"Il Barcellona? La squadra più noiosa al mondo "

Intervista a Michele Dalai, autore del libro "Contro il tiqui  taca. Come ho imparato a detestare il Barcellona"

La copertina del libro di Michele Dalai, "Contro il tiqui taca. Come ho imparato a detestare il Barcellona"

Matteo Politanò

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Al fischio finale di Bayern Monaco - Barcellona il suo twitter è impazzito. Lui, Michele Dalai, sapeva già che sarebbe successo. Giornalista e scrittore, è l'autore del libro "Contro il tiqui  taca. Come ho imparato a detestare il Barcellona" (Mondadori, pp. 120), una lucida analisi di come il calcio dei blaugrana abbia steso un velo di noia sullo sport più amato al mondo. Accuse, neanche tanto velate, di aver reso il calcio una mera scuola di giocoleria che punta a fare meta e non gol. Nessuna polemica feroce, solo tanta ironia in un punto di vista originale che, pagina dopo pagina, prende forma e fa riflettere. Tedio per un possesso palla che immola lo spettacolo a favore del narcisismo calcistico. Per tanti un libro eretico, per altrettanti la voce di un concetto che conta sempre più seguito.

Oggi il tuo libro venderà parecchie copie, non credi?

Scrivere una libro del genere e tentare di divertirsi parlando di calcio ti permette di stare un po' fuori dall'attualità. E' anche vero che non c'è argomento di marketing migliore che una sconfitta pesante del Barcellona ma era successo già un mese fa contro il Milan. Il mio piccolo libro, che è più che altro un pamphlet, non vuole rappresentare altro che il mio divertimento e il mio punto di vista su un tipo di calcio. Il Barcellona di cui parlo io è quello di Pep Guardiola e queste sconfitte dimostrano ancor di più come io mi sia riferito ad un passato recente che ormai sembra svanito.

Come è nata l'idea di scrivere un libro contro il Barcellona?

Ci sono tre motivi: uno è che sono cresciuto leggendo meravigliosi giornalisti come Del Buono, Bertelli e Brera facendomi coinvolgere dalle loro penne e dai loro punti di vista. Volevo scrivere di calcio in modo un po' diverso da quello che va per la maggiore nel giornalismo sportivo attuale. Se si legge il libro c'è infatti molto amore anche per lo stesso Barcellona, un po' di sindrome di Stoccolma. Il secondo motivo è che ritengo quel Barça la semplificazione estrema per chi di calcio non capisce nulla e riesce tuttavia a concordare con gli esperti. La terza è molto legata al mio vissuto, al fatto di tifare Inter e di essere stato al Camp Nou in alcune occasioni vedendo da vicino la realtà Culé.

Quali sono le critiche più feroci che hai ricevuto?

Critiche le ho ricevute da chi non lo ha letto, chi lo ha letto invece lo ha criticato sempre in modo divertente. Mi viene in mente Paolo Condò, amico e tra i migliori giornalisti sportivi italiani: mi ha scritto di essersi divertito come un pazzo a leggerlo e che però metterà il mio libro insieme a quelli che negano l'11 settembre.

In Spagna ne hanno parlato?

Ne hanno parlato i catalani, anche in questo caso sono state recensioni costruttive. L'hanno presa per il lato giusto,in particolare una giornalista spagnola che conosco ha detto che pensava si sarebbe arrabbiata di più leggendolo.

Cosa ti dà più fastidio del modo di giocare dei blaugrana?

Non mi dà fastidio tanto il fatto che il Tiqui Taca sia più o meno efficace quanto questa idea estetica della tortura dell'avversario, dell'abbondanza. Io sono per le cose più semplici, li trovo molto noiosi nel loro possesso palla. Il tipo di calcio che amo io è diverso, se devo citare una squadra dico il Milan di Sacchi e tutte le squadre che con una buona difesa hanno saputo giocare in contropiede. Anche quelle di Lippi e quelle di Mourinho, ma non il Barcellona.

Chi sono i giocatori più sopravvalutati del Barça?

Uno in particolare è Busquets, nonotante goda di una stampa clamorosa a suo favore e tutti stravedano per lui. E poi Piquè che è un ottimo difensore ma gioca da centrale in una formazione che fa il 70% di possesso palla. Un po' come essere il portiere nel Milan di Sacchi quando c'erano tre tiri in porta. Certo, quando si viene chiamati in causa bisogna far la differenza ma lo ritengo un buon difensore e nulla di più.

Ora che Guardiola arriverà in Germania sicuro che non ti ritroverai a scrivere un libro anche contro il Bayern Monaco?

No perché Guardiola è un allenatore che sa esattamente cosa sta per fare, quindi sul materiale umano troverà un altro sistema di gioco adatto al Bayern e al calcio tedesco. Sicuramente sarà basato sul possesso palla ma in modo meno stucchevole. Credo che Guardiola sia troppo furbo per replicare il modello Barça, sicuramente inventerà qualcosa di nuovo.

Credi che il ciclo del Barcellona sia definitivamente concluso?

Non credo sia finito, credo sia un momento difficilissimo per una squadra che ha vissuto un anno folle. Dall'addio di Guardiola ai problemi di salute di Villanova: è una squadra stanca che deve reinventarsi. Ora bisogna capire quale tipo di scelte saranno fatte perché nonostante l'amore per Villanova credo che la squadra abbia bisogno di una nuova guida.

Chi vedresti bene sulla panchina catalana?

Forse fa un po' ridere ma se decidesse di allenare un altro anno credo che Jupp Heynckes potrebbe essere l'uomo giusto...

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