Calcio

Juventus-Napoli: chi è Gianluca Rocchi, arbitro della sfida scudetto

Ci rappresenterà al Mondiale, è considerato il numero uno e la sua designazione è decisa da mesi. I precedenti con le due squadre

Gianluca Rocchi arbitro Juventus Napoli

Giovanni Capuano

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La partita che vale lo scudetto all'arbitro numero uno d'Italia. La designazione di Gianluca Rocchi per lo scontro diretto al vertice Juventus-Napoli era decisa da settimane, forse mesi. Troppo delicato l'incrocio dello Stadium per non andare sul sicuro da parte del designatore Rizzoli che in campo manderà il fischietto chiamato da Collina per il Mondiale e in assistenza schiererà Di Liberatore e Tonolini, gli assistenti che saranno con lui in Russia.

Rocchi è stato protetto in tutto questo inizio di 2018 proprio per evitare che qualsiasi inciampo o polemica potesse creare problemi nel momento di Juventus-Napoli. Ultima gara arbitrata l'8 aprile a Udine (vittoria della Lazio con proteste vigorose da parte del tecnico friulano Oddo), ultimo big match a fine dicembre (Inter-Lazio) e un solo incrocio con le due che si giocano lo scudetto: Roma-Napoli 0-1 all'alba del campionato. Poi più basta, se non dietro lo schermo come Var.

Ora è il suo momento e la notte dell'Allianz Stadium gli servirà anche come biglietto da visita verso un Mondiale in cui, vista anche la dolorosa assenza della nostra nazionale, non gli è preclusa la strada verso la finale di Mosca del prossimo 15 luglio anche se Rizzoli ha fischiato quella del 2014 tra Germania e Argentina e in nome della rotazione dovrebbe toccare a qualche altro paese. 

Tutti i precedenti con Juventus e Napoli

Gianluca Rocchi ha già arbitrato tre volte un confronto diretto tra Juventus e Napoli, curiosamente sempre a Torino. Il bilancio è tutto a favore dei bianconeri: 1-0 nel 2007-2008 (prima stagione dopo il ritorno in serie A post-Calciopoli), 3-0 nel 2012-2013 e 2-1 con gol decisivo di Higuain nella passata stagione.

Nel corso della sua carriera ha diretto la Juventus in 32 partite con 26 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte decretando 8 rigori a favore e 2 contro. Restringendo il campo alle stagioni dell'era Allegri ci sono 6 vittorie su 6 partite. Dato che non deve sorprendere considerato che i bianconeri dominano in Italia e hanno vinto il 76% delle gare disputate.

Meno lusinghiero dal punto di vista statistico il bilancio del Napoli con il fischietto toscano: 34 partite con 16 vittorie, 8 pareggi e 10 sconfitte (8 rigori a favore e 4 contro). I numeri, ovviamente, non dicono tutto perché Rocchi è in campo da tre lustri e non sempre i partenopei sono stati competitivi al massimo livello. Però nell'era Sarri ci sono 5 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte (Juventus e Inter in trasferta).

Rocchi e Juve-Roma delle polemiche

Rocchi non arbitra la Juventus dall'11 dicembre 2016 nel derby vinto 3-1 all'Olimpico Grande Torino. Il rapporto con i bianconeri è stato segnato da una data cardine, quella della sfida con la Roma dell'ottobre 2014 finita 3-2 per la squadra di Allegri e accompagnata da polemiche furenti causa sovrabbondanza di episodi da moviola.

Il toscano commise certamente qualche errore (non tutti contro la Roma, però) e fu linciato oltre ogni ragionevole limite, finì nel mirino e davanti alle telecamere del Processo del Lunedì a spiegarsi e scusarsi con una scelta insolita per il mondo arbitrale tradizionalmente votato al silenzio. Restò senza Juventus per un anno intero, tornando in campo con i bianconeri nell'ottobre del 2015 in occasione del derby deciso da Cuadrado a tempo quasi scaduto.

La sua stagione

In questo campionato è sceso in campo 14 volte ma la serata clou l'ha vissuta in Champions League nella gara d'andata degli ottavi di finale tra Real Madrid e Psg al Bernabeu. Non è stata una partita semplice, come spesso gli è successo in carriera. Ha concesso un rigore agli spagnoli, ne ha negato uno per tocco di mano di Ramos ed è stato attaccato frontalmente da Emery e dallo sceicco Al Thani.

Accusato di aver favorito il Real e al centro di una bufera. Non una novità per la sua carriera, ma la grandezza di Rocchi è stata anche e soprattutto la capacità di resettarsi e tornare più forte di prima. Sempre. A cominciare dall'autunno del 2011 che rischiò di comprometterne la crescita con errori pesanti in partite top. E' sceso di un gradino ed si è rialzato. Ora Rizzoli gli affida la prima vera sfida scudetto in Italia dell'era post-Calciopoli col sogno di vederlo in campo a dirigere la finale Mondiale.

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