Giovanni Capuano

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La vittoria e poco altro. L'Inter porta a casa contro il Southampton i tre punti che servono per tenere viva l'Europa League, ritrova il successo che mancava da un mese (21 settembre ad Empoli) e allontana per qualche ora critiche e polemiche. Tutto qui, però, perché la notte dell'ultima spiaggia di De Boer si risolve nel sinistro al volo di Candreva che va sotto l'incrocio dei pali e gela gli inglesi del Southampton che avrebbero meritato ben altro risultato.

Brutta Inter per un tempo, per ammissione dello stesso tecnico olandese. Lenta e spaurita dopo lo tsunami Cagliari, spesso in balia delle discese dei Saints arrivati a San Siro con l'idea di chiudere il conto nel girone. Salvata la pelle, qualcosa di meglio si è visto poi fino alla rete del vantaggio. Il finale, dopo l'espulsione di Brozovic per somma di cartellini gialli, è stato di sofferenza pura con un monumento da fare a Samir Handanovic.

Handanovic come Buffon: dalle critiche agli applausi

La parabola del portiere sloveno è clamorosamente simile a quella di Buffon. Entrambi criticati per gli errori recenti ed entrambi decisivi con prestazioni bel oltre il limite della normalità. Handanovic ha chiuso la porta nell'ultima fase della partita, superandosi in almeno tre occasioni e venendo salvato da Nagatomo sulla linea quando sembrava rassegnato alla capitolazione.

Applausi per lui, meno per la squadra che non ha mostrato quasi nessun progresso sul piano del gioco. Se De Boer sperava di uscire dalla crisi attraverso una buona prestazione, l'appuntamento è rimandato. E' vero che mancavano Joao Mario (fuori dalla lista) e Banega (tenuto in panchina), ma la qualità è stata scadente, gli errori numerosi e a salvarsi è stato a lungo solo il cuore messo in campo da una squadra che si è ribellata a una sentenza che a tratti pareva scritta.

De Boer e l'Inter prudente

L'altra notizia è la mutazione genetica mostrata dall'Inter. Sin dalla formazione messa in campo (Medel, Brozovic e Gnoukouri dietro ai tre d'attacco), De Boer ha cercato l'equilibrio fin qui drammaticamente mancato. Ne è uscita la seconda partita su 11 fin qui giocate conclusa con la porta inviolata, anche se gran parte del merito va ad Handanovic. I nerazzurri sono stati bravi a far passare il momento peggiore senza scomporsi, hanno sofferto e poi colpito.

Nel finale si è vista anche la difesa a cinque, vera abiura per un tecnico che immagina un calcio di pressing alto e tanto lavoro sulla fase offensiva. Il prodotto non è stato accattivante, ma la situazione non consentiva altro e la vittoria regala un po' di serenità in vista della trasferta a Bergamo. Per qualche giorno le voci su un possibile esonero possono anche spegnersi, poi si vadrà. L'Inter non è guarita e, forse, non è nemmeno convalescente. Però il 3 novembre a Southampton può giocarsi ancora le sue chance in Europa League.

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