Memphis Grizzlies v Golden State Warriors - Game Two
Basket

Nba, attento Curry: solo i grandi vincono titolo ed Mvp nello stesso anno

In 59 anni solo in 13 hanno messo a segno la doppietta anello-miglior giocatore. E tutti sono leggende come Jordan, Magic e Jabbar..

Facendo un pò di dietrologia si potrebbe pensare che la sconfitta di Golden State contro Memphis – la prima in casa, dopo 21 successi casalinghi consecutivi – possa centrare qualcosa con la nomina a Mvp di Stephen Curry. Non è questo il caso: prima o poi anche i Warriors dovevano incappare in una serata storta, soprattutto del loro attacco che si è schiantato contro la difesa di Tony Allen e soci mettendo insieme 20 palle perse e un 41,9% dal campo con 6 su 26 da tre (peggior dato stagionale) che la dice lunga sull'eccezionalità della gara 2 di Oakland.

Eppure negli States gira la voce, e non da oggi, che il giocatore che vince il premio di Mvp della regular season sia fatalmente destinato a non vincere il titolo. Roba da cabala popolare, diremmo noi (saggiamente), ma esiste una statistica che dice che nella storia della lega americana solo 13 giocatori (in 20 differenti occasioni) sono stati in grado di vincere nello stesso anno il titolo e il premio di miglior giocatore della stagione (da quando è stato istituito nel 1956). 

E non è solo una questione di numeri. La faccenda si fa ancora più preoccupante per il buon Steph se si scorre la lista dei nomi di chi è riuscito nell'impresa. Tra questi, solo per citarne alcuni, ci sono Bill Russel (4 volte), Wilt Chamberlain, Kareem Abdul-Jabbar (2), Larry Bird (2), Michael Jordan (4) e in epoca recente Shaquille O'neal, Tim Duncan e LeBron James; quest'ultimo in grado di sfatare la "maledizione" delle Mvp, dopo 10 anni esatti. 

I 13 giocatori capaci di vincere MVP e titolo Nba nella stessa stagione

 

La sostanza è che i membri di questo ristrettissimo club sono tutte leggende del gioco con un posto prenotato (alcuni lo hanno già, altri lo avranno di sicuro) nella Hall of Fame della Nba. Negli Usa ci sono diverse teorie che spiegano il fenomeno, tra cui il fatto che molti vincitori dell'Mvp sono riusciti ad emergere proprio perché facenti parte di franchigie non molto competitive, e di conseguenza con minori possibilità di vittoria finale. Eppure da una decina di anni a questa parte i risultati di squadra sono diventati sempre più importanti nella nomina del premio di miglior giocatore..

Insomma stando ai precedenti, per vincere l'anello a Steph non basterà essere un Mvp "qualsiasi" ma dovrà dimostrare di saper reggere il paragone con i mostri sacri del basket d'Oltreoceano; cosa che il suo inizio di carriera "low profile" non lasciava per nulla presagire. A Curry la scelta se provare ad assomigliare a Magic Johnson o a Bob Cousy...

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