1968: L'Italia vince gli Europei di calcio - storia e foto

Graziati dal sorteggio della monetina con L'Urss in semifinale, gli Azzurri ripeteranno la finale contro la Jugoslavia vincendola per 2-0. Era il 10 giugno 1968

Edoardo Frittoli

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Il Campionato Europeo del 1968 (ospitato a partire dai quarti negli stadi italiani) fu per gli Azzurri di Ferruccio Valcareggi la vittoria del rischio e del coraggio, misto ad una buona dose di azzardo. La Nazionale italiana era infatti arrivata in finale dopo la vittoria decisa dalla sorte quando Giacinto Facchetti lanciò in aria la famosa monetina che cadde dal verso giusto. Nel 1968 il regolamento non prevedeva infatti i calci di rigore al termine dei tempi supplementari finiti in parità e questo fu il caso della semifinale del 5 giugno contro l'Urss, terminata al San Paolo di Napoli sullo 0-0.

Dopo che la fortuna ebbe guidato la mano del capitano azzurro che centrò il giusto 50% delle probabilità, all'Italia non restava che sfidare la Jugoslavia davanti ai tifosi dell' Olimpico la sera dell'8 giugno 1968.

L'Italia fatica ai quarti

Il percorso della Nazionale di Ferruccio Valcareggi non fu privo di ostacoli e difficoltà. Per la prima volta nella storia della competizione, le qualificazioni alle semifinali non avvennero per eliminazione diretta ma furono decise da 8 gironi che si affrontarono nei due anni precedenti decidendo l'accesso ai quarti, oltre che all'Italia, ad Inghilterra, Ungheria, Spagna, Francia, Urss, Bulgaria e Jugoslavia.

Nelle due partite (andata e ritorno) contro la Bulgaria l'Italia rischiò molto: perse il primo incontro per 3-2 riuscendo a recuperare nella seconda sfida vincendo 2-0.

La futura sfidante degli azzurri invece, la Jugoslavia, ebbe ragione di una Francia irriconoscibile vincendo le due gare con una goleada: 6-1 e 3-0.

Nelle semifinali l'Italia trovò di fronte a sé i Sovietici, mentre gli Jugoslavi mandarono a casa l'Inghilterra di Bobby Charlton con lo scarto di una sola rete.

Italia-Urss: la partita della sorte

Nella partita contro l'Urss,  Valcareggi portò in campo Zoff, Burgnich, Facchetti, Ferrini, Bercellino, Castano, Domenghini, Juliano, Mazzola, Rivera, Prati.

La partita comincia in salita per gli Azzurri. Al quarto minuto in un contrasto con Bishovets Rivera si infortuna, continuando a giocare zoppicando vistosamente. I Russi sono fisicamente superiori. Mazzola è schiacciato dagli avversari mentre Valcareggi deve arretrare una punta e affidarsi a Gigi Riva. Dopo i tempi regolamentari a reti inviolate, durante i supplementari una cannonata dalla distanza di Domenghini dà l'illusione del gol ma il botto metallico del palo raggela gli 80.000 tifosi. Tutto rimandato, ed il fantasma della Corea appare nel cielo di Napoli. Alla fine le invocazioni alla sorte daranno ragione agli Azzurri dopo una serata di patimento in cui anche Bercellino deve cedere per una distorsione alla caviglia.

Le due finali: 8 e 10 giugno 1968

L'appuntamento per la finale contro gli Jugoslavi, che per fortuna degli Azzurri sono rimasti decimati dagli infortuni dopo la vittoria contro l'Inghilterra. La sera dell' 8 giugno 1968 all'Olimpico finirà 1-1 ancora dopo i supplementari. La Jugoslavia è superiore nel gioco e gli azzurri patiscono la manovra che porta alla rete avversaria al 38' siglata da Dzajic dopo un'esitazione di Zoff su un cross teso e un pasticcio di Burgnich in difesa. La stanchezza azzurra è evidente e gli unici a spingere sono Facchetti e Guarneri. Gli Jugoslavi sbagliano tre reti facili, mentre Anastasi sciupa di fronte al portiere. Il miracolo del pareggio arriverà dal piede magico di Domenghini che insacca una punizione perfetta all'80'. Poi le reti inviolate dei supplementari costringono alla ripetizione della finalissima, non essendo previsto il sorteggio in finale.

Due giorni dopo il Ct Valcareggi gioca il tutto per tutto rivoluzionando la squadra. Il modello è quello dell'Inter dei lanci lunghi a saltare il centrocampo. La Jugoslavia è ancora provata dalla finale pareggiata dopo l'illusione della vittoria. Gli Azzurri della seconda finale del 10 giugno 1968 sono: Zoff, Burgnich, Facchetti, Rosato, Guarneri, Salvadore, Domenghini, Mazzola, Anastasi, De Sisti, Riva.

Tutti avanti, quindi, anche se l'Italia non può schierare il nerazzurro Luisito Suarez o Jair ad interpretare lo schema che il ct azzurro, giocando d'azzardo, vuole replicare. Con 5 uomini freschi senza la prima finale di 240' nelle gambe la formula funziona. Al 12' Gigi Riva segna in fuorigioco non ravvisato dall'arbitro spagnolo Ortiz de Mendebil. La strada è spianata e le sgroppate di Mazzola supportate dai tocchi di "Picchio" De Sisti portano al raddoppio di Anastasi al 32'.

Il sogno è mantenuto e gestito nel secondo tempo con gli avversari fisicamente esausti che permettono agli uomini di Valcareggi di abbassare il ritmo. Poi il triplice fischio della vittoria arriva questa volta dopo i 90' regolamentari, permettendo di tingere per una volta di azzurro il cielo del "rosso" 1968.

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