Calcio

Lazio, cori razzisti e antisemiti dalla Curva Nord (cantati da pochi)

L'inchiesta della Digos individua una decina di giovani che rischiano la denuncia. I club: "Psicosi ingigantisce questi fenomeni"

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Giovanni Capuano

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L'emergenza razzismo negli stadi italiani torna a far discutere nella settimana delle polemiche per la chiusura di San Siro causata dagli incidenti di Inter-Napoli, il dibattito sull'opportunità di sospendere le partite ai primi buuu provenienti dalle tribune, lo spostamento di Genoa-Milan per ragioni di ordine pubblico (contestata dal Comune di Genova) e i provvedimenti annunciati dopo il vertice voluto da Salvini, poi smentito dalla Figc e dal suo stesso collega di Governo Giorgetti.

E' successo allo stadio Olimpico di Roma nel corso di Lazio-Novara, sfida valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Secondo quanto segnalato da alcuni presenti e finito nelle agenzie di stampa, intorno alla mezz'ora del primo tempo si sono uditi cori antisemiti, di stampo razzista e contro le forze dell'ordine provenienti dal settore della Curva Nord occupato dagli ultras laziali.

"Giallorosso ebreo" e "questa Roma qua sembra l'Africa" le grida udite e che non sono state percepite in campo solo dall'ispettore della Figc posizionato sotto il settore, tanto che l'arbitro Abbatista e i suoi collaboratori, insieme al responsabile dell'ordine pubblico, non hanno provveduto a segnalarlo e nemmeno a far effettuare gli annunci tramite altoparlante come da prassi.

La Digos ha avviato immediate indagini e attraverso la visione dei filmati a circuito chiuso ha individuato una decina di giovani. Rischiano una denuncia per violazione della Legge Mancino e un lungo Daspo, anche se in passato un giudice assolse alcuni ultras per lo stesso coro sottolineando come fosse una forma di derisione per un avversario sportivo e non rappresentasse apologia di fascismo.

A fine gara da registrare la presa di posizione della Lazio attraverso il suo portavoce, Arturo Diaconale: "Faccio parte del 98% dei tifosi allo stadio che non ha sentito i cori razzisti e antisemiti. Rispetto e credo alla buona fede di chi li ha sentiti, ma credo ci sia una psicosi che ingigantisce questi fenomeni".

E poi ancora: "Mi hanno detto che uno dei cori era "Roma come l'Africa": non vorrei che gli africani si indignassero per come Roma è in questo momento. Ci possono essere dei piccolissimi gruppi che vogliono apparire all'opinione pubblica e che vogliono creare tensioni e disagi alla società che condanna fermamente questi comportamenti, ma non deve essere enfatizzato creando una psicosi".

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