Calcio

Juventus eliminata dalla Champions League (Ajax avanti con merito)

Ronaldo non basta, Allegri (che resterà ancora) sotto accusa. Errori in difesa, infortuni, poco coraggio: stagione europea negativa

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Giovanni Capuano

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La Juventus esce dalla Champions League, battuta dall'Ajax e gettata fuori in una notte in cui partiva con i favori del pronostico e con due risultati su tre a disposizione. Fuori con merito, perché bisogna dire che i giovani olandesi - dopo aver incantato al Bernabeu - hanno dominato a lungo anche allo Stadium. I segnali si erano letti chiaramente già all'andata e Allegri per primo temeva questa partita. Lo dimostra l'avvicinamento prudente che non è bastato per evitare il crash.

Nemmeno Ronaldo è riuscito a cancellare la maledizione. Suo il gol dell'illusione, come ad Amsterdam, ma questa volta il ritorno dei lancieri nella ripresa è stato coronato anche dai gol che erano mancati una settimana fa. Bisogna essere onesti nel leggere questi 180 minuti: l'Ajax ha giocato meglio a calcio, ha dimostrato una migliore condizione tecnica e fisica, ha imposto la sua tattica e, questo sorprendente, è stata superiore anche nell'approccio e nella personalità.

Allegri sotto accusa

A processo finisce naturalmente Massimiliano Allegri. Il suo calcio e le sue scelte non hanno mai convinto fino in fondo il popolo juventino e anche nella sfida fatale ha preferito la ricerca dell'equilibrio a una Juve offensiva e aggressiva. Evidentemente temeva (a ragione) l'Ajax, ma sul giudizio del suo operato peserà in maniera evidente l'impressione di non essere stato capace di far andare al massimo la fuoriserie che Agnelli e Paratici gli hanno consegnato.

La Juve ha perso male, senza avere nulla da recriminare anche se qualche episodio potrebbe essere riletto. Troppo netto il crollo nella ripresa e, in generale, la sofferenza contro un avversario che sulla carta doveva essere inferiore per potersi nascondere dietro ai dettagli. E' mancata l'impalcatura complessiva. La Juventus non ha dimostrato di poter essere una squadra da Champions League. Non quest'anno e nemmeno con la presenza di Ronaldo. Sorprende, ma è così.

 

Una Champions con un solo acuto

La verità è che tutta la campagna europea della Juventus è stata contraddittoria. I bianconeri escono dalla Champions avendo perso 4 partite su 10, rischiando la pelle contro l'Atletico Madrid, salvandosi nella notte più bella della stagione ma lasciando spesso l'impressione di rendere al di sotto delle proprie possibilità. Nessuna delle favorite della vigilia ha avuto un andamento così altalenante e la stessa Juve in passato era parsa più solida.

Ronaldo è entrato nella contesa con qualche mese di ritardo, ma è impossibile attaccarsi al suo anomalo girone eliminatorio per spiegare il flop bianconero. Anzi. Ronaldo ha fatto quello per cui è stato portato a Torino, caricandosi sulle spalle la squadra nel momento della verità. Il guaio è che il resto della squadra si è sfaldato progressivamente, perdendo una dopo l'altra tutte le certezze.

Juve indifesa e troppi infortuni

La prima e più importante è stata la tenuta difensiva: 9 gol incassati, un solo clean sheet contro Atletico Madrid e Ajax, errori capitali come quelli che hanno spianato la strada agli olandesi sia ad Amsterdam che a Torino. Poi la condizione atletica e gli infortuni. Arrivare alla serata della verità senza Chiellini, Mandzukic, Khedira, Douglas Costa, Cuadrado, Perin e Caceres per poi perdere Dybala a gara in corso avendo affrontato in emergenza anche l'Atletico è stato uno dei segnali della resa.

Anche una rosa sterminata come quella consegnata ad Allegri non regge alla lunga e semmai c'è da chiedersi se qualcosa potesse essere cambiato nel corso dell'inverno per evitare il crollo.

L'addio prematuro alla Champions riapre ora tutti i discorsi sul futuro, a partire dalla panchina del tecnico livornese. Allegri ha comunicato a fine gara che resterà e nei prossimi giorni si vedrà con Agnelli per programmare. Le tentazioni di andarsene e chiudere il ciclo sembrano svanite col passare dei mesi. Ora c'è solo la delusione da lenire con uno scudetto già vinto e lunghe settimane per capire perché la Juventus ha fallito la campagna europea su cui aveva investito tutto.

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