Il campionato (già deciso) delle polemiche

Da Galliani a Stramaccioni è sempre la serie A dei veleni. Nel frattempo Cancellara vince la Roubaix e la Juventus si prepara per la remuntada

30 giornata campionato (12)

L'intervento di Tomovic su El Sharaawy provoca l'espulsione del giocatore viola  e le polemiche dei toscani. La Fiorentina pareggia con un doppio rigore, nel recupero altro penalty negato al Milan e in tribuna si scaldano i toni, aggredito Galliani. – Credits: Getty Images

Carlo Genta

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Domenica di polvere, polverone e fango. Che non è stato ovviamente solo quello (sacro) della Roubaix che ha posato una corona da re sulla testa svizzera di Cancellara. Domenica anche polverizzata dalle moviole, sbriciolata nelle decisioni arbitrali, che ormai pesano doppio.Il problema vero è che ci siamo ormai abituati: agli ultimi giri di giostra del campionato, si perde ogni dignità e tutti diventano peggio dei bambini nel cortile dell’oratorio. E ogni riferimento alla gazzarra, ancora poco chiara di Firenze, è del tutto voluto.

Ormai, a scudetto assegnato, si corre per quel che resta: secondo o terzo posto, cosa che fa un mare di differenza, salvezza e briciole d’Europa. Rimane al momento ancora il derby di Roma da giocare, che, a prescindere dagli obiettivi, rimane una bestia brutta per chi deve fischiare e per le badanti in divisa che devono tenere in ordine le file di uomini fatti e finiti che diventano bambini rissosi. Intanto domenica prossima, alla sera, che un Milan-Napoli che dirà quasi tutto. Perché il Diavolo, vistosamente in calo, ha una strada sola per riaprire il discorso: quella dei punti tre che lo porterebbero a uno dal Napoli e col vantaggio dei confronti diretti.

Mancherà Balotelli che commette la prima fesseria vera da quando è al Milan: ammonizione non necessaria e non richiesta, stupidotta per uno che sa di essere in diffida. Ci sarà Pazzini come nella gara più bella della stagione rossonera, l’andata con il Barcellona, dopo la quale il Milan si è un po’ sciolto. Ci sarà tempo e modo per parlarne, nel tentativo di passare oltre questo fine settimana, da pecore matte. Che, scommetteteci pure dei soldi, avrà plurime repliche da qui fino al 19 maggio, quando magari avrà smesso di piovere sul mondo, ricorderemo come è fatto il sole e ci assalirà una incontenibile voglia di vacanza in un posto a caso dove i palloni sono quadrati. Non sappiamo intanto se alla Gazzetta o all’Eco di Bergamo stiano dando alle stampe digitali un nuovo dvd sulle “Grandi Rimonte”.

Consiglieremmo di tagliare le scene finali da saloon della periferia del mondo e di evitare il fuoco sulla Croce Rossa che Stramaccioni sta provando a guidare fino al traguardo in salita di una stagione disgraziata. Dopo la quale verrà smontato tutto a cominciare dalla panchina. Con quali programmi non è dato sapere. Non solo a noi che stiamo dall’altra parte del muro, ma immaginiamo pure dentro al palazzo dell’Inter. E questa non è una novità. Pare perfino che il Palermo si possa salvare: se così fosse, sarebbe una colossale ingiustizia, non per giocatori e Sannino, sia chiaro ma per Zamparini che questo risultato non lo meriterebbe nel modo più assoluto. Si può proporre di retrocedere lui a prescindere?

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