Conte, Mancini o chi altro? Per favore...

È passato quasi un mese dalla disfatta di Natal e il calcio italiano è fermo lì. Nel ranking Fifa precipitiamo, ma si discute solo di poltrone

La disperazione dei tifosi italiani – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Ci vorrebbe il coraggio di fare un titolo come quello che nel 2011 lanciò Il Sole 24 Ore per scuotere dal torpore la politica italiana: "FATE PRESTO". Ci vorrebbe anche adesso che sono passati 24 giorni dalla disfatta di Natal e nulla si muove sotto il cielo azzurro del nostro calcio se non le grandi manovre per occupare la poltrona che fu di Giancarlo Abete e che sarà - quasi certamente - di Carlo Tavecchio. Appelli al rinnovamento, attacchi anche personali, candidature alternative: nulla è servito per modificare lo stato della situazione e modificare equilibri ormai congelati dalle attuali norme federali. Dunque l'11 agosto, a meno di terremoti, Tavecchio smetterà di essere il quasi eterno presidente di dilettanti ed amatori per salire alla guida di tutto il movimento. Progetti, programmi e idee? Ripassare più avanti, prego, perché ad oggi la discussione è tutta incentrata su alleanze elettorali, cartelli 'politici' e assi da costruire e disfare a seconda delle convenienze. L'ultima notizia in merito è che la Lega Serie A, che già di suo conta pochissimo controllando il 12% dei voti, ha deciso di tentare una sintesi così da evitare di contare ancora meno. Se ne occuperanno Lotito e Agnelli, reduce dalla bufera dell'addio di Conte. Auguri.

Proprio lo tzunami in casa Juventus rischia di regalare, però, un assist al moribondo calcio italiano. Sono passati 24 giorni dalla disfatta di Natal e poco meno dalla fuga di Prandelli a Istanbul. Nel frattempo la Fifa ha certificato la nostra uscita dalla Top Ten del ranking mondiale facendo suonare un allarme in parte concreto e in parte prematuro. C'è tempo per recuperare prima dei sorteggi per il prossimo Europeo e per i gironi del Mondiale e, quindi, non bisogna fasciarci la testa. Molto più grave è stato non farsi trovare al posto giusto lo scorso dicembre, scivolando noni per colpa dell'insulso pareggio contro l'Armenia e spalancando la strada al girone complesso che poi ci ha buttato fuori dal Brasile. Però il senso anche simbolico della retrocessione c'è tutto e riporta le lancette del calcio italiano indietro nel tempo al luglio 2010 e ad altre maceria, lasciate da Marcello Lippi dopo il Sudafrica. Allora eravamo precipitati al 16° posto, oggi siamo 14°.

Fate presto, allora, perché c'è spazio e tempo per recuperare a patto di non prendersela con calma. Fino all'11 agosto tutto resterà fermo. Poi (e saranno passati 48 giorni da Natal) il nuovo presidente Figc ha promesso che in 24 ore troverà un ct e darà il via alla rifondazione. L'uscita di Conte dalla Juventus può aiutare, a patto di avere le idee chiare e un progetto in testa da proporre all'allenatore che ha ricostruito la Juventus. Non è un problema di soldi, così come non lo è per Mancini e non lo sarebbe stato per Allegri. Tavecchio ha spiegato che Conte ha il profilo giusto per fare il c.t. perché "uno che ha vinto quello che ha vinto lui lo ha sicuramente, ma in Italia non c'è mica solo lui". La vera domanda è, però, se Tavecchio abbia il profilo giusto per convincere Conte. E se non lui, chi manderà a portare l'ambasciata? Lotito? Lo stesso Andrea Agnelli che con Antonio ha appena rotto?

Dare per scontato che Conte traslochi dalla panchina della Juventus a quella della nazionale è un errore madornale. Non è stanco, né demotivato e quindi ascolterà ogni proposta e progetto. Però non ha nemmeno voglia di buttarsi via e se l'ipotesi-Italia è oggi la preferita per la Juventus, non è detto che lo stesso valga per l'ex allenatore. In ogni caso non si andrà oltre Ferragosto. Poi sarebbe eccessivamente tardi (e tardi lo è già) perchè c'è da programmare l'inverno con un girone di qualificazione a Euro2016 semplice, perché promuove le prime due, ma che l'Italia dovrà affrontare con il piglio di chi sa che per scalare le posizioni del ranking deve solo vincere. Non basterà, insomma, accontentarsi di una qualificazione purché sia tale. Conte o non Conte la missione è chiara e il tempo scorre velocemente.

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