Calcio

Irap, niente sconto al calcio. I club pagheranno più tasse

Beffa del Governo Renzi alle società: il taglio destinato ai dipendenti a tempo indeterminato e non ai calciatori

Soccer: Serie A; Juventus-Roma

Giovanni Capuano

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Niente sconto Irap, come sperato leggendo del taglio da 6,5 miliardi di euro. Anzi, la legge di stabilità varata dal Governo Renzi riserva un'altra amara sorpresa al calcio italiano che in questo autunno caldo si vede doppiamente penalizzato sul fronte delle tasse. Prima il prelievo sugli incassi al botteghino per finanziare i costi degli straordinari delle forze dell'ordine impegnate negli stadi (un assegno da 2 a 6 milioni di euro il cui peso sarà determinabile solo dopo la scrittura del provvedimento), ora l'esclusione dalla platea delle imprese beneficiarie del taglio Irap. Una torta da circa 40 milioni di euro dalla quale i club, i cui bilanci sono sempre più in sofferenza, speravano di ricavare benefici per almeno 30 e che, invece, finirà per essere ancora più pesante. Il Governo Renzi, infatti, ha applicato l'azzeramento Irap sulla parte del lavoro per i dipendenti assunti a tempo indeterminato. I calciatori professionisti sono a tutti gli effetti dipendenti (soggetti quindi alla tassazione come un impiegato qualsiasi) ma, per loro natura, a tempo determinato.

Niente sconto Irap, dunque, e la beffa è che i club finiranno col pagare di più per la stessa tassa. La Finanziaria ha, infatti, cancellato lo sconto del 10% approvato qualche mese fa e destinato a tutti, aziende con lavoratori a tempo determinato comprese, riportando l'aliquota all'originario 3,9%. L'effetto è evidente e non piacerà ai presidenti che non hanno alcuna possibilità di trasformare il rapporto di lavoro con i propri calciatori in 'tempo indeterminato', nemmeno con la certezza di poterli licenziare per motivi economici o altro. La normativa europa nata dalla sentenza Bosman, infatti, fissa in 5 anni il tetto massimo di durata di un contratto tra un giocatore e la società.

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L'Irap è una delle voci accolte con meno favore dai club, che versano complessivamente oltre un miliardo di euro in tasse allo Stato (700 milioni di euro solo la serie A). Per capire quanto sperassero nel taglio, basta leggere la nota informativa all'ultimo bilancio Juventus, chiuso con un passivo di 6,7 milioni di euro: "Il pesante effetto negativo dell'Irap (7,2 milioni nell'esercizio 2013-2014 e 5,9 milioni in quello precedente), che penalizza fortemente le imprese con alti costi del personale indeducibili ai fini di tale imposta, dando origine ad un prelievo fiscale non corralto all'effettivo andamento complessivo delle imprese stesse". Senza Irap l'ultimo bilancio Juventus si sarebbe chiuso in positivo e lo stesso era accaduto al Milan nel 2013: passivo di 6,9 milioni con 7 milioni di Irap a pesare

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