Calcio

Europa League, la cenerentola low cost fa fare affari alle tv

Costa molto meno della Champions e ha garantito buoni ascolti. E ora Mediaset manderà in chiaro anche l'Inter...

Giovanni Capuano

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In attesa di capire come Mediaset e Sky risolveranno la guerra tra colossi che interessa da vicino milioni di abbonati alle pay tv in Italia, soprattutto amanti del calcio e dello sport, l'avvicinarsi della seconda fase delle coppe europee consente di fare un bilancio sul peso reale nei palinsesti. Con qualche sorpresa, a partire dal fatto che l'Europa League, considerata la cenerentola Uefa, si sta rivelando invece un discreto affare per Mediaset, almeno a livello di ascolti. Merito anche della retrocessione del Napoli che ha consegnato un poker di squadre da gestire tra chiaro e pay, ma i dati raccontano che l'appel esiste e, se come possibile, in futuro questa dovesse essere la manifestazione più a portata del nostro calcio potrebbe anche crescere con l'aumentare dell'interesse dei club a cercare di essere competitivi fino in fondo. 

Nella prima fase che si è chiusa a dicembre, Mediaset ha trasmesso in chiaro su Italia Uno 6 partite con un ascolto medio di 1.394.000 telespettatori e uno share del 5,16%. Il traino maggiore lo ha fatto il Napoli nelle due occasioni in cui ha avuto visibilità massima contro Sparta Praga e Young Boys, con punte intorno ai 3 milioni. Numeri che avrebbero potuto essere anche superiori se nella rotazione fosse stata inserita l'Inter, fin qui destinata solo alla pay tvb Premium con qualche protesta da parte dei tifosi. Logiche di marketing, ma ora le cose cambieranno a partire già dai sedicesimi di finale quando la sfida del Celtic Park del 19 febbraio (ore 21,05) dovrebbe essere trasmessa in chiaro. Manca ancora l'ufficialità del palinsesto, però l'intenzione è questa e i nerazzurri saranno spinti anche dalla circostanza di avere le altre due ammiraglie da ascolti (Roma e Napoli) impegnate alle ore 19.

I dati Auditel dovrebbero, dunque, premiare ulteriormente l'Europa League nei prossimi mesi avvicinandola sensibilmente alla Champions League in chiaro che ha vissuto un autunno di grandi ascolti fino ai 7 milioni di Atletico Madrid-Juventus o i 6,7 della sfida dei bianconeri in Grecia o i 6,5 milioni di telespettatori sintonizzati su Canale 5 per Roma-Manchester City. Tutto con il vantaggio di costare molto meno per le casse dei network.

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Nella prima fase della stagione anche i numeri in pay tv hanno premiato. La media di ascolti delle sfide delle ore 19 passate su Mediaset Premium è stata di 544.000 (share 2,40%) e nella fascia delle 21 si è alzata a 582.000 (2,18%). Sembrano pochi, ma non è così. Il rapporto qualità-prezzo regge considerando il paragone con qualche prima serata della serie A. Esempi? Sfide con in campo le corazzate Auditel come Juventus-Verona (638.000) o Chievo-Inter (463.000) si sono posizionate sulla stessa fascia d'ascolto e share. Per andare oltre il milione, Mediaset Premium ha dovuto attendere i veri big match come Napoli-Juve (1.324.000) o Juve-Inter (1.193.000), giusto per rimanere agli ultimi due mesi.

Insomma l'Europa League è meno povera di come si presenti e per le tv è stata un buon affare a costo non impossibile. A maggio il bilancio sarà definitivo, poi scatterà la rivoluzione dei palinsesti, con la Champions League che trasloca per un triennio sulle reti Mediaset e Sky che tenterà di consolare i suoi abbonati con l'esclusiva dell'Europa League. A meno di accordi, esclusi categoricamente da Mediaset dopo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, lo scenario televisivo da settembre sarà questo e questa volta potrebbe essere Sky a tifare per qualche retrocessione eccellente.

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