spanoulis
Basket

Eurolega: Spanoulis nel mito, Olympiacos in finale con il Real Madrid

Il play greco trascina i suoi contro il Cska dopo 37 minuti da incubo. I "blancos" travolgono invece il Fenerbahce - gli highlights

Sta affondando l'Olympiacos Pireo, che da 37 minuti sbatte contro lo scoglio difensivo di centimetri e muscoli eretto dal Cska Mosca ed è tenuto a galla solo dai tiri da giocoliere di Printezis (14 punti, 8 rimbalzi e 4 assist alla fine, migliore dei suoi per valutazione). Soprattutto annaspa Spanoulis, che in quel momento fa registrare solo due liberi a segno e uno sconfortante 0/11 al tiro...

Quel finale che vale la Finale
Ma i campioni del basket, quelli destinati a entrare nel mito, sono capaci di rovesciare in un attimo il corso degli eventi a dispetto di qualsiasi statistica: ecco allora il play greco infilare la tripla del -6 (57-63), preludio a tre minuti di fuoco in cui metterà a segno altri due siluri (quello del sorpasso sul 64-63 e quello dell'allungo sul 69-66), oltre a un incredibile tiro-arcobaleno a superare le torri moscovite, per trascinare il più che mai "suo" Olympiacos alla terza finale in quattro anni, dopo i successi del 2012 e 2013.


Tre minuti da super-man che permettono a Spanoulis di vincere anche il duello in regia con Teodosic (8 punti, 4 assist), leader perdente di un Cska che ha pure pochissimo dall'asso di casa Kirilenko (5 punti e l'errore al tiro della disperazione sulla sirena) e il giusto solo dal francese De Colo (18 punti, 4 assist).

Chiusa la pratica con il 70-68 acceso sul tabellone, Spanoulis va a sedersi in tribuna per vedere l'altra semifinale a fianco di moglie e figli. Il terzo, il più piccolo, dormiva della grossa dietro alla panchina mentre il padre entrava nella leggenda: poco male, di sicuro ad Atene (forse non solo sponda Olympiacos) saranno in tanti a parlargliene nei prossimi anni, tirando fuori anche il dvd di una performance davvero storica.

Nessun dubbio: un basket formato Real
Che il Fenerbahce venga considerato dal Real con tutto il rispetto del caso, lo si capisce dal fatto che coach Pablo Laso schiera Sergio Rodriguez, il suo "sesto uomo" extra-lusso, già al quinto minuto anziché tenerlo aristocraticamente in panchina per tutta la prima frazione come al solito.

Che il Real Madrid - davanti a un Florentino Perez dalla faccia ancora segnata dalle sberle bianconere - non consideri proprio l'ipotesi di fare la fine di Ronaldo e soci, lo si capisce dalla progressione messa in atto dal secondo quarto in poi: una continua alternanza di triple (17 punti per K.C. Rivers, con 5/6 da oltre l'arco) e colpi nel colorato (18 punti per Ayon, con 8/11 da sotto) che prima scavano il solco e poi permettono ai "blancos" di non perdere mai il controllo della partita fino al 96-87 della sirena.


Da rimarcare nel Real la prova dei due Sergio, capaci questa volta di integrarsi più che alternarsi in una regia dalle pochissime sbavature e dai tanti canestri: 12 punti e 9 assist per Llull, 13 e 7 passaggi vincenti per Rodriguez. In doppia cifra anche Fernandez e Nocioni (12 a testa, con il lungo argentino in forma fisica smagliante a dispetto dei 35 anni), mentre dall'altra parte il Fenerbahce contiene alla fine lo scarto per le giocate individuali di Goudelock (26 punti, da vero top-scorer del torneo) e per l'ottima prova di Vesely (20 punti in quasi 37' sul parquet). Non riesce invece a imporre la sua classe l'Mvp dell'Eurolega Bjelica, che nel finale deve pure sedersi in panchina per un discutibile ma significativo fallo tecnico. 

La finale tra Real Madrid e Olympiacos è in programma domenica 17 maggio alle ore 20, con diretta su Sky FoxSports2 e su Euroleague Tv.

© Riproduzione Riservata

Commenti