Germania-Argentina: chi (e perché) vincerà il Mondiale

La solidità tedesca, le reti di Muller e l'imbattibile Neuer o il genio dormiente di Messi e la leadership di Mascherano. Ecco come potrebbe andare - Tutti i precedenti - Lo speciale Brasile 2014

Matthaus e Maradona: le loro vittorie nel '90 e nell'86 – Credits: Ansa ed Epa

Giovanni Capuano

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L'avvertenza per tutti è munirsi di una bella caraffa di caffè bollente, perché è molto probabile che Argentina-Germania diventi una finale più simile all'equilibrio (e alla noia) della semifinale tra Messi e Robben, piuttosto che farci rivivere le emozioni di molte delle sfide di questo Mondiale. Sarà una finale molto tattica e bloccata, una partita a scacchi tra Loew e Sabella in cui la ferrea organizzazione dell'Albiceleste si scontrerà con il gioco dei Panzer, che sono stati scintillanti quando hanno avuto di fronte avversari aperti e disinteressati della parte difensiva, come nel primo tempo contro il Portogallo e nel Mineiraço con il Brasile, ma hanno sofferto molto quando gli altri si sono chiusi o hanno fatto gara fisica. Avete presente l'ottavo con l'Algeria risolto solo ai supplementari? E' stato il momento più complicato della corsa della Germania verso Rio de Janeiro e la finale del Maracanà minaccia di essere più simile a quella partita che al resto. In ogni caso c'è una favorita chiara, la Germania appunto, ma c'è anche la consapevolezza che gli argentini hanno in mano qualche carta per ribaltare il pronostico. Ecco una guida ragionata al perché può alzare la coppa Messi o perché sarà Lahm a gioire sul prato del Maracanà:

PERCHE' VINCERA' LA GERMANIA

1) HA DIMOSTRATO DI ESSERE LA PIU' FORTE

Il gruppo costruito da Loew è al culmine della maturità ed è composto da giocatori che sono già arrivati a un passo dalla gloria fermandosi in semifinale sia al Mondiale 2010 che all'Europeo 2012. Sono forti, giovani, convinti delle proprie possibilità e apparentemente inscalfibili dal punto di vista emotivo; il modo in cui hanno affrontato la pressione della semifinale in casa del Brasile è indice di un equilibrio mentale che rappresenta da solo un valore. Sul campo la Germania ha dato due dimostrazioni di forza impressionanti, distruggendo il Portogallo nei primi 45 minuti (3-0), dominando a lungo la Francia dopo il vantaggio di Hummels e approfittando di tutte le debolezze del Brasile in una sfida che è già di diritto nei libri di storia. Solida in difesa, forte a centrocampo e con Mueller che è uno dei fuoriclasse del Mondiale. Perché dovrebbe perdere?

2) HA UN CALCIO MENO EUROPEO DELLA TRADIZIONE

Il Mondiale ha mostrato una Germania con le qualità tradizionali in fatto di solidità, unite alla lezione catalana imparata a memoria dai giocatori del Bayern Monaco in un anno di lavoro con Guardiola. E' stato ribattezzato il tiki-taken tedesco, ma è qualcosa di più e di meglio, perché la rapidità con cui i giocatori di Loew sono stati capaci di ribaltare il fronte in verticale appena si sono aperti gli spazi ha reso micidiale il gioco. Possesso palla, ma non solo. In questo momento la Germania è una squadra tatticamente quasi perfetta e le incertezze delle prime settimane, dovute all'infortunio di Reus e al tentativo di Loew di disegnare una squadra con quattro difensori statici, sono state superate. Lahm è tornato a destra, che rimane il binario offensivo preferito dai Panzer. Un dato su tutti: nel primo tempo contro la Germania è passato da lì il 50% delle azioni d'attacco.

3) NEUER E' IL MIGLIOR PORTIERE DEL MONDO

Impressionante. Una sorpresa solo per chi non ne ha seguito la parabola già ai tempi dello Schalke 04, quando era stato autore di un paio di stagioni da fenomeno assoluto. La cosa, ovviamente, non era sfuggita ai talent scout del Bayern che hanno investito forte su un portiere che oggi racchiude in sé il meglio che si possa chiedere a un estremo difensore: tecnicamente fortissimo, esperto, giovane e muscolarmente esplosivo, interprete del doppio ruolo con le sue frequenti uscite da 'libero' aggiunto alla difesa. 

4) LA CORSA AI RECORD DI THOMAS MUELLER

Un fuoriclasse che tra cinquant'anni sarà ricordato come i più prolifico di sempre nella storia del Mondiale. Klose con i suoi 16 gol non ce ne voglia. Mueller ha dalla sua età e capacità tecniche per battere il fresco primato del compagno di squadra. Avete mai visto un attaccante che a 24 anni è già a quota 10 reti e 5 assist in 12 partite iridate? No, il primo è lui. Campione vero e avversario tatticamente difficilissimo da 'leggere' per qualsiasi difesa. Lo abbiamo imparato ad apprezzare come punta avanzata, adesso è anche 'falso nueve' e ha affinato le doti da esterno. Unico. Decisivo.

5) SARA' PIU' RIPOSATA DELL'ARGENTINA

Il conto è semplice, basta prendere un calendario. Tra il fischio finale di Rodriguez Moreno e quello d'inizio della finale saranno trascorse 117 ore contro le 92 a disposizione dell'Argentina, che ha disputato la sua semifinale con un giorno di ritardo e in più è arrivata ai rigori contro l'Olanda mentre le fatiche della Germania si sono chiuse dopo la prima mezz'ora di gioco a Belo Horizonte. Dettagli che possono fare la differenza, come ha dimostrato il crollo dell'Italia di Prandelli nella sfida finale a Kiev contro la Spagna, poi campione d'Europa. Loew ha in mano la squadra più forte e ha anche questo vantaggio.

PERCHE' VINCERA' L'ARGENTINA

1) MESSI E' DAVANTI ALLA STORIA

Non esiste notte più importante per Leo Messi. Non c'è null'altro più che possa fare o dimostrare in Europa con il Barcellona che valga quanto i 90 minuti di Rio de Janeiro. Se vince diventa leggenda e riscrive i libri di storia. Se alza la Coppa del Mondo i nostri figli e i figli dei nostri figli si consumeranno nel dubbio su chi sia stato il più forte di tutti i tempi: "Pelè, Maradona o... Messi?". E la risposta potrebbe essere Leo Messi, la Pulce. E' stanco, stressato e dagli ottavi in poi è quasi sparito dal campo. Però ha l'opportunità di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle in una volta sola. E' il leader assoluto dell'Argentina, l'uomo che Sabella ascolta prima di disegnare la formazione. Sarà così anche andando verso il Maracanà. Messi è il numero uno e non si lascerà sfuggire l'appuntamento della vita.

2) SARA' UN INNO ALLA NOIA (E FINIRA' AI RIGORI)

Magari non sarà noiosa come la semifinale, però aspettiamoci una partita molto tattica e, quindi aperta a mille scenari. Potrebbe deciderla il colpo di un fuoriclasse (e Messi è il numero uno assoluto), oppure trascinarsi per 120 minuti o anche oltre. Può essere una tattica provare a giocarsela ai rigori? Di sicuro non dall'inizio, ma se le cose si mettessero in un certo modo, Messi e compagni hanno già dimostrato di sapersi adeguare alla situazione.

3) HA UNA DIFESA QUASI IMPERFORABILE

Zero gol subiti contro l'Iran, nella partita che ha regalato la qualificazione alla seconda fase. Zero gol presi (grazie anche al palo) negli ottavi con la Svizzera, nel quarto contro il Belgio e in semifinale contro l'Olanda. Nessuna squadra ha mostrato una tale solidità difensiva nel Mondiale e l'Argentina è stata perforata solo dalla Bosnia (ma sul 2-0 e a partita quasi chiusa) e nella semi-amichevole con la Nigeria. Presi uno per uno i difensori argentini non sono i migliori, a partire dal portiere Romero. Messi insieme, però, si stanno rivelando un reparto molto organizzato. Gran parte del merito va a Sabella.

4) MASCHERANO E' UN LEADER IMPRESCINDIBILE

Se Messi è l'Argentina, Mascherano è il leader meno silenzioso di una squadra che si riconosce molto nella garra che il centrale del Barcellona è capace di riversare in campo. Il suo Mondiale è stato in crescendo e di sicuro tornerà a Barcellona (dove aveva chiuso la stagione nello scomodo ruolo di messo in discussione) con una statura internazionale accresciuta. La Germania un leader così in campo non lo può schierare ed è, forse, l'unico limite se la partita diventasse una corrida.

5) FATTORE AMBIENTALE

E' vero, i brasiliani 'neutrali' faranno il tifo per la Germania e stanno pregando perché sia risparmiata almeno l'umiliazione di vedere gli odiati argentini alzare la Coppa del Mondo al Maracanà. Vero tutto, ma non c'è alcun dubbio che alla fine lo stadio di Rio si presenterà come una Bombonera in trasferta, così come è stato fin qui tutte le volte che l'Argentina è scesa in campo. Messi e compagni giocheranno in casa, o quasi. Nei momenti di difficoltà potranno attaccarsi anche a questo.

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