Calcio

Juventus, aumento di capitale da 300 milioni di euro: ecco perché

Il club vara un piano fino al 2024 per crescere ancora. La crescita dei debiti, l'operazione Ronaldo e la volontà di restare ai vertici

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Giovanni Capuano

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Nel giorno in cui il cda della Juventus approva il bilancio 2018-2019 con una perdita di 39,9 milioni di euro, secondo esercizio consecutivo in rosso dopo i tre positivi, il club bianconero vara un piano di sviluppo con proiezione al 2024 che porta in dote un aumento di capitale fino a 300 milioni di euro. Soldi che serviranno per rafforzare la struttura patrimoniale della società e consentirle di guardare al futuro in maniera espansiva, nel solco di quanto accaduto con la crescita progressiva degli investimenti nelle ultime stagioni.

Il segnale è forte e conferma come l'operazione Ronaldo abbia avuto un impatto notevole sui conti e non sia ancora stata bilanciata dall'aumento dei ricavi. L'esplosione del debito netto, cresciuto del 50% in dodici mesi e salito a 463,5 milioni di euro, ha convinto Exor a intervenire per rimettere in equilibrio la situazione finanziaria con un'iniezione diretta di denaro.

L'altra chiave di lettura è la volontà della famiglia Agnelli di prevedere per la Juventus un futuro ai vertici del calcio europeo e mondiale dopo essere diventata leader in quello italiano, come testimoniato dalla serie di scudetti consecutivi aperta nel 2012. E la scadenza del 2024 coincide con la partenza del nuovo calendario internazionale del calcio mondiale, quella che nei piani di Agnelli e dell'Eca sarà anche la data di inizio della nuova e ricchissima super Champions.

Il bilancio in rosso per 39,9 milioni di euro

L'esercizio si è chiuso al 30 giugno 2019 con un passivo di 39,9 milioni di euro che segue il meno 19,2 di un anno fa e obbligherà a una gestione attenta nei prossimi mesi per evitare di incappare nella rete dei controlli Uefa sul Fair Play Finanziario. La buona notizia per la Juventus è che l'esplosione di ricavi prosegue: 621,5 milioni di euro con un aumento del 23,1% rispetto ai 504,7 del 2018. 

Un boom trainato da tutte le voci fondamentali del conto economico: ricavi da gare (70,6 milioni contro 56,4), diritti tv (206,6 contro 200,1), sponsor (la voce cresciuta maggiormente tra quelle strutturali da 86,8 a 108,8) e vendita prodotti e licenze (44 contro 27,7). L'incremento più sostanzioso si è registrato alla voce proventi da gestione diritti calciatori con un aggregato di 157,2 milioni di euro con 126,7 di plusvalenze.

L'altra faccia della medaglia è l'aumento considerevole dei costi di gestione, arrivati nel compesso a 458,5 milioni di euro con un balzo del 19,6% rispetto all'anno prima. Pesano gli stipendi dei tesserati (+68 milioni in gran parte legati all'ingaggio di Cristiano Ronaldo) e gli ammortamenti dei cartellini (+41,5 milioni).

Una situazione che ha sbilanciato il conto economico, privato anche dei ricavi di un cammino più lungo in Champions League. Il quarto di finale perso contro l'Ajax ha inciso nel passivo come normale che fosse visto che il bilancio della Juventus, così come quello di tutti gli altri club d'Europa, è in gran parte legato proprio al cammino nella massima competizione europea.

Un presupposto valido anche questa stagione, tanto che l'attuale esercizio - si legge nel comunicato ufficiale - "è previsto in perdita" e sarà "come di consueto fortemente influenzato dall'andamento dei risultati sportivi ed in particolare della UEFA Champions League".

Il piano di sviluppo fino al 2024

Anche questa considerazione fa parte delle ragioni per cui la Juventus ha deciso di prevedere un aumento di capitale fino a un massimo di 300 milioni di euro: rendere meno sensibile la redditività del club ai risultati sportivi. E' uno dei motivi che ha spinto la proprietà a garantire il suo appoggio prima di presentarsi sul mercato.

"La Juventus oggi è tra i club più importanti del mondo e dispone di un brand di rilevanza globale" scrive la società presentando l'operazione che ha l'obiettivo di consolidare questa posizione dotando il management delle risorse per far fronte agli investimenti del prossimo ciclo, quello che si chiuderà con l'avvio del nuovo calendario del calcio mondiale nel 2024 che dovrebbe lasciare in eredità anche la nuova formula (più ricca) della Champions League.

La Juventus mira a valorizzare il brand, proseguire negli investimenti anche sul mercato tenendo, però, come stelle polari un "attento controllo dei costi operativi" e una "disciplinata gestione delle operazioni di investimento e disinvestimento". Dunque acquisti ma anche cessioni per tornare a un "modello di sviluppo sostenibile" che proietti il club nel futuro senza costringere la proprietà a nuovi interventi.

Al 30 giugno 2019 il patrimonio netto della Juventus era di 31,2 milioni di euro, in calo rispetto ai 72 del 2018, e l'indebitamento finanziario netto ammontava a 463,5 miilioni (+153,7 negli ultimi dodici mesi). Una leva utilizzata moltissimo e e alla quale ora è stato affiancata la discesa in campo dell'azionista.

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