'E' ora di cambiare il calcio. Dopo il salary cap serve una legge sugli stadi'

Andrea Abodi, presidente della Lega di B, ha introdotto il tetto salariale a partire dal prossimo anno. Ma i progetti sono tanti, mentre in serie A...

Il presidente della Lega di serie B Andrea Abodi (Ansa)

Matteo Politanò

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All’indomani dell’annuncio sul salary cap che la serie B introdurrà dalla prossima stagione abbiamo intervistato Andrea Abodi, presidente della Lega di B, promotore dell’iniziativa e nuova figura che sta cercando di portare una ventata di fresco nel calcio italiano.

Quale è stato il modello a cui vi siete ispirati proponendo il salary cap?

E' un'idea partita diverso tempo fa, la serie B ha adottato un salary cap complessivo da tre anni per cercare di fare avvicinare il rapporto tra salari e ricavi quindi una prima forma di tetto salariale c'era già anche se non era stata così pubblicizzata. Ora c'era una necessità di produrre un effetto più incisivo sull'impatto economico di questa lega. Per spiegarlo alla gente si potrebbe citare l'esempio americano che però è collettivo e non individuale. Questa regolamentazione vuole portare i conti in equilibrio e ottimizzare l'impatto economico di tutta la categoria.

Quali sono le linee guida della sua presidenza di Lega in serie B?

Stiamo lavorando su diversi fronti, alcuni che riguardano la Lega di per sé ed altri correlati ai componenti federali. Il numero di squadre e la formula del campionato sono due situazioni che vogliamo cambiare in meglio. Una la discuteremo al tavolo federale, poi vogliamo diminuire le partite senza significato, ogni match deve avere un valore sportivo e agonistico vero. Da quando sono presidente abbiamo affrontato il tema sportivo, quello economico finanziario, quello del fair play e quello delle infrastrutture che produrrà risultati straordinari in breve tempo. Abbiamo affrontato il tema della reputazione, del rispetto e della conoscenza delle regole eliminando i comportamenti illeciti. Abbiamo fatto un gran lavoro di piattaforma, ora vogliamo chiuderlo con le altre leghe, riformando i campionati minori, armonizzando tutto l'insieme.

E la serie A sta cambiando allo stesso modo?

Non so quante squadre ci saranno in serie A nel prossimo futuro, quel che è certo è che vogliamo una riforma del codice di giustizia sportiva e una legge per gli stadi. Poi c'è un fatto non marginale: dobbiamo consolidare la sintonia con i nostri tifosi per capire di cosa hanno bisogno e bisogna intercettare quelli che nello stadio non sono mai entrati. Ci preoccupiamo poco dei nostri tifosi ma ancora meno di quelli che non entrano allo stadio. Il nostro obiettivo deve essere anche questo, valorizzare il pubblico e abbracciarne di nuovo.

Oggi alcune persone avanzano la critica che questo salary cap si possa aggirare inserendo bonus vari, cosa ne pensa?

Queste critiche cadono nel momento in cui si ipotizzano perchè la parte variabile che per ora abbiamo identificato in 150.000 euro lordi verrà scandita e regolamentata da discriminanti forti e sarà difficile trovare escamotage, non si potrà mascherare l'introito e aggirare questo salary cap, in nessun modo.

Se una società non rispetta il salary cap cosa succede?

Per l'ammontare dello sforamento si tratterà una quota di mutualità che verrà destinata alla serie B. Vogliamo che questa mutualità non sia di assistenzialismo ma per valorizzare il sistema. Il tesoretto sarà destinato anche ad un montepremi per i campionati Primavera, Allievi e Giovanissimi, è la prima volta che succede nel mondo del calcio.

Come funziona all'estero?

Non ci sono esempi equivalenti, c'è il fair play finanziario ma niente di simile alla nostra introduzione. Importante è anche il contenimento delle rose, Dalla prossima stagione ogni squadra potrà tesserare un massimo di 22 giocatori che dovranno avere 18 over 23, 2 under 23 e 2 giocatori "bandiera". Dal 2014-2015 le rose avranno invece un tetto massimo di 20 giocatori con 18 over o under 21 e 2 giocatori "bandiera".

Chi ci rimette di più visti gli stipendi di oggi?

C'è un 25% dei giocatori che attualmente ha salari superiori al nuovo tetto. Sono sicuro che ci saranno società che prenderanno decisioni forti e sforeranno il tetto, l'importante è aver trovato un compromesso intelligente per il bene della lega, del campionato e delle società.

Ora la serie B ha un ambizioso progetto di rinnovamento, perché in serie A non è così?

La serie B ha un sistema molto equilibrato: si trovano spesso punti in comune e le scelte, come nel caso del salary cap, vengono prese all'unanimità grazie ad interessi affini anche per chi ha posizioni estreme. C'è predisposizione e propensione ad avere visione reale in un lungo periodo. In serie A invece è difficile perché c'è una dimensione economica competitiva molto forte soprattutto da quando una legge ha determinato la gestione dei diritti e dei relativi introiti. Prima c'era molta meno competizione e più indipendenza.

E' difficile cambiare la realtà della serie A?

La difficoltà non determina un'impossibilità. Mi auguro che si riesca a trovare un equilibrio che adesso si intravede solamente. Serve uno stato di salute che interessa tutto il sistema calcio,bisogna cercare abilità di gestione e capacità di essere la locomotiva di un ingranaggio. Si necessita di avere le capacità di produrre un reddito importante grazie ad una legge stabile.

E per quanto riguarda la legge sugli stadi? Novità?

E' una necessità assoluta. La legge sugli stadi è uno strumento indispensabile soprattutto in un paese come il nostro dove la burocrazia spesso complica i progetti. Nel nostro caso della serie B noi vogliamo e stiamo svolgendo un ruolo di accelerazione per la costruzione di stadi e centri di allenamento, ma per fare le cose bene c'è assoluto bisogno di una legge. Le leghe, la Federazione e il Coni sanno che serve uno strumento legislativo per sbloccare tutto il meccanismo, noi lo chiediamo a gran voce, convinti che il futuro del calcio sia più roseo di quanto possa sembrare oggi.

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