Conte, Juventus, Inter, mercato. Che confusione

Siamo alle solite. Nel bene e nel male...

L'esultanza di Hamsik e Cavani che fanno sognare il Napoli (Credits: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Carlo Genta

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Finalmente un po’ di sano casino all’italiana. Comincia la Lazio sparandosi nei piedi in casa con il Chievo, dimostrando che qualche volta il potere logora anche chi ce l’ha o lo vorrebbe avere oltre i suoi limiti oggettivi.

Strepita oltre e fuori dalle righe la Juventus, riportandoci alle storie di arbitri. Perché si dimentica in frettissima ciò che si è ricevuto, mentre si arriva a dire sciocchezze quando viene tolto qualcosa. Se qualcosa è stato davvero tolto, dato che quel “mani” al 93’ ha una dinamica un po’ bizzarra. A differenza, ad esempio, del gomito malandrino di Vucinic che è invece chiaro come il sole.

La sciocchezza è invece quella che ha detto, ce ne duole, Beppe Marotta, con una polemica da anni Cinquanta sulla provenienza campana del fischietto. Nell’era dell’iperprofessionismo, una specie di oggetto d’antiquariato. Intanto il Napoli, di cui non sappiamo e forse non sapremo mai se il signor Guida sia tifoso, si avvicina come un sottomarino azzurro, facendo saltare la verginità interna del Parma.

Continuiamo sulla nostra strada, pensando sempre che la Juventus, al di là dei nervi scoperti e delle gambe pesanti per una carico di lavoro natalizio forse esagerato, sia in controllo. Anche se guardando la faccia stravolta di Conte, che un supplemento di squalifica stavolta per demeriti sportivi se la merita tutta, non si direbbe. Il Napoli però è certamente in prima fila sotto la finestra: se la Juve butta dalla finestra il bambino tricolore, Cavani e Mazzarri se lo pigliano al volo.

C’è poi addirittura molto altro, come Zeman alla resa dei conti con la Roma, in pubblica polemica con Baldini e con il club. Si parla di indisciplina e noi dall’esterno ne capiamo poco, non conoscendo nomi e fatti. Ma il rumore è forte e la sensazione quella di chi mette le mani avanti, consapevole di un fallimento che si sta consumando. Perché di questo si tratta oltre ogni dubbio. E mentre vedremo se l’Italia riuscirà a tenersi il nuovo fenomeno Icardi, che ne schiaffa quattro nella porta del povero Pescara, lanciando una promessa di salvezza alla Sampdoria, a far volare la settimana delle parole sarà proprio il mercato.

Arriva Anelka alla Juventus, non senza legittimi dubbi di molti. In controtendenza siamo dell’idea che possa funzionare, per esperienza internazionale e talento, anche se spesso oscurato dall’incostanza caratteriale, in una squadra che si sta un po’ avvolgendo su se stessa. Visto che non c’è più fiducia in Matri e Quagliarella e gli altri devono tirare in porta cinquanta volte per cavarne uno straccio di gol. Drogba va a fare la rockstar coperta d’oro insieme a Snejider al Galatasaray, nuovo Eldorado europeo. Ma soprattutto c’è un mago in missione.

Sì, perché se davvero Galliani riuscirà a portare Balotelli al Milan, con un castello di carte simile a quello che gli riuscì un anno fa con Tevez, prima del soffio dei Berlusconi, allora vuol dire che ha la bacchetta magica in tasca. Sarebbe sul serio un acquisto di peso mostruoso e funzionale ai piani di ricostruzione rossonera, altro che vecchi, cari monumenti. Sarebbero poi fatti di Allegri e della società, calarlo in una squadra e in uno spogliatoio che adesso ha equilibri disegnati e diversi. Ma almeno ne varrebbe la pena, come insegnano i grandi giocatori d’azzardo.

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