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Nba, Flavio Tranquillo: "Ecco cosa succederà con il nuovo salary cap"

La lega americana sempre più ricca, così come i suoi stipendi. L'esperto di Sky Sport spiega le possibili conseguenze, che potrebbero portare a un esodo dei giocatori europei

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Teobaldo Semoli

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70 milioni di dollari. Mai il salary cap Nba era stato così alto. Merito di un aumento dell’11% rispetto alla scorsa stagione, ben oltre le previsioni degli esperti e conseguenza di un trend che negli ultimi anni – in pratica da dopo il lockout del 2011 – ha visto una lega ogni anno sempre più ricca, quindi in grado di pagare di più i suoi giocatori, e che nella prossima estate, con l’entrata in vigore del nuovo accordo sui diritti tv, potrebbe portare il proprio monte salari a 90 milioni; fino ai 108 previsti per il 2017-2018..

E’ chiaro che numeri, anzi dollari alla mano l’Nba sia nel pieno di una rivoluzione che influirà non solo sui portafogli, destinati a diventare sempre più gonfi, dei suoi giocatori. A Flavio Tranquillo, voce dell’Nba per Sky Sport ed esperto di basket americano, abbiamo chiesto cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni.

Flavio, cosa succederà in Nba con l’aumento del salary cap?

“Quest’anno probabilmente non accadrà moltissimo. Vero che le squadre avevano ragionato su una previsione di 67-68 milioni, e quindi avrebbero in teoria potuto spendere di più, ma non credo sarebbe cambiato molto. Quello che dobbiamo leggere davvero in questi cambiamenti è la tendenza. La vera rivoluzione arriverà il prossimo anno quando il monte salari diventerà di 90 milioni. E allora saremo alle Colonne d’Ercole…”.

In che senso?

“I giocatori guadagneranno di più (con contratti massimi e minimi a seconda degli anni di permanenza nella lega, ndr) e questo potrebbe avere degli effetti sia sul mercato Nba, dove molti che cerceranno di mettere la firma su nuovi accordi più vantaggiosi, ma anche sul mercato globale. In particolare quello europeo”.

Vuoi dire che sarà sempre più difficile che i migliori giocatori europei possano restare in Europa? 

“Parlando con i patron dell’Eurolega sembra che non siano preoccupati.. Eppure mi pare ovvio che se il contratto minimo per un giocatore Nba diventerà di 3 milioni di dollari a stagione (oggi è di circa 1 milione, ndr) sarà difficile trattenere da questa parte dell’oceano (dove 2 milioni all'anno sono considerati un contratto faraonico, ndr) i primi 20-30 migliori giocatori”. 

Il rischio è quello di avere un Eurolega sempre meno competitiva…

“Certo, ma non sarebbe una tragedia. Detto questo, credo sia giusto iniziare quantomeno a tenere conto di simili trasformazioni. Anche perché una guerra al rialzo (sui salari, ndr) non credo sia fattibile..”.

In che modo l’Nba riesce a guadagnare così tanto? 

“Non è tanto, o almeno non solo, una questione di biglietti; che peraltro sono la fetta più piccola della torta. Molto di più incidono i diritti televisivi, il merchandising e in generale il fatto che l’Nba abbia investito anche fuori dagli Stati Uniti, aprendosi nuovi mercati e quindi guadagni a cui prima non aveva accesso".

Per questo il salary cap continua a salire?

“E’ una questione di aritmetica. Il salary cap è una una percentuale del BRI (Basket Related Income, nda), che racchiude le entrate generate dalle squadre Nba. Se aumentano le entrate di conseguenza aumenta la percentuale e quindi anche il monte salari..”.

Possiamo definire l'Nba come un "sistema perfetto"? Magari da esportare in altri sport e altri paesi

“Il discorso è davvero complesso. A differenza di molte leghe sportive, l'Nba è composta da una serie di imprese (tant’è che le squadre vengono chiamate franchigie, ndr) che hanno come “mission” il guadagno. Da qui deriva tutto il resto. In primis, che se incassi 100 non puoi dare 120 a un giocatore. Oppure che risultati sportivi negativi non non devono necessariamente generare una perdita economica in quanto il valore dell'investimento, che poi è la franchigia, può rimanere invariato o addirittura crescere insieme a quello dell’intero sistema. Ad esempio perché fai parte di una lega in cui gioca LeBron James..”. 

Perché non sarebbe possibilie esportare questo sistema in Europa, ad esempio nel calcio?

“E' difficile perché il sistema Nba prevede una lega “chiusa” dove si può entarare attraverso delle licenze e non tramite promozioni o retrocessioni. Poi sul perché certi club di calcio paghino alcuni giocatori più di quello che sono in grado di guadagnare.. Beh, sarei curioso di sapere la risposta”.

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