Calcio

Razzismo, il coraggio di Orsato in mezzo a troppi silenzi

Insulti a Dalbert, fermata Atalanta-Fiorentina. Lo stadio contro la decisione dell'arbitro e l'allarme della Fifa

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Giovanni Capuano

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La sospensione decisa dall'arbitro Orsato durante la partita tra Atalanta e Fiorentina, in attesa che lo speaker ricordasse ai presenti che in uno stadio non si può insultare un giocatore per il colore della sua pelle, è una notizia perché rappresenta la prima applicazione delle norme varate dalla Figc nei mesi scorsi per combattere il razzismo da stadio.

Dunque bisogna ringraziare il direttore di gara che ha fatto valere il suo carattere e l'esperienza di centinaia di gare per affermare un principio e cioé che se le regole ci sono vanno rispettate. Sembra strano, ma Orsato rappresenta una mosca bianca in un oceano di non udenti che fin qui hanno preferito voltare le spalle al problema, negarlo o minimizzarlo.

Bravo lui, mentre tutto quello che è successo prima e dopo il minuto 29 al Tardini di Parma andrebbe dimenticato. Non solo gli insulti, pochi e uditi dal calciatore e da pochi altri in realtà ma evidentemente presenti se l'arbitro ha deciso di fermare tutto per qualche minuto, ma soprattutto la reazione del resto dello stadio e degli uomini di calcio.

Hanno fatto male i fischi (tanti e compatti) della gente presente al Tardini quando lo speaker ha ricordato che il razzismo non deve trovare posto in uno stadio e hanno fatto male le parole dette nel post partita dai due allenatori. Montella ha ironizzato, spiegando che a lui danno del napoletano ma che non se ne sente offeso; ci mancherebbe, ma sfugge che tocca a Dalbert (in questo caso) stabilire la linea di confine da non superare.

Gasperini, allenatore dell'Atalanta, è andato oltre: "Mai sentito alcun coro, poi se qualche imbecille ha detto qualcosa da quella parte non lo so ma sai quanti insulti individuali, anche molto gravi, si sentono negli stadi. Compresi quelli che arrivano dalla tribuna di Firenze. Bisogna stare attenti, condannare le forme di razzismo ma senza mettersi a contare se c'è qualche persona che insulta perchè così la situazione ci si ritorce contro. Condanna per i cori, ma questa è esagerazione".

Ha detto proprio così. Esagerazione. Quasi una sorta di modica quantità di razzismo che si dovrebbe accettare in nome di chissà quale bene supremo. Per fortuna negli stessi minuti ci ha pensato il presidente della Fifa a spiegare a tutti come la pensa il resto del mondo a proposito di razzismo e dell'Italia: "La situazione non è migliorata e questo è grave". Grave. Come i cori e come le parole dei minimizzatori del giorno dopo.

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