Giovanni Capuano

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Il 2018 è stato un anno di grandissimi avvenimenti per il mondo del calcio. E' stato l'anno del Mondiale di Russia vinto dalla Francia dei giovani fuoriclasse, del Real Madrid che ha conquistato la terza Champions League consecutiva per poi salutare Zidane e Cristiano Ronaldo, dello sbarco di CR7 nel campionato italiano (colpo del secolo) e della fine del dominio del portoghese e di Messi sul Pallone d'Oro, conquistato dal croato Modric.

E' stato anche un anno di storie intense e personali: il default di Yonghong Li, l'addio di Sarri al Napoli e al Vesuvio, Maradona che dà spettacolo in tribuna durante le partite dell'Argentina al Mondiale e Loris Karius che abbiamo scelto come uomo copertina.

Si può arrivare alla notte più importante della propria vita professionale e sbagliare tutto quello che si può sbagliare? Certo. A Loris Karius è successo e l'immagine del suo pianto straiato sul prato dello stadio di Kiev e abbandonato dai compagni di squadra è l'emblema della bellezza e crudeltà al tempo stesso dello sport. Solo nel momento più buio della sua storia. Non si riprenderà.

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