però sta facendo molta fatica in Premier League: non abbastanza per chiedere a Guidolin di fare meglio dello scorso anno".

Verrà sostituito da Bob Bradley, chi è? 

"Una vera incognita. Non capisco il senso di esonerare Guidolin per un allenatore che al massimo ha ottenuto tre vittorie di fila nel campionato americano con i Chicago Fire. Credo sia stata una mossa sbagliata che finirà con il destabilizzare ulteriormente la squadra". 


E invece cosa è successo all'Aston Villa di Di Matteo? 

"In questo caso parlano i risultati, Di Matteo ha fatto 10 punti in 11 partite con una squadra che è stata costruita per tornare subito in Premier League dopo la retrocessione. Ha vinto una partita su 12 ufficiali, è una situazione diversa da quella di Guidolin, esonero quasi obbligato". 

Un flop inaspettato, cosa è successo? 

"Non si capisce, Di Matteo ha già avuto esperienze in Premer League, ha vinto la Champions League con il Chelsea (anche se in tanti si chiedono ancora come sia stato possibile) e quest'anno l'Aston Villa voleva ripartire alla grande dopo un periodo buio. Strano che non sia riuscito ad imporsi nello spogliatoio. Per la sua storia da allenatore e giocatore in Inghilterra non avrei mai fatto il suo nome tra i primi esonerati della stagione, invece..."

Come valuti il momento degli altri allenatori italiani in Premier League?

"Anche Conte e Mazzarri stanno incontrando diverse difficoltà, soprattutto nella comunicazione con i giocatori e con la stampa. Devono trovare maggiore dimestichezza con la lingua inglese e abituarsi al calcio della Premier League. L'esempio è quello di Claudio Ranieri che nonostante il suo forte credo tattico ha dovuto scendere a compromessi e adattare il suo stile di gioco alla mentalità della Premier."

E i calciatori italiani come se la passano?

"Ogbonna sta facendo bene al West Ham e credo che per lui sia una dimensione ottimale, Borini e Mannone in questo momento sono infortunati mentre Zaza è quello che sta faticando di più. L'allenatore del West Ham Bilic è arrivato a sostituirlo dopo soli 45', scelte che sanno già di bocciatura. È stato un forte investimento del club e i tifosi si aspettano molto da lui per questo lo stanno criticando con forza e non è detto che rimanga a Londra".

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