Calcio

Juventus sotto attacco: scudetti danneggiati, scritte e striscioni

La scritta 'Ladri' lasciata dai giocatori del Milan allo Stadium, le punzecchiature di De Laurentiis e il clima contro i bianconeri

Soccer: Serie A; Napoli-Crotone

Giovanni Capuano

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Per fortuna che la Juventus sta dominando questo campionato dall'alto dei punti di vantaggio su Roma (8) e Napoli (10). È un bene perché sterilizza parte delle polemiche incandescenti di questo spezzone di stagione in cui i bianconeri sono finiti sotto attacco concentrico per la solita questione arbitrale.

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Sulle decisoni di Massa nella sfida contro il Milan si potrà discutere all'infinito, ma l'idea che la partita sia stata evidentemente condizionata a favore dei campioni d'Italia va rifiutata con forza, anche semplicemente analizzando episodio per episodio quanto avvenuto allo Stadium.

E lo stesso dovrebbe essere fatto in generale raccontando questo campionato e la maggior parte di quelli che lo hanno preceduto da quando la Vecchia Signora è tornata a comandare sul calcio italiano. Invece la questione arbitrale è tornata prepotentemente d'attualità e sono in tanti a pensarla come Sarri quando dice che se Inter, Milan e Napoli escono tutte arrabbiate dalle sfide a Torino ci sarà pure qualche motivo a meno che "non siano squadre pazze".

 

Lo spogliatoio danneggiato e l'attacco agli scudetti simbolo 

Il punto è questo e va oltre la critica per il singolo arbitraggio. È lo stesso concetto che ha spinto una mano ignota a vergare (se confermato) sui muri dello spogliatoio dello Stadium occupato dai giocatori del Milan la parola 'Ladri'. Dove? In concomitanza con la riproduzione dei due scudetti revocati nell'era Calciopoli e mai disconosciuti dalla Juventus. Il simbolo - per gli altri - di un periodo buio che non si è mai chiuso.

Lo stesso retropensiero nascosto nelle parole urlate da Donnarumma ("Sempre con loro") lasciando il terreno di gioco e quello che ha spinto i tifosi del Napoli allo striscione 'Rigore per la Juve' che ha divertito De Laurentiis. Che aveva appena apprezzato Mariani dirigere in maniera a dir poco casalinga Napoli-Crotone dando una discreta mano ai ragazzi di Sarri.

Errori per tutti, ma spiccano solo quelli pro Juve 

Il paradosso è che la domenica della ribellione anti-Juve è stata segnata da tanti piccoli-grandi errori arbitrali in favore delle big. Ne ha avuto uno l'Inter sullo 0-0 contro l'Atalanta (il mani di D'Ambrosio era da rigore), del Napoli si è già scritto e anche la Roma ha beneficiato del gol annullato a Nestorovski all'alba della sfida con il Palermo. Però a far rumore è il mani-non mani di De Sciglio che ha scatenato la guerra del tutti contro la Juventus.

Ovviamente non si sottovaluta il peso del fischio di Massa al 94'28'' di un Juventus-Milan, ma il caos seguito alla realizzazione di Dybala che ha fatto da tappo saltato via al malessere di tanti è il sintomo di una malattia più grave. In Italia si continua a pensare che la Juve vince perché ruba. Opinione accettabile da parte dei tifosi, meno se ad esprimerla sono gli addetti ai lavori.

La Juve vince perché da anni è la squadra più forte in una società organizzata. Il primo passo dovrebbe essere prenderla ad esempio e cercare di migliorare se stessi, prima ancora che discurtere di arbitri. Che, come è altrettanto ovvio, nei confronti della Juve e delle altre grandi hanno spesso un occhio di riguardo. Ma se in sei stagioni i bianconeri hanno messo insieme 153 punti più del Milan, possiamo limitarci a parlare di Massa e dell'avambraccio di De Sciglio?

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